- Cisl di Foggia

Download Report

Transcript - Cisl di Foggia

RASSEGNA STAMPA CISL FOGGIA
03/11/2016
CISI FOGGI@
j
~
'\ UNIONE SINDACALE TERRITORIALE
"
"
a cura dell'Ufficio Informazione
Via Trento, 42 - Foggia
TeL 0881,724388 - 348.8543490 Fax 0881,771681
e-mail: cislfoggia.stampa@gmaiLcom
www.cis1foggia.it
1
Copie ad esclusivo uso del destinatario
RASSEGNA STAMPA CISL FOGGIA
03/11/2016
IL GAZZETTINO
03-NOV-2016
da pago 20
IL RICORDO
Tina Anselmi
e il suo impegno
da sindacalista Cis!
DI A~Al\'IARIA FL""RLAl\"*
T
ina Anselmi ha rappresentato per la QID
un riferimento ideale e culturale costante,
un simbolo di emancipazione e di impegno
politico e sociale per tutte le donne italiane. In
tanti, in queste ore, a cominciare dal Presidente
della Repubblica Mattarella, hanno ricordato la
sua figura limpida, un esempio di coraggio, di
competenza e di moralità nella azione politica.
Ma Tina Anselmi era stata anche una grande
sindacalista della Cisl. Nei primi anni cinquanta fu tra i fondatori della nostra organizzazione,
portatrice dei valori del cattolicesimo popolare
ed impegnata prima nella nostra categoria dei
tessili della Cisl al fianco delle "filandiere" e
più tardi nello storico sindacato Cisl della
scuola elementare, per il rinnovamento del
movimento dei lavoratori, per il pluralismo e la
sua autonomia dai partiti politici, per il riconoscimento a tutte le donne dei diritti di cittadinanza. Erano gli anni difficili del dopoguerra e
della ricostruzione del nostro paese, per i quali
occorreva una grande coesione sociale e la
capacità di unire tutte le forze responsabili su
obiettivi di progresso, di sviluppo, di equità.
La Anselmi è stata sempre dalla parte dei più
deboli, figlia di quel filone riformista che aveva
in De Gasperi, Dossetti, Pastore, Moro i suoi
principali ispiratori. L'anno scorso aveva partecipato alla nostra assemblea organizzativa di
Riccione, attraverso un video straordinario in
cui ricordava il contributo delle donne italiane
alle lotte per la liberazione e per la democrazia.
Disse, tra le altre cose importanti, una frase che
mi colpì: "Noi abbiamo combattuto per conquistare la pace". Non diceva mai "io" Tina
Anselmi, usava sempre "noi". Era allergica ai
narcisismi, all'autoreferenzialità. Questa è la
grande lezione che ci lascia.
Tutta la vita dell' A..ìselmi è stata dedicata a
costruire qualcosa per gli altri, come la legge
per la parità di trattamento tra uomini e donne
nel mondo del lavoro, l'istituzione del servizio
sanitario nazionale universalistico e solidale, la
legge 194 sulla tutela sociale della maternità e
l'interruzione volontaria della gravidanza. Tre
grandi conquiste sociali del nostro paese, ottenute grazie alla capacità di dialogo e di
mediazione di cui la Anselmi era indubbiamente capace. Era una lottatrice corretta, una
persona umile, solare, ma sempre molto determinata nelle sue scelte.
Tina Anselmi ha sempre vissuto il suo impegno
prima nel sindacato e poi nella politica come un
servizio, non contro qualcuno. Credeva nell'impegno civile e sociale come una passione per la
libertà e la democrazia. Ha lottato nel corso
della sua vita contro le ingiustizie, i poteri
occulti, le discriminazioni di genere. Battaglie
sulle quali non si è mai risparmiata, con grande
coraggio, ma sorretta da una intensa fede e da
una visione del mondo positiva. Per questo la
QID non la dimenticherà mai, ma resterà per
tutti noi un esempio da trasmettere alle giovani
generazioni cui spetterà raccogliere idealmente
il testimone della staffetta "Gabriella".
*Segretaria Generale Cisl
© riproduzione riservata
Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile.
2
Copie ad esclusivo uso del destinatario
STAMPA
CISL
rRASSEGNA
--------- -FOGGIA
-------------------
03/11/2016
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
LO SCIOPERO L'AGITAZIONE PROCLAMATA DA CGlL CISL EU1L ALIVELLO NAZIONALE. AFOGGIA ASTENSIONE PER L'INTERA GIORNATA
Domani possibili disagi negli uffici postali
Protestano i sindacati contro il piano di privatizzazione, a rischio 20 mila posti
ti Previsti disagi domani negli uffici postali del capoluogo
dauno e in provincia per lo
sciopero generale dei lavoratori delle Poste contro la decisione del Consiglio dei ministri di quotare in Borsa un
ulteriore 29,7% di Poste italiane e il conferimento a Cassa
Depositi e Prestiti del rimanente 35% del capitale. L'agitazione, proclamata dalle segreterie nazionali di Slp-Cisl,
Slc-Cgil, Failp-Cisal, Confsal.com e Ugil-Com avrà ricadute territoriali con manifestazioni in ogni regione. A
Roma è previsto un presidio di
fronte al ministero dell'Economia e Finanze e una manifestazione davanti la sede
centrale di Viale Europa 175.
«L'uscita definitiva del Ministero dell'Economia dall'azionariato di Poste Italiane - affermano i sindacati - muta
completamente gli assetti societari e il controllo pubblico
in Poste Italiane. Una decisione assunta a breve distanza
dal primo collocamento azionario di oltre il 30 % effettuato
ad ottobre 2015. Una privatizzazione che ha il solo fine di
fare cassa e recuperare qualche miliardo di euro per "lenire" il debito pubblico, ma che
non tiene in considerazione il
ruolo sociale svolto da Poste
Italiane sull'intero territorio.
Già ora si assiste ai reiterati
interventi di chiusura degli
Uffici Postali nelle zone più
disagiate e al recapito della
3
corrispondenza a giorni alterni, scelta contestata recentemente dal Parlanlento Europeo, compromettendo qualità
del servizio offerto e la garanzia del servizio universale».
Con questa operazione il governo viene meno, dopo 160
anni di Poste Italiane, al dovere
di garantire alla cittadinanza e
alle sue fasce sociali più deboli
un servizio essenziale. Le segreterie nazionali esprimono
preoccupazione sui rischi di
una ulteriore privatizzazione
di Poste Italiane e sulle conseguenti ricadute occupazionali. Per i sindacati sono a
rischio almeno 20.000 posti di
lavoro sia nel settore postale
che nel fmanziario. Il Puglia è
prevista una manifestazione a
carattere regionale che avrà
luogo a Bari in piazza Libertà
davanti alla sede del Palazzo
del Governo con inizio alle ore
9 e a seguire fino alle 14. «E'
prevista - dicono i sindacati -la
partecipazione di molte centinaia di lavoratrici e lavoratori postali che dai diversi luoghi della regione confluiranno
a Bari con mezzi propri e pullman organizzati per l'occasione per gridare e contrastare
democraticamente con lo strumento costituzionale dello
sciopero
generale
contro
un'iniziativa unilaterale del
Governo, cioè la privatizzazione di Poste Italiane, che potrebbe mettere a rischio il loro
futuro occupazionale».
Copie ad esclusivo uso del destinatario
RASSEGNA STAMPA CISL FOGGIA
03/11/2016
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
I
oste, domani IOnerO
IOnI
disagi per l
I
I
Già ieri, causa un'assemblea, ci sono state code agli sportelli
• «Ci scusiamo del disagio che stiamo
creando ai cittadini in questi giorni di
mobilitazione nazionale, ma assicuriamo il pagamento delle pensioni già dal
giorno 3 novembre». I sindacati dei
lavoratori delle Poste Italiane hanno
ribadito in un comunicato le motivazioni dello sciopero generale nazionale
che vedrà gli Uffici Postali chiusi il
prossimo 4 novembre in occasione della
manifestazione che si terrà in tutte le
piazze italiane.
«La privatizzazione anl1lmciata da Poste Italiane - spiegano i segretari regionali dei sindacati confederali di categoria Slp-Cisl, Ft-anco Panzarino,
Slc-Cgil, Vito Battista, Failp-Cisal, Anna Scarnera, Confasal-Com, Claudio
Montefusco e UgI-Com, Giuseppe Silvio L'Abbate - ci preoccupa soprattutto
per le ricadute sui cittadini e sui servizi
a loro dedicati. La riorganizzazione generale di Poste Italiane, che per noi
consiste in una svendita bella e buona,
parla di razionalizzazione di alcuni uffici che non producono remunerazione,
riferendosi ai presidi ( i portalettere,
ndr) nei piccoli centri della nostra re- dei lavoratori di Poste Italiane, sono
circa 8 mila gli addetti alle funzioni, dei
gione».
«Nulla di più sbagliato - aggiungono i quali 3400 nella provincia di Bari».
Nel piano industriale nazionale prosindacati dei lavoratori postali - perché
posto in questi
si tende a tagliare
mesi ci potrebbero
servizi che hanno
essere 20 mila riuna natura sociale
collocazioni su 132
che sono rivolti a
«Ci saranno problemi soprattutto mila dipendenti.
tutti i cittadini dei
Puglia la dorcentri più lontani
per gli anziani, ma la motivazione «In
ganizzazione del
dai capoluoghi~~.
«Nella giornata di della protesta riguarda anche loro» solo servizio di recapito ai cittadini
oggi (ieri, ndr) - è
spiegano i sindetto ancora - solo
nella provincia di Bari sono stati chiusi dacalisti - vede già in atto 200 addetti da
25 uffici su 31 per permettere ai la- ricollocare in altre mansioni mentre
voratori di partecipare all'assemblea al- Poste Italiane, evidentemente, non sa in
la quale si sono contati circa 200 addetti quale ruolo riposizionarli».
«Sono 16 le motivazioni di questo
postali». «In Puglia, secondo i sindacati
IN PIAZZA
I sindacati
dei lavoratori
postali
sfileranno in
tutta Italia
domani per
contrastare
!'ipotesi di
privatizzazione
della società
Poste
italiane.
Previsti cortei
nei
capoluoghi di
regione e di
conseguenza
disagi
all'utenza. Ma
i sindacati
«Questa
protesta è a
favore anche
dei clienti»
sciopero - afferma il segretario Failp-Cisal, Scarnera - prima fra tutte la difesa
dei posti di lavoro in poericolo a causa
della volontà del governo di privatizzare
completamente l'azienda, vendendo una
quota di azioni tale da provocare un
conseguente, ulteriore taglio di risorse
umane appartenenti a settori considerati passivi quale il recapito».
«La singolarità del servizio offerto
dalle società del gruppo Poste - aggiunge
il segretario provinciale Failp-Cisal di
Bari, Emanuele Tanzi rende appetibile
e forte la società di servizi e comunicazioni e tale deve rimanere. È importante sensibilizzare l'opinione pubblica, i territori, le istituzioni in ogni
modo, al fine di salvaguardare la specificità dell'azienda Poste italiane».
4
Puglia, la giunta conferma
la manovra straordinaria
Ecco 50 milioni per evitare il commissariamento
• BARI. Licenziata dalla giunta la manovra straordinaria
per la sanità pugliese. Arrivano 50 milioni per abbattere il
deficit ed evitare Wl possibile commissariamento da parte
dei ministeri, nell'ambito del monitoraggio sui conti della
Regione. L'operazione, già annunciata la scorsa settimana,
serve ad effettuare una sorta di pre-copertura del deficit
sanitario atteso per il 2016.
I 50 milioni, come già noto, verranno destinati per lO
milioni ai farmaci innovativi (in particolare quelli contro
l'epatite C, non tutti coperti dai trasferimenti nazionali, per
i quali si verifica sempre più frequentemente il ricorso
all'inlportazione dall'estero), per altri lO milioni a finan·
ziare l'accordo integrativo con i medici di famiglia, e per
altri 30 milioni per gli investimenti già effettuati dalle Asl: si
tratta delle opere edilizie urgenti anticipate in attesa dell'm-rivo dei fondi statali «ex articolo 20».
il provvedimento porta la firma dell'assessore al Bilancio,
Raffaele Piemontese, in collaborazione con i tecnici della
Sanità. Le coperture arrivano dalle maggiori entrate tributarie (Iva e addizionali), e quindi non sono previsti tagli
alle spese degli assessorati.
il deficit atteso afme anno si aggira sui 100-110 milioni. La
Puglia, come tutte le altre Regioni, deve rispettare le clausole
di controllo fissate dai ministeri dell'Economia e della
Salute. In caso di deficit eccessivo, una prima conseguenza è
l'aumento delle addizionali Irpef e Irap ma, in caso di
reiterato superamento del tetto. il rischio più pesante è il
commissariamento, con un nuovo Piano di rientro che
avrebbe messo la sanità interamente nelle mani dei ministeri. Con questa manovra straordinaria si limita dunque
la copertura da applicare nel bilancio di previsione 2017. il
disegno di legge licenziato ieri dovrebbe essere esaminato
dal Consiglio regionale entro la fine del mese di novembre.
[red.reg,J
Copie ad esclusivo uso del destinatario
RASSEGNA STAMPA CISL FOGGIA
03/11/2016
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
30
OTT
.:2.0-16
UNA VERTENlA CHE SEMBRA NON TROVARE VIE I)'USCITA: SCUOLE SPORCHE
Senza stipendio da quattro mesi
Da lunedì in 150 sono in sciopero
Sono i lavoratori alle dipendenze della coop «Sviluppo e Servizi»
ANNA MARIA VITULANO
\I MANFREDONIA. Scuole sporche: di chila colpa? Facile scaricare
tutta la responsabilità sul personale addetto che, senza stipendio da
quasi 4 mesi, hanno deciso di incrociare le braccia da lunedì scorso.
Sono i lavoratori alle dipendenze di
"Sviluppo e Servizi", cooperativa
che ha ricevuto in subappalto i servizi di pulizia e manutenzione negli
istituti di ogni ordine e grado della
provincia di Foggia: circa 150 ex
lsu, per due terzi della platea di
lVlanfredonia, che, dopo la breve
esperienza in "Globo Service" durata 8 mesi, sono stati assorbiti da
Sviluppo e Servizi di Taranto che
opera per conto della multinazionale Dussmann Service, «leader
mondiale -si legge nel sito web- nella fornitura di servizi integrati nel
settore sanitario e ospedaliero,
aziendale,' scolastico, assistenza
terza età, militaTe e trasporti».
Un nome altisonante all'ombra
del quale si consuma un vergognoso scaricabarile sulla responsabilità dei ritardi con cui vengono pagate le spettanze. Avevano cominciato già col piede sbagliato: assunti ai primi di novembre del 2014,
videro il primo stipendio a gemlaio
2015. Da allora si è andati avanti
sempre allo stesso modo, con paghe
non corrisposte per alcuni mesi e
via con gli acconti con cui 1'azienda
cercava di tenere a bada malumori
e tensioni.
Stipendi che si aggirano sui mille
euro al mese per 35 ore lavorative
settimanali, periodi di cassa integrazione in deroga nei mesi estivi
in cui le scuole operano a scartamento ridotto, tempi lunghi per recuperare le SOl11ll1e anticipate per le
spese di viaggio per raggiungere le
sedi di lavoro fuori città, detergenti
col contagocce e abbigliamento da
5
lavoro negato: «Facciamo già salti
mortali per cercare di andare avanti con dignità ma se a fine mese non
ci pagano e se questo ritardo di
protrae per più mesi, il disagio delle
nostre famiglie diventa davvero incontenibile. Bisogna portare il piatto a tavola, mandare i figli a scuola,
pagare affitto e bollette», spiega Luciano Orlando che parla a nome dei
colleghi che da hmedì stanno attuando un picchetto davanti all'istituto tecnico commerciale "Toniolo" senza il conforto delle organizzazioni sindacali Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil che hanno
aperto più volte tavoli di confronto
con 1'azienda sia in sede sindacale
che istituzionale, compresa la Prefettura, senza sortire il risultato auspicato.
Incontrare i vertici della coop. è
impossibile per questi lavoratori
che non conoscono ne' dove ne' quale faccia abbia il titolare.
r
Copie ad esclusivo uso del destinatario
RASSEGNA STAMPA CISL FOGGIA
03/11/2016
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
«A rischio 40mila posti di lavoro»
Il presidente degli industriali marchigiant ci sono almeno 100-150 Pmi in ginocchio
• ANCONA. Per lui che è originario
di Arquata, paese simbolo della de·
vastazione del primo terremoto, il
coinvolgimento nel sisma è doppio:
personale e di ruolo. «La mia famiglia è
di origine arquatana, ho trascorso l'infanzia a Castelluccio. Vedere il Vettore
spaccato a metà è terribile, e mi ha
straziato il cuore -confessa Bruno Bucciarelli, presidente degli industriali
delle Marche - quando, nella prima
fase, abbiamo dovuto seppellire i nostri morti. L'immagine della fila interminabile dei carri funebri che da
Ascoli, dove si erano celebrati i funerali, tornavano ad Arquata resterà
per sempre nei miei occhi».
Ma i sentimenti, in un'emergenza
tragica che rischia di far crollare anche il tessuto economico della regione,
vanno tenuti ~otto traccia, e per --il
presidente regionale di Confmdustria
questi sono momenti in cui occorre
serrare le fila e fare i conti: «I numeri
sono preoccupanti. Le Marche - dice sono una regione di piccole e medie
imprese. il primo cratere non ne aveva
coinvolte molte, ma quelle poche si
stavano riprendendo quando è arrivata la scossa di magnitudo 6.5. Nel
secondo cratere ci sono per lo più imprese piccolissime e microimprese, ma
l'economia è data anche da un allevamento. La scossa di domenica è stata
devastante non solo per il secondo cratere ma anche per la prima area, dove
le aziende erano riuscite a ripartire
dopo la mazzata del 24 agosto».
Nel complesso, l'evento, che ha coinvolto anche il Fermano, con i suoi
calzaturifici «stretti tra l'uno e l'altro
SISMA
Una veduta
della frazione
di
Castelluccio
di Norcia il
giorno dopo
la forte
scossa di
terremoto che
ha colpito
fltalia
centrale
Nella foto
piccola Bruno
Bucciarelli
presidente
Confindustria
Marche
cratere», e lambito la provincia di Ancona, «è stato così violento che non
credo ci sia un'azienda che non abbia
riportato danni». Le grandi imprese,
invece, sono tutte ripartite, dopo le
verifiche fatte approfittando del ponte
di Ognissanti, anche se «con qualche
crepa nei muri», ma ci sono almeno
100-150 Pmi che non hanno più strutture. I dipendenti complessivamente
interessati sono almeno 40mila.
Bucciarelli individua due forti criticità: quella dei collegamenti, handicap storico dell'entroterra marchigiano (<<Erano già difficoltosi prima e
adesso i camion non possono più viaggiare perché le strade sono in con-
dizioni drammatiche»), e la burocrazia: «Non si può pensare a una burocrazia incancrenita come la nostra
in momenti come questi. Ci deve essere chi decide e subito. il tempo è
nostro nemico». il presidente pensa
non solo ai settori tradizionali della
zona (agrindustria, moda, pescicoltura, arredo) o all'altra grande «industria» che è l'Università di Camerino
«(Con l'Ateneo avevamo in corso progettazioni e iniziative, ci siamo trovati
a spalleggiarci l'un l'altrO»), ma anche
al turismo: «Dovremo inventarci qualche strategia nuova, mettere in sicurezza tutto e tranquillizzare i turisti
per farli tornare da noi». Poi c'è il
6
grande tema della ricostruzione: «Dovremo adottare criteri ancora più validi degli attuali. L'area ad alto rischio
sismico in cui viviamo non ce la toglie
nessuno. Dobbiamo pensare a ricostruire con nuove tecnologie, investire
in innovazione per un'industria 4.0. La
nostra, ora, è una rincorsa a non perdere fette di mercato: se siamo assenti
per qualche tempo, altri ci possono
surclassare. Ma sono certo che con la
caparbietà dei nostri imprenditori e
delle maestranze ce la faremo. L'impegno di Confmdustria Marche sarà
commisurato all'enormità di questo
evento».
Anna Maria Danese
Copie ad esclusivo uso del destinatario
RASSEGNA STAMPA CISL FOGGIA
03/11/2016
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Consorzi di bonifica
l'inchiesta è un flop
Dalla relazione risposte parziali: «Non ci hanno dato le carte»
MASSIMIUANO SCAGUARINI
Ma su come si sono formati quei debiti, e su
come sono stati utilizzati i contributi della
Regione, nemmeno una parola. Lo ammette
• BARI. La montagna ha partorito il topolino. La crisi dei Consorzi di bonifica lo stesso Pellegrino: i motivi della mancata
commissariati è dovuta alla sospensione manutenzione ordinaria «sono stati pardei tributi, decisa nel 2003, e al fatto che gli zialmente trattati, per carenza di documenuffici regionali nel corso degli anni «non tazione», mentre «non è stato possibile trattare, per mancanza di documentazione», né
abbiano esercitato un attento, tempestivo,
la «dinamica disaggregata del debito», né
efficace e coerente controllo» sugli atti di
spesa e sui bilanci. Tutto qui. Oggi pome- l'elenco delle opere, e nemmeno la consistenza patrimoniale.
riggio la commissione d'inchiesta presieUn vero e proprio flop, le cui cause (si
duta da Francesco Stea è chiamata ad apveda l'intervista a destra) sono da imputare
provare la relazione conclusiva che verrà
poi sottoposta al-Consiglio. il documento agli scarsi mezzi della commissione d'inchiesta. Peccato che questa
finale, flrmato da Paolo Pelinchiesta sia funzionale ad
legrino (Puglia per Emiliaapprovare la riforma dei
no) si limita a mettere in ma
Consorzi: e una analisi paruna serie di ovvietà. Evitanziale, ovviamente, favorisce
do di rispondere ai quesiti
chi spinge per non cambiache erano statiflssati all'inire nulla lasciando inalterati
zio del lavoro di indagine.
debiti e privilegi.
Qualcuno, però, se ne è
Certo, è incredibile che i
accorto. «L'attività svolta
Consorzi e gli uffici regiodalla Com,missione d'indanali non abbiano nemmeno
gine non può dirsi compiuta
fornito la documentazione
né tantomeno esauriente»,
richiesta. Ma anche quando
scrive Francesco Vendola
(relazione delle sezione Po(Cor) nelle controdeduzioni «l'l'E" Paolo Pellegrino
litiche per il lavoro ) è stato
alla relazione di Pellegrino.
messo nero su bianco che i Consorzi non
Ed in effetti, lo stesso Stea, nella sua relazione tecnica che ricostruisce l'andamen- hanno maifatto un concorso pubblico, hanno sempre assunto «per chiamata diretta» e
to dei lavori, elenca i 10 punti che dovevano
essere affrontati. Ma delle risposte più im- hanno un contratto collettivo che lascia
«ampi margini di discrezionalità in capo
portanti non c'è traccia. Nemmeno un rigo
sulla composizione del debito, nessun elen- agli enti», si è preferito ignorare un'evidente forma di consolidato clientelismo che
co delle opere finanziate, nemmeno un riinvece andrebbe stroncata. L'unico dato inferimento al reclutamento del personale e
ai consulenti, silenzio sulla debitoria «nei teressante è nella relazione di Stea: allafme
del 2016 i Consorzi avranno debiti per 236
confronti di imprese terze» come pure «sumilioni di euro, e continueranno a progli incarichi legali conferiti».
La relazione di Pellegrino si limita in- durre ogni anno 21-23 milioni di deficit. I
somma a dire che <ùe criticità di maggior cittadini pugliesi, quindi, continueranno a
pagare per mantenere un carrozzone e i
rilievm> sono il <<notevole disavanzo di amsuoi mega-stipendi, mentre le opere di boministrazione» e la «situazione debitoria»:
«L'indisponibilità fmanziaria e di cassa nifica continueranno a non essere fatte perché nessuno vuoI pagare i tributi.
non hanno consentito di onorare i debiti».
7
{( Ci servivano consulenti
ma non c'erano i soldi»
• BARI. «Non abbiamo ricevuto ausilio dagli uffici regionali, e non ci è stata concessa la
possibilità di prendere consulenti». Paolo Pellegrino, autore della relazione sui consorzi,
garantisce che la commissione di indagine ha
fatto il massimo possibile: «Alcuni dei quesiti
che ci eravamo dati non erano affrontabili
con i mezzi a nostra disposizione».
Quindi l'indagine sui consorzi di bonifica non è completa?
«L'elenco di temi da approfondire lo abbiamo redatto noi stessi. Ma quando abbiamo
acquisito le carte, ci siamo resi conto che non
potevamo procedere con le nostre forze. Tramite il presidente del Consiglio regionale avevamo chiesto lma consulenza dagli ufflci regionali, che però non ci hanno dato assistenza. Allora abbiamo chiesto le risorse per affidare una serie di consulenze a specialisti,
ma l'ufficio di presidenza non ha ritenuto di
impegnare queste somme. A quel punto la
commissione avrebbe dovuto dire che non
poteva procedere. Ma alcuni di noi, come me,
Galante e Vizzino, hanno provato a lavorare
con mezzi nostri».
E serviva una commissione di inchiesta
per dire che è colpa del mancato incasso
dei tributi? È sui giornali da 20 anni.
«Da questa relazione si capisce che c'è un
incrocio di responsabilità tra chi ha gestito e
chi doveva controllare, anche a livello regionale. Forse adesso qualcuno si renderà
conto che deve darci i mezzi per controllare.
Alcuni uffici non ci hanno nemmeno dato le
carte. Questa relazione è più di quello che
potevamo fare con i mezzi a nostra dispo[m.s.]
sizione».
Copie ad esclusivo uso del destinatario
RASSEGNA STAMPA CISL FOGGIA
1JI1.P!:lIlJrOi'lll.Pl.I
03/11/2016
LE CASE ERANO STATE SGOMBERATE DAGLI ABUSIVI LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Foggia, iI cadavere di una donna;
in un palazzo abbandonato
Il volto tumefatto lascerebbe ipotizzare un pestaggio
• Potrebbe essere stata uccisa di botte
la 47enne Paola Roma, di Ceglie Messapica, il cui corpo senza vita è stato
ritrovato ieri mattina al secondo piano
di una delle palazzine abbandonate di
via Miranda, alle spalle del centro commerciale
«Mongolfiera».
L'ipotesi
dell'omicidio, in attesa che il prosieguo
delle indagini la confermi o smentisca,
poggia sul volto tumefatto della vittinla,
che potrebbe -il condizionale è d'obbligo
- far pensare a una morte violenta.
Sul posto del rinvenimento del cadavere notata la presenza di un nordafricano: secondo notizie al momento non
ancora confermate potrebbe essere stato
lui a rinvenire il corpo senza vita, e dare
l'allarme, in una delle palazzine di via
Miranda che recentemente erano state
oggetto di un'ordinanza di sgombero visto che in quelle palazzine vivevano senzatetto e stranieri (bulgari, romeni e
nordafricani) in condizioni igienico-sanitarie che definire precarie è poco.
La scoperta è avvenuta poco prima
delle 10; quando il personale del «118» è
intervenuto sul posto non ha potuto far
altro che constatare il decesso della donna, che risalirebbe ad alcune ore prima.
È scattata così la segnalazione alla Questura e in via Miranda sono giunti agenti
delle «volanti» e colleghi della squadra
mobile: il corpo era al secondo piano,
vicino (o addosso rion è ancora noto)
c'erano i docun18nti della vittima, il cui
cadavere è stato poi trasferito nell'obitorio degli ospedali riuniti.
Come è morta la foggiana? Le tumefazioni SlÙ volto sono conseguenza di un
pestaggio, oppure hanno un'altra spiegazione? A quando risale il decesso? La
morte è avvenuta lì dove è stato ritrovato
il corpo senza vita, oppure vi è stato
scaricato in un secondo momento? Come è finita la vittima nelle palazzine
sgomberate dalle forze dell' ordine il 25
ottobre scorso? Sono gli interrogativi
intorno ai quali ruota questa prima fase
dell'indagine, con i poliziotti che stanno
cercando di ricostruire anche gli spostamenti e le ultime ore di vita della
donna.
li rinvenimento di cadaveri in quelle
palazzine in uno dei nuovi quartieri della città non è una novità. li precedente in quel caso si trattava di una morte
naturale -risale al22 giugno del 2014, una
domenica notte. Fu la segnalazione al
«113» di alcuni ragazzi relativa a un odore nauseabondo proveniente da uno dei
ruderi, a far scoprire agli agenti delle
«volanti» il corpo senza vita di un «homeless», al secondo piano all'interno di
un rustico di una stanza. L'uomo, privo
di documenti, fu identificato dopo alcuni
mesi dalla Polizia grazie ad alcuni scritti
lasciati su un diario accanto al corpo: si
trattava di un bulgaro di 50 anni, senza
fissa dimora; viveva a Foggia da qualclle
tempo, era solito chiedere l'elemosina
8
VIA MIRANDA Il cadavere ritrovato
al secondo piano di una delle
palazzine mai abitate
davanti a un supermercato della zona.
Le palazzine di via Miranda facevano
parte del piano straordinario di edilizia
residenziale pubblica: si cominciò a costruirle anni fa in base alla legge Gozzini, scattò poi un sequestro, i lavori si
bloccarono e rimasero i rustici: nel corso
degli anni quelle stanze si sono trasformate in dormitori per senzatetto e stranieri. li 28 settembre scorso il sindaco
Franco Landella aveva firmato due ordinanze di sgombero - una per via Miranda, l'altra nell'inlmobile dell'ex consorzio agrario di via Manfredonia - per
l'occupazione abusiva degli alloggi ed
anche (soprattutto in via Manfredonia)
per le condizioni di pericolosità. «Sono
ordinanze necessarie» spiegò il primo
cittadino «per contrastare i fenomeni di
degrado che interessano le due strutture
e i rischi connessi alle loro condizioni
igienico-sanitarie pressoché inesistenti».
r
Copie ad esclusivo uso del destinatario
RASSEGNA STAMPA CISL FOGGIA
03/11/2016
IIV I
1..l\. GAZZEllA. DELMIZZOGIORNO
Giovedi 3 novembre 2016
I I
LAICI ERELIGIOSI A CONFRONTO
Lefamigli
eaiuta chi
«II Faro» forma nuclei famigliari
usciti dalla tempesta a diventare
sostegno per chi è ancora dentro
FOGGIA
Un momento
dell'incontro
svoltosi
presso il
seminario
diocesano di
Foggia
}}')
•
Ela crisi della coppia diventa un punto di forza per ripartire
ragioni di lavoro o anche per un rifiuto da fecondare, non dimentichiamo che il
della genitorialità. «Un convegno voluto futuro dell'umanità passa attraverso la
• La famiglia come risorsa. La crisi in anche per riflettere sull'amore nella fa- famiglia. La Chiesa, vicina alla vita e al
una coppia non è un 1)vento negativo ma miglia (amoris laetitia) - ha ricordato destino della famiglia, si fa compagna
spesso una tappa necessaria per crescere Giuseppe Rinaldi, pediatra e direttore operosa di questa piccola cOlmmità che
e confrontarsi. Accompagnare le "fami- del consultorio il Faro -. Siamo all'inizio faticosamente s'incammina sulle vie delglie ferite" è un modo per sostenerle e del nuovo anno pastorale e siamo chia- la storia. La vocazione e la missione della
incoraggiarle nel cammino della vita. mati a riflettere sul tema della famiglia famiglia cristiana non si esauriscono
Tutti inputpartiti dal convegno dal titolo nella società attuale. Ci chiediamo poi nella comunità ecclesiale ma si allar"Famiglie in trasformazione" organiz- come essere vicini· alle famiglie ferite, gano a tutte le possibilità nascoste nel
zato dal consultorio familiare "n faro" ovvero per quelle che portano i segni di sociale con cui non ci si può non concon la Pastorale familiare della Diocesi, una separazione, di un divorzio. L'azione frontare. C'è la necessità di valorizzare
presso il seminario diocesano Sacro _ pastorale deve cercare di far crescere come comunità cristiana il volontariato
Cuore. La famiglia è in continua evo- una coscienza matura nella sapienza del- a base familiare e incoraggiare le forme
la fede, quindi
di associazioluzione, come ha ricorcapace di acconismo e solidato nel suo intervento
darietà tra fagliere, ascoltare
Aida De Leonardis, tue accompagnamiglie, specie
tor dell'équipe psicoloMOIlS.
VrnceIlZO
Pelvi:
Rinaldi:
«Siamo
chiamati
di quelle che
re le coppie fegica del consultorio.
condividono
«Negli ultimi 30 anni la «LavveIltura famigliare è rite. Abbiamo
a
riflettere
sulla
famiglia
uno
stesso
coppie che difamiglia è cambiata e
nella società attuale»
problema, ad
continua il suo percor- un' espedenza da vivere»
ventano sosteesempio l'avegno a quelle in
so di evoluzione», ha
aggiunto. Lo stesso Pare in carico un
difficoltà, compa Francesco più volte ha specificato che pagni di viaggio per attraversare il pe- bambino portatore di handicap, un annon esistono le famiglie tipo "Mulino riodo di crisi». Presente all'incontro an- ziano non autosufficiente. Sono tante le
bianco", oggi si vive in lilla società li- che l'arcivescovo metropolita della dio- famiglie della nostra Diocesi che perquida, dove si assiste ad lilla perdita cesi di Foggia-Bovino Vincenzo Pelvi che corrono un autentico cammino spirituadell'autorevolezza, al prolungamento ha ricordato come senza famiglia non si le e testimoniano con entusiasmo la beldell'adolescenza, c'è una difficoltà a pro- può vivere. «Il tema di questo convegno- lezza del matrimonio nella dedizione più
gettare, oltre alla crisi economica. Tutte ha detto il presule - offre molti spunti di gratuita e instancabile. E non sono poche
situazioni che si ripercuotono in evita- riflessione non solo sulla famiglia ma le famiglie aperte alle necessità dei più
bilinente all'interno della coppia e poi c'è sulla convivenza umana. La famiglia re- deboli, capaci di accogliere, impegnate
il problema di genitori poco presenti per sta un'avventura da vivere e un impegno in diversi ambiti di solidarietà».
LORITA BRUNO
9
il
ATTIVO DA OTTO ANNI. FOCUS SUI PADRI SEPARATI
Il Consultorio ha in carico
cento coppie in difficoltà
• il Consultorio "il faro" guida
per le famiglie in difficoltà, Ha
riaperto i battenti nel 2008 e a
tutt'oggi ha preso in carico oltre
100 coppie in crisi, 60 separati legalmente e 30 di fatto. «Lo stesso
Papa segnala i consultori familiari d'ispirazione cristiana come
luogo dove la famiglia può chiedere aiuti. Questa è la nostra mission - ricorda il medico, già primario, Giuseppe Rinaldi, direttore de il faro -. Diversi i progetti
che impegnano la nostra équipe,
non mancano convegni specifici,
ad esempio sui padri separati. Altra nostra preoccupazione è la
formazione dei giovani, attraver-
so incontri di educazione socio-affettiva nelle scuole». Altra novità
riguarda il percorso di sostegno
alle coppie del gruppo famiglia
presso la parrocchia di San Giuseppe Artigiano. «Sarebbe opportuno avere un centro di ascolto
diocesano specializzato per accompagnare i separati, divorziati, abbandonati», aggiunge Rinaldi. Fra le ultime chicche de "Il
faro" c'è il nuovo servizio "spazio
famiglia", in collaborazione con
la Neonatologia e terapia intensivaneonatale degli OspedaliRiuniti, per consulenze gratuite ai
neogenitori e sostegno nel nuovo
percorso alla genitorialità. [LB.]
Copie ad esclusivo uso del destinatario
RASSEGNA STAMPA CISL FOGGIA
03/11/2016
lA GAZZFTIA DEL MEZZOGIORNO
I Il I
GiovoJì 3 novembre 2016
Corsetti: d~intesa riguarda una prima partita,
De Bonis: ((Un contratto spot quello firmato
ma perchè non si accorgono che stiamo per
da Divella eColdiretti, 4mila tonnellate si
I PRODUnORI TORNANO IN PIAZZA lavorano in quattro giorni. Eil resto dell'anno?» avere l'etichetta obbligatoria sulle confezioni?))
ast
hi
alità, m
l cobas degli agricoltori in Camera di commercio: «Prezzi migliori, stop con la chirnica.)
MASSIMO LEVANIACI
• Gli agricoltori di "Grano salus"
sono tornati ieri a fare la voce grossa
con la commissione prezzi della Camera di commercio, dopo i volantini e l'appello alla «trasparenza dei prezzi»
nell'ultimo evento di Assocamere estero sulla dieta mediterranea di venerdì
scorso. Volevano verìfiçare se l'accordo
stretto la settimana séorsa da Divella
con Coldìrettì e il consorzio agrario del
Centro-Sud fosse già stato recepito dal
mercato. Risposta negativa, la commissione prezzi ha registrato solo uno striminzito aumento «fisiologico» di 1 euro
al quintale del prezzo che così risale a 23
euro. Ma del contratto di fIliera fra il
pastificio di Rutigliano e i produttori del
Foggiano e Bat -per l'acquisto di 4 mila
tonnellate di grano duro con proteine 14
- neanche l'ombra. «Un accordo spot l'ha bollato così Saverio De Bonis, portavoce del movimento - una finta solo
per mettersi con le spalle al sicuro: 4
mila tonnellate si lavorano in quattro
giorni, e per gli altri 361 che si fa, si
torna all'antico? Se un contratto del genere lo estendessero a tutto l'anno diventeremmo i primi alleati di Divella e
della Coldìretti». A stretto gìro ieri pomeriggio Coldìretti Puglia ha così replicato alle preoccupazioni di "Grano
salus": «Nell'accordo si parla solo di
una prima partita -dsponde il dìrettore
Angelo Corsetti - ovvero di un pezzetto
di intesa che garantisca il reddito agli
sono contrari all'esasperazione dell'alagricoltori per fare il grano in un certo
to tasso di proteine richiesto dai pastai,
modo. Sarà in vigore dalla campagna
sollevano un problema «etico e tossiagricola 2016-17, mi domando piuttosto
cologico» sui grani attuahnente in comperchè gli agricoltori, che contestano il mercio in arrivo dall'estero. Sono senostro accordo, non si rallegrÌl10 per
riamente preoccupati dell'incidenza
l'etichettatura obbligatoria anche per la
della chilnica, temono il dilagare delle
pasta che stiamo portando a casa grazie
micotossÌl1e sulle partite di grano imalle proteste di Coldiportato, denunciano
retti davanti al porto
l'uso spregiudicato del
di Bari sin dal febglìfosate, un potenziale
braio scorso. Divella
cancerogeno, con il
«Due
Cun
al
posto
di
ha preso coscienza
quale verrebbe ìrroradella questione "grani una? Va bene, ma la sede to il grano canadese
esteri" proprio a seprilna di essere raccolguito delle proteste di
di Foggia non si tocca» to «vietatissimo in ItaColdiretti» .
lia dal 22 agosto, eppuGli agricoltori di
re di pasta così se ne
"Grano salus" (un migliaio di associati
continua a fare». «Grano che oggi costa
tra Puglia, Molise, Basilicata e Camal mercato 33 euro il quintale, mentre il
pania, consumatori "simpatizzanti" un
nostro a malapena ce lo pagano a 20
po' in tutte le regioni) formano un mo- perchè tre euro se ne vanno per il costo
vimento piuttosto radicale, che va oltre
del trasporto. Siamo distanti di 13 euro
le battaglie di ColdÌl'etti; professano, per
dal mercato internazionale ' dice De
dire, il consumo della pasta integrale
Bonis - qualcuno ci dovrà spiegare cosa
«più genuina di quella tradizionale». E
sta succedendo e per quale motivo dob-
10
biamo essere sempre incudine». Ieri
mattina una cinquantina di produttori
erano davanti alla sede della Camera di
commercio, con loro anche ilparlamentare dei Cinquestelle Giuseppe L'Abbate che ha seguito la delegazione di Grano salus nel breve incontro che c'è stato
con il dìrigente della Camera di commercio, Michele Villani che presiede la
commissione prezzi. «Vogliamo che la
Cun (commissione unica nazionale:
ndr) sul grano duro venga costituita a
Foggia - dice l' ono L'Abbate - è questa la
sua sede naturale, ormai i tempi stringono perchè il mercato del grano venga
regolato da criteri di trasparenza ed
equità». L'ipotesi che si fa largo a proposito della nascita di due Cun -a Foggia
per il duro, la seconda a Bologna per il
grano tenero - «è uno schema condivisibile - dice L'Abbate - purchè non si
perda di vista il ruolo della Capitanata
quale sede naturale di un organismo
che dovrà attribuìre una quotazione al
grano e individuare una tendenza di
mercato attendibile e razionale».
((Duell' accordo
copre appena
800 ettari))
l1li «Appena 800 ettari saranno interessati all'accordo Coldiretti-Divella»,
afferma Raffaele Carrabba presidente di Cia Puglia. «Rappresentano che
lo 0,2% della superficie
coltivata in Puglia, 370mila ettari. Non si generino
facili entusiasmi nei cerealicoltori pugliesi - conclude Carrabba - se si
considera che la resa media in Puglia è di 4,5 tonnellate per ettaro, si arriva
alla stima di circa 800 ettari interessati dall'accordo».
Copie ad esclusivo uso del destinatario