10_12_2014 - CGIL Basilicata
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RASSEGNASTAMPA
RASSEGNASTAMPA
10 dicembre 2014
RASSEGNASTAMPA
E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.
ANNO 14 - N. 340 - e 1,20
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Mercoledì 10 dicembre 2014
Si spegne anche il fratello maggiore di Mango, gli altri due in ospedale sotto shock
Morte su morte, come in una tragedia greca
Oggi due funerali a Lagonegro, uno di mattina e l’altro di pomeriggio
La folla
davanti
casa e in
alto Mango
FALABELLA alle pagine 6 e 7
COSA È
CAMBIATO?
Innanzitutto la simbologia: il
presidente della regione Marcello Pittella insieme al sindaco di
Melfi, Valvano. Cosa significa?
Una risposta, evidentemente, al
movimento del 4 dicembre che rivendica l'autonomia e la partecipazione decisionale dei territori
in materia ambientale. Sembra
dire il governatore: guardate, rispetto talmente tanto i territori
che ecco il sindaco accanto a me,
insieme abbiano deciso di chiudere Fenice. Pittella poi spiega
che è consapevole della crisi di fiducia istituzionale. E qui il ragionamento lascia un dubbio.
Attorno a quali punti ruota la discussione ambientale all'ordine
del giorno? Ce ne sono tanti. Ma
c'erano anche prima? Cioè cosa è
cambiato dopo i giorni della protesta? Direttive di controllo più
serrate? Monitoraggio più stringente? Se fosse così, se cioè la decisione di ieri fosse il frutto di un
mutamento di azione politica all'indomani della protesta la cosa
disorienterebbe non poco. Una
mobilitazione popolare può portare consapevolezza di un sentire diffuso col quale è giusto confrontarsi, ma non può modificare così repentinamente una linea
presumibilmente ritenutta legittima fino a una settimana fa. O
era legittima prima e lo è anche
adesso, o non lo era neppure prima. Insomma prima Tecnoparco, adesso Fenice: la sensazione è
che si stia assecondando un'onda. E' certo molto difficile reggere scelte impopolari e difficili da
spiegare. Ma così torniamo indietro, ai tempi della moratoria
di De Filippo.
Dopo quello su Tecnoparco
un altro intervento di repressione ambientale
E ora pugno duro
Stop a Fenice
L’Arpab: incapacità gestionale,
la società non ha fornito spiegazioni
La decisione assunta con il sindaco
di Melfi, Valvano
STASERA A POTENZA
Intervista esclusiva
a BAGLIONI
per un tour
da record
AGATA
a pagina 45
VI SEGNALIAMO:
MALA LUCANA
La fumata
rossa del 2
novembre
LABANCA a pagina 10
Il killer fuggitivo
era a pranzo
col boss di Melfi
Vincenzo Di Muro
AMATO a pagina 16
I VELENI DI SEL
HOUSING SOCIALE
Giannino Romaniello
73 milioni su Matera
«Non entrerò nel Pd» Nasceranno abitazioni
Murante attacca ancora asili, alberghi e negozi
Vincenzo
Di Muro
VIETRI
La Finanza
stoppa
la gara d’appalto
per il cimitero
BUONO a pagina 21
Gdf al Comune
di Vietri
ACERENZA
Il panettone
di Vincenzo Tiri
è il migliore
d’Italia
I Sassi di Matera
Romaniello e Murante
alle pagine 14 e 15
SANTORO alle pagine 8 e 9
SPORT
BASKET
Di Lorenzo
esonerato
Bawer a Bianchi
Oggi
a Potenza
Il Quotidiano
T>energy
La Cgil contro
le
dichiarazioni
Longo e Astarita
di Pasolini
nel mirino
CALCIO D
del Potenza
a pagina
11
CALCIO A 5
La Takler
si gode
il primato
41210
9
771974
617259
a pagina 26
Il pasticciere
Vincenzo Tiri
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Mercoledì 10 dicembre 2014
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SIDERURGICO IL GOVERNO ACCELERA I TEMPI. VERSO L’INTERVENTO DIRETTO
LA REGIONE FERMA L’INCENERITORE
Ilva, l’ora della verità
per 16mila dipendenti
Melfi, semaforo rosso
al forno di Fenice
dopo i fumi violacei
SERVIZI IN GAZZETTA BASILICATA NELLE PAGINE II E III >>
A giorni l’amministrazione straordinaria?
REGIONE Pittella e Valvano [foto Tony Vece]
PALMIOTTI A PAGINA 13 >>
LO SCANDALO DI ROMA TOLLERANZA ZERO DA PARTE DEL GOVERNO: PENE PIÙ DURE, PRESCRIZIONE PIÙ LUNGA. S’INDAGA SUL COMUNE
GOVERNO SFUMA IPOTESI MAGGIO. L’AVVOCATURA DELLO STATO: COSTA TROPPO
Presidenziali in Grecia: la Borsa crolla (-13%) e l’Europa trema
Riforme, al Senato arriva l’«Italicum2» ma rispunta il Mattarellum
l’idea piace al premier
si vota
Corrotti, il pugno di Renzi Contrordine,
a marzo per le Regioni
BILANCIO REGIONE
UN PAESE
IN BILICO
TRA SCHIFO
E RASSEGNAZIONE
SOLO TAGLIANDO
LA SPESA PUBBLICA
SI PUÒ TAGLIARE
LA CORRUZIONE
di GIOVANNI VALENTINI
di NICOLA ROSSI
Figli e disabili
Al via in Puglia
i rimborsi Irpef
i sciolga il consiglio
comunale. Tutti a casa!», tuonano alcuni.
«Non si lasci la città
in mano ai ladri. Si faccia giustizia
rapidamente!», rispondono altri (con
involontaria ironia: i termini giustizia e rapidità com’è noto convivono con molta difficoltà).
l La Regione Puglia ha
confermato in bilancio le detrazioni per le famiglie numerose e per i figli disabili: si
parte con la prossima dichiarazione dei redditi. Allo studio una modifica al modello
Unico: «Ci saranno rimborsi
Irpef».
È
vero: siamo proprio
“Un Paese in bilico”,
come recita il titolo
di un libro dello storico Alberto De Bernardi, pubblicato recentemente dall’editore Laterza. Un Paese perennemente in bilico, fra la
gloria e l’ignominia, il riscatto
e la rovina, la ripresa e il
baratro. E ora, dopo il disgustoso scandalo romano di
“Mafia Capitale”, in bilico anche tra lo “schifo”, per dirla
con il presidente del Consiglio,
e la “rassegnazione”, per citare l’ultimo Rapporto del
Censis sulla nostra situazione
sociale. Una “sconcertante
rassegnazione collettiva”, come precisa lo stesso Centro
studi, di fronte a un’angosciosa crisi economica che ha ulteriormente aggravato le disuguaglianze fra ricchi e poveri, garantiti e non garantiti,
adulti e giovani.
«S
SERVIZI ALLE PAGINE 2, 3, 4, 6 E 23 >>
SEGUE A PAGINA 25 >>
REGIONE PUGLIA Si voterà a marzo
ARMENISE E SCAGLIARINI A PAGINA 7 >>
INTERROGATA PER ALTRE 5 ORE. IL LEGALE: INDAGINE FRETTOLOSA
Loris, la madre trasferita in carcere
I pm: ha ucciso con sorprendente cinismo. Lei nega tutto
SEGUE A PAGINA 25 >>
IN CARCERE
Veronica
Panarello,
madre di
Loris (8 anni,
ucciso nel
Ragusano)
viene
trasferita in
cella a
Catania
REGIONE PUGLIA
Appalto di servizi
senza la gara
l’Authority sanziona
SERVIZIO A PAGINA 12 >>
ACQUEDOTTO
La Procura indaga
sui compensi
di Monteforte
SERVIZIO A PAGINA 11 >>
l Altro interrogatorio «fiume» per Veronica
Panarello. Ma dalla donna, accusata di aver
ammazzato il figliolo di 8 anni con «modalità di
elevata efferatezza e sorprendente cinismo», i
magistrati non spuntano alcuna confessione.
«Sono innocente - dice - non l’ho ucciso io».
Intanto che il gip decide se convalidare il
fermo, il «popolo» dei carcerati ha già emesso il
suo verdetto: quando la donna è stata portata
nel carcere di Catania è stata accolta da un coro
di urla: «Assassina, assassina, devi morire».
E fa riflettere la scrittrice barese Marida
Lombardo Pijola: «È grave che la scuola o non si
è accorta o non ha agito davanti al disagio che
avrà manifestato Loris». La sua mamma? «Se
fosse colpevole non sarebbe un mostro ma una
donna fragile e sola»
SERVIZIO A PAGINA 9 >>
MANGO, IL CUORE IMPAZZITO
TRASCINA ANCHE IL FRATELLO
di MASSIMO BRANCATI
S
embra la sceneggiatura di un film. Il romanzo di una
dinastia. Nell'entroterra lucano un microcosmo familiare attraversato dalla passione per la musica, in cui il
talento artistico s'intreccia con l'inventiva, il sudore, la
fatica, i calli alle mani. L'amore tra i fratelli scheggiato da
qualche incomprensione, i silenzi, l'allontanamento, i tentativi di riannodare i fili.
E poi il grande orgoglio di appartenere a
questa terra da cui nessuno ha voluto
sganciarsi, neppure quando le sirene della
popolarità hanno disorientato la bussola.
Il cuore impazzito si è portato via Pino
Mango, il cantore della lucanità, l'”Oro”
della Basilicata. Lo ha fatto esaudendo il
desiderio di ogni grande artista, quello di
congedarsi per sempre dal suo pubblico
direttamente sul palco. Come avrebbe voluto fare Freddie Mercury se l'orologio dell'Aids non si fosse fermato prima, negli
studi di registrazione del suo ultimo album con i Queen.
SEGUE A PAGINA 15 >>
OGGI A FOGGIA TOUR IN PUGLIA
AL FESTIVAL «NUOVE PROPOSTE»
Arriva Muti
per i tre concerti
è tutto esaurito
Da Bari a Sanremo
Serena Brancale
sbarca all’Ariston
INGROSSO E SERVIZI ALLE PAGINE 16 E 17 >>
SCORRANO A PAGINA 26 >>
MORISCO A PAGINA 29 >>
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LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - Quotidiano fondato nel 1887
Mercoledì 10 dicembre 2014
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RIFIUTI LA DECISIONE DOPO LA RELAZIONE DELL’ARPAB SULLA FIAMMATA VIOLACEA USCITA DA UNO DEI CAMINI IL 2 NOVEMBRE SCORSO
POTENZA TAGLI AI CHILOMETRI: RISCHIO LICENZIAMENTI
Semaforo rosso a Fenice Cotrab, protesta
la Regione ferma un forno dei lavoratori
Gli ambientalisti: «Speriamo che sia il passo verso la chiusura»
QUANDO IL PARCO
RISCHIA
DI RESTARE
SULLA CARTA
di GIOVANNA LAGUARDIA
Piena sintonia tra il
governatore Marcello
Pittella e il sindaco di
Melfi, Livio Valvano
l La Regione ha sospeso l’attività del forno «E2» a tamburo
rotante sulla linea di incenerimento dei rifiuti speciali del
termovalorizzatore Fenice di Melfi. Il provvedimento fa seguito
alla relazione dell’Arpab su una fiammata avvenuta lo scorso 2
novembre. L’evento riguarda l’emissione di fumi rossastri dal
camino collegato al forno.
INCISO, RUSSO E SERVIZI NELLE PAGINE II E III >>
per gli stipendi
Il 2 febbraio prossimo
scade il contratto di
esercizio. In attesa del
bando più volte promesso
OGGI I FUNERALI DEL CANTAUTORE. MALORE PER GLI ALTRI DUE FRATELLI
l Ieri mattina i lavoratori del
Cotrab anno manifestato per
protestare a causa dei ritardi nei
pagamenti degli stipendi e per i
tagli ai chilometri che potrebbero riflettersi sul personale.
LAGUARDIA A PAGINA V >>
TECNOPARCO
È
stata approvata dal
Consiglio regionale
la mozione per la cessione dell’Ex Cip Zoo
al Comune di Potenza per realizzare il Parco della Città.
Un’idea bella e suggestiva,
quella di trasformare un’area
abbandonata ed incolta in
un’area verde attrezzata per la
fruizione da parte dei cittadini,
supportata da 12.000 firme consegnate al Sindaco di Potenza
ed al Presidente della Giunta.
Ora la prima pietra è stata posata. Ma il parco nascerà davvero? A guardare la storia, recente e non, dei parchi della
città di Potenza, l’interrogativo
è più che legittimo. A parte
qualche felice eccezione, l’anima verde della città capoluogo
è piuttosto sbiadita. Il parco fluviale del Basento? Annunciato
in pompa magna, dopo alcuni
lavori di ripulitura degli argini
è tornato ad essere un’area incolta e degradata. Parco
Sant’Antonio La Macchia? Storia di una riqualificazione annunciata e mai effettuata. Parco Montereale? Continuamente preda dei Vandali. La Villa
del Prefetto? Chiusa da anni
per una riqualificazione mai finita. E che dire di aiuole, scarpate e perfino marciapiedi che
non vengono ripuliti dalle erbacce per mancanza di fondi e
di personale? Se questo è lo
stato delle aree verdi storiche
della città, che destino avrà
questo parco non ancora nato?
Valbasento
I lavoratori
«Ridateci
i reflui»
MIOLLA A PAGINA XI >>
POLITICA
Il fratello di Mango non regge al dolore
anche Giovanni stroncato da un infarto
PERCIANTE A PAGINA IV E IN NAZIONALE A PAGINA 15 >>
MUSICA CONCERTO AL PALABASENTO DEL CANTANTE ROMANO
PERSONAGGI PREMIO «DONNA ZONTA» A LUCIANA DE FINO
Baglioni stasera a Potenza La regina dei droni
biglietti ancora disponibili è un’imprenditrice lucana
PALCO
A sinistra
Claudio
Baglioni che
stasera si
esibirà al
PalaBasento
di contrada
Lavangone
.
SERVIZIO A PAGINA XIX >>
TALENTO Luciana De Fino
l Potentina, 32 anni, una
laurea in Economia alla Bocconi di Milano (è specializzata
in finanza per le operazioni
straordinarie sul capitale), un
diploma conseguito negli Stati
Uniti e un altro in Italia. Luciana De Fino è tornata nella
sua terra d’origine dove ha
fondato la Airdrone Srl. È presidente dell’associazione nazionale droni e ieri sera ha
ricevuto il premio Zonta 2014.
BRANCATI A PAGINA VII >>
Romaniello spiega
il suo addio a Sel
INCISO A PAGINA VI >>
GIUDIZIARIA
Delitto Gianfredi
oggi udienza dal Gup
AMENDOLARA A PAGINA VIII >>
RASSEGNASTAMPA
1,30
Anno 91 n. 201
Giovedì 31 Luglio 2014
Odio gli indifferenti. Credo che vivere
voglia dire essere partigiani. Chi vive
veramente non può non essere
cittadino e partigiano. L’indifferenza è
abulia, è parassitismo, è vigliaccheria,
non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
Alcuni piagnucolano pietosamente,
altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano:
se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia
volontà, sarebbe successo ciò che è
successo?
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi
non parteggia, odio gli indifferenti.
L’Unità
è viva
Antonio Gramsci 11 febbraio 1917
RASSEGNASTAMPA
2 PRIMO PIANO
MAFIA CAPITALE
LA RISPOSTA DELLA POLITICA
Mercoledì 10 dicembre 2014
«È inaccettabile» che chi «ruba possa
patteggiare e trovare la carta “uscire
gratis di prigione” come al Monopoli»
RENZI
Un fermo
immagine del
video postato
su Youtube
Corruzione, Renzi annuncia
«minimo 6 anni di carcere»
Domani il varo del ddl in Consiglio dei ministri convocato alle 8 del mattino
l ROMA. L’indignazione non
basta. Non basta il commissariamento del partito e non bastano le parole di condanna. Di
fronte a un terremoto giudiziario delle proporzioni di Mafia
capitale, Matteo Renzi decide di
convocare d’urgenza il Consiglio dei ministri annunciando
nuove norme che porteranno da
4 a sei anni la condanna minima
per corruzione. «I corrotti pagheranno tutto, fino all’ultimo
giorno, fino all’ultimo centesimo», promette. Si alzeranno le
pene e si ridurranno i margini
del patteggiamento, che i «ladri» finora si potevano giocare
come «una carta del Monopoli»,
spiega il premier.
Da qui l’aumento da quattro a
sei anni di carcere per corruzione, una più facile confisca dei
beni, il dovere di restituire «tutto il maltolto», una prescrizione
più lunga. «Piccoli» interventi,
li definisce Renzi, «ma molto seri, molto significativi». Il premier in un incontro a Palazzo
Chigi con il ministro Andrea
Orlando individua il perimetro
delle nuove misure (che forse
saranno contenute in un ddl)
che andranno a integrare, spie-
GUARDASIGILLI Andrea Orlando
ga il Guardasigilli, il ddl sulla
criminalità economica «già in
discussione al Senato». Poi fissa
per domani alle 8 – prima della
sua partenza per una visita istituzionale in Turchia – la riunione del Cdm che dovrà vararle. Ma subito annuncia il suo
«impegno» ai cittadini in un video, diffuso attraverso Youtube
e i social network.
«Di fronte alla schifezza della
corruzione a Roma, non possiamo che aspettare i processi. E le
sentenze. Che speriamo veloci»,
premette il premier. Perché «il
governo non può mettere il naso
in quello che fa la magistratura»: spetta ai giudici capire se
davvero ci si trova di fronte a
reati di stampo «mafioso» o di
«banale – si fa per dire – corruzione». Il governo alcune cose
– dall’Expo al Mose, fino all’introduzione del reato riciclaggio
– le sta già facendo, sottolinea
Renzi. Ma questa volta non basta. Lo scandalo rischia di incrinare ancor di più il rapporto
tra politica e cittadini («Non siamo - scandisce il leader del Pd tutti uguali»). Ma non solo. Rischia anche di dare un brutto
colpo, in una fase già delicata,
alla credibilità dell’Italia presso
partner Ue e investitori internazionali. Perciò Renzi decide
di provare che «il vento è cambiato» inasprendo le norme.
«È inaccettabile» che chi «ruba possa patteggiare e trovare la
carta “uscire gratis di prigione”
come al Monopoli», spiega il
presidente del Consiglio con immagine vivida. «In Italia su circa 50 mila detenuti, in carcere
per corruzione con sentenza definitiva sono in 257: troppo poco
rispetto ai numeri della corruzione». Nel Cdm di domani – che
IL COMMISSARIO DURISSIMO ATTACCO AI VECCHI GRUPPI DIRIGENTI DEL PARTITO
Orfini: basta con le guerre
di potere tra le correnti Pd
E oggi incontra gli iscritti del circolo al Laurentino 38
l ROMA. Basta ad «un partito ostaggio delle guerre di potere tra
correnti». Tribù che hanno sfibrato il partito e lo hanno reso «dunque
permeabile». Matteo Orfini annuncia che il «commissariamento del
Pd di Roma non sarà breve». E sicuramente neanche indolore. È duro
il neo commissario del partito capitolino. Durissimo con chi lo ha
preceduto, «gruppi dirigenti che pensavano più alle guerriglie di
potere e corrente piuttosto che occuparsi della città». E così Orfini,
dopo avere nuovamente legittimato il sindaco Ignazio Marino («la
giunta la fa il sindaco e per noi va bene») oggi andrà da ciò che è
rimasto veramente del Pd nella Capitale:
gli iscritti. Riparte dunque da un circolo al
Laurentino 38 il Pd romano di Orfini. La
base, le periferie, la città, dunque. "Ci
vediamo domani, nel mondo reale", tweetta non a caso Orfini. Al suo fianco ci sarà il
sindaco di Roma, Ignazio Marino, nel
tentativo di ridare fiducia alla base destabilizzato dall’inchiesta sulla Mafia Capitale. Il mondo reale è il centro culturale
"Elsa Morante" ed è soprattutto un luogo
antitetico alla Terra di mezzo di Carminati
e soci che nella "zona grigia" corrompevano e corrodevano anche una pezzo di
partito capitolino.
"Discuteremo di quello che è successo e ORFINI Mentre sale in Campidoglio
di come ripartire", aveva detto Orfini
subito dopo aver incontrato Marino la settimana scorsa in Campidoglio. Domani, nell’assemblea pubblica, si troverà di fronte
cittadini, tesserati e simpatizzanti, impazienti di ricevere risposte alle
innumerevoli domande di questi giorni. "Ciò che è emerso dimostra
che anche nel nostro partito, in casi speriamo limitati, è stato
permeabile alle infiltrazioni", aveva sottolineato dopo l'autosospensione del presidente del consiglio comunale Mirko Coratti, dell’assessore Daniele Ozzimo e del presidente della Commissione regionale
cultura Eugenio Patanè, tutti Pd e tutti finiti nel registro degli
indagati.
All’appuntamento delle 17 ci si aspetta il pienone, non solo degli
appartenenti al circolo Laurentino 38 ma di molti iscritti. Quei
tesserati che qualcuno vorrebbe azzerare perchè sospettati di essere
merce di scambio tra le correnti diventate tribù. Ma da questa base si
dovrà pur ripartire.
dovrebbe esaminare anche la riforma del processo penale con le
attese norme sulla prescrizione
– il governo inasprirà il pacchetto corruzione, con quattro misure che si articoleranno così
nel dettaglio: «"Pena minima da
quattro a sei anni, per cui anche
in caso di patteggiamento un po’
di carcere si farà». Due: «Sarà
molto più semplice confiscare i
beni ai condannati in via definitiva», con norme severe come quelle per mafia (intervento
già previsto in un ddl all’esame
del Senato). Tre: «Si dovrà restituire tutto il maltolto». Quattro: «Sarà allungata la prescrizione».
Anche sul fronte interno al
Pd, mentre prosegue l’opera del
commissario Matteo Orfini a
Roma, il premier potrebbe annunciare una stretta. E, nel corso dell’assemblea nazionale
convocata per domenica, potrebbe essere impressa un’accelerazione alla riflessione sul
partito della commissione interna insediata da Matteo Orfini e Lorenzo Guerini, per intervenire anche con modifiche
statutarie.
Serenella Mattera
LA NOTA UFFICIALE DELLA DIOCESI
Il Vicariato si dice «estraneo»
alle attività di «Domus Caritas»
e «Casa della solidarietà»
l ROMA. Il Vicariato di Roma è del «tutto estraneo» alle attività della
cooperativa «Domus caritatis» e dal Consorzio «Casa della solidarietà»
che non sono «riconducibili all’Ente ecclesiastico Arciconfraternita
del Santissimo Sacramento e di San Trifone, di cui è in corso la
procedura di estinzione». È la stessa diocesi ad intervenire con una
nota ufficiale sull’inchiesta della mafia a Roma con un riferimento in
particolare alle «notizie di stampa secondo cui l’Ente ecclesiastico
Arciconfraternita del Santissimo Sacramento e di San Trifone, della
diocesi di Roma, sarebbe implicato nell’ambito dell’inchiesta riguardante il Comune di Roma».
La Diocesi ha spiegato che già del «marzo 2010 il Cardinale Vicario
Agostino Vallini dispose una visita canonica all’Arciconfraternita per
procedere a una ricognizione della vita associativa, delle iniziative e
delle attività svolte dalla medesima, anche al fine di accertare la loro
corrispondenza con le finalità statutarie. Nelle more del procedimento
canonico, chiese all’Arciconfraternita di astenersi dal concorrere a
bandi pubblici per l’ottenimento di finanziamenti diretti alla realizzazione di nuovi progetti, oltre quelli già in essere». «A conclusione
della visita - prosegue la nota del Vicariato - si accertò che la natura
canonica dell’Arciconfraternita e le finalità statutarie della stessa non
giustificavano l’attività svolta dall’ente ecclesiastico, vale a dire le
L’AVVOCATO GIOSUÈ NASO «DOPO 4 ANNI DI INDAGINI E MILIONI SPESI NON È CHE SIA VENUTA FUORI POI QUESTA COSA...»
Parla il difensore di Carminati
«È tutto tranne che mafioso»
l ROMA. «Carminati è tutto tranne
che un mafioso. La mafia romana non
esiste». Parola dell’avvocato Giosuè Naso, difensore del presunto boss di «Mafia Capitale». Secondo Naso, «dopo 4
anni di indagini e milioni spesi non è
che sia venuta fuori poi questa cosa...».
Massimo Carminati è «una roccia» in
carcere, dice il suo legale. Gli altri arrestati interrogati ieri – quattro degli
otto finiti ai domiciliari – respingono le
accuse. Oggi gli ultimi interrogatori in
procura a Roma, da domani si passa al
Tribunale del Riesame dove i legali
chiederanno la revoca dell’arresto e soprattutto contesteranno l’associazione
mafiosa.
Dal mare delle carte dell’inchiesta
intanto emergono altri dettagli sulla rete di rapporti degli uomini considerati
legati a Carminati e a Salvatore Buzzi, il
suo braccio imprenditoriale. Una trama che arrivava – o aspirava ad arrivare
– anche al ministero degli Interni e al
Vaticano. Al Viminale si muoveva Luca
Odevaine, un passato nelle amministrazioni locali di sinistra e un presente al
Tavolo nazionale su immigrati e richiedenti asilo. Da lì – per 5 mila euro al
mese pagati da Buzzi, secondo il Ros –
cercava di orientare le scelte a favore
delle coop sociali di Mafia Capitale. Buzzi dopo aver perso per l’intervento del
Tar del Lazio l’appalto da 20 milioni per
il Cara di Castelnuovo di Porto voleva
aprirne un altro nello stesso posto. E
Odevaine si lavora prima il prefetto Rosetta Scotto Lavina – «un’idiota, si affida molto a me perché non sa dove
sbattere le corna», dice intercettato –
poi l’altro prefetto Mario Morcone, alla
CARMINATI Il momento dell’arresto da parte dei Carabinieri del Ros
guida di dipartimenti chiave.
Odevaine si muove anche in ambienti
vicini alla curia romana. Il Vicariato
ieri si è detto «del tutto estraneo» alle
attività della Cooperativa «Domus caritatis» e del Consorzio «Casa della solidarietà», che non sono «riconducibili
all’Arciconfraternita del Santissimo
Sacramento e di San Trifone, di cui è in
corso la procedura di estinzione». Con il
camerlengo di San Trifone parlava Odevaine ricevendo promesse di «passaggi
molto in alto».
Al Vaticano puntavano invece Ernesto Diotallevi, boss storico indagato come referente di Cosa Nostra a Roma e in
rapporti con Carminati. Lui e il figlio
Mario erano entusiasti di aver agganciato nel febbraio 2013 il faccendiere
Paolo Oliverio, poi arrestato per una
truffa da 10 milioni all’Ordine dei Camilliani. «Mamma mia cacciano pure
er Papa...tu t’immagini entri a far parte
da sicurezza ar Vaticano? - dice Diotallevi senior -. Diventamo miliardari se
quello c’ha una mossa per questi prelati». Oliverio si presentava come colonnello della Finanza legato ai servizi e
destinato allo Stato Pontificio.
Di sicuro c’è un finanziere del Nucleo
Tributario di Roma - che affianca il Ros
nell’indagine - indagato per abuso d’ufficio: sarebbe intervenuto per sbloccare
una pratica. Gli arrestati ai domiciliari
sentiti ieri – tra loro funzionari comunali e dirigenti di coop – respingono le
accuse. Oggi gli ultimi quattro, tra cui
Mario Schina, uomo di fiducia di Odevaine. Buzzi lo chiamava «il cane», perché «fa quello che dice “il padrone”».
RASSEGNASTAMPA
PRIMO PIANO 3
Mercoledì 10 dicembre 2014
Mentre il prefetto avrà accesso agli atti,
su input del ministro Alfano, il sindaco
è pronto ad aprire le porte a Cantone
LA DIRETTA
Segui gli aggiornamenti sul tuo telefonino. Istruzioni a pagina 25.
Campidoglio, in arrivo
la task force della legalità
Ignazio Marino pensa di ricorrere ad un ex alto magistrato
molteplici e diversificate attività sociali che configuravano di fatto
l’Ente più come una impresa sociale che come un ente ecclesiastico di
culto e di religione. Inoltre risultò che l’Ente ecclesiastico, per l’espletamento delle convenzioni sottoscritte, aveva utilizzato lo strumento
del subappalto a favore di Cooperative sociali con personale delle
stesse, contravvenendo alle norme di legge».
«A seguito di quanto sopra», il
Vicariato «rinnovò il divieto di
nuove convenzioni e accreditamenti diretti con la Pubblica
Amministrazione e fece obbligo
di portare a termine i progetti
ancora in essere, entro il termine improrogabile della naturale
scadenza (31 dicembre 2012), in
vista dell’estinzione dell’Arciconfraternita stessa. L’Arciconfraternita si impegnò a cedere i
progetti alle Cooperative sociali
di riferimento, cosa che avvenne
con atto pubblico il 2 ottobre
2012». Successivamente, il 19 novembre 2013 il Vicariato ha disposto una «seconda visita caIL CARDINALE Agostino Vallini nonica di verifica circa l’attuazione delle determinazioni prese
in capo all’Arciconfraternita, il cui esito ha accertato l’adempimento».
«Pertanto – conclude la nota – non risponde al vero che le attività svolte
dalla Cooperativa “Domus caritatis” e dal Consorzio “Casa della solidarietà” siano riconducibili all’Ente ecclesiastico».
l ROMA. È il momento della ieri c’è stato un faccia a faccia tra
pulizia. E per farla Prefettura e Marino e Pecoraro. «Auspico forCampidoglio stringono un patto temente che l’azione del prefetto
«anti-mafia». Un’intesa per libe- sia la più incisiva possibile – chiorare Roma da quel «Mondo di sa il sindaco – in modo che se ci
mezzo» di cui parla il boss Car- sono altre persone che devono anminati. Da una parte l’accesso dare in prigione ci vengano poragli atti con la commissione in- tate al più presto», mentre il previata dal prefetto Giuseppe Peco- fetto si dice pronto ad iniziare il
raro, su input del ministro dell’In- suo lavoro «già nei prossimi giorterno Angelino Alfano, che dovrà ni». Infine, il sindaco avanza anappurare se i tenche la richiesta di
tacoli della Cupola
coinvolgere
nera abbiano mesnell’indagine gli
so radici profonde
ispettori del minisul colle capitolistero dell’Econono. Dall’altra il
mia e delle Finansindaco Ignazio
ze (Mef), che proMarino,
ormai
prio lui ad inizio
sempre più «blinmandato
aveva
dato» dal Pd, al lachiamato per fare
voro per creare
chiarezza sul teuna «giunta della
ma del salario aclegalità» e pronto SINDACO Ignazio Marino cessorio. E la taanche ad aprire le
sk-force di comporte della casa dei romani al pool missari potrebbe essere così fordell’anticorruzione di Raffaele mata: un prefetto, un viceprefetto
Cantone.
«esperti» in appalti, e un funzioGli ispettori del Prefetto a breve nario per l’appunto del Mef.
faranno visita a Palazzo SenatoIntanto il Partito democratico
rio per verificare la sussistenza di fa quadrato attorno al chirurgo
condizionamenti criminali sul «marziano». Un tempo ostaggio di
Comune di Roma. E ci vorranno tribù e correnti dem - alcuni conmesi per il verdetto finale. Intanto siglieri comunali erano pronti po-
che settimane fa a cacciarlo che
E per arginare lo tsunami «Ma«tanto il voto non è una tragedia» - fia Capitale» il sindaco-chirurgo
oggi Marino è in casa Pd il pa- continua a lavorare al «trapianto
ladino della trasparenza e della di legalità» nella sua giunta,
legalità contro lo tsunami «Mafia «monca» dell’assessore alla Casa
Capitale». E dal Nazareno la linea Daniele Ozzimo (Pd) dimessosi
è chiara: «ripartire da lui per ri- perché indagato nell’inchiesta
pulire tutto, anche casa nostra». «Mondo di mezzo». Obiettivo, auPer questo, nel pomeriggio, a far mentare le «difese immunitarie»
visita al primo cittadino è stato il dell’esecutivo capitolino con la
presidente del Pd Matteo Orfini.
creazione di un assessorato alla
«Marino è un
Legalità: si pensa
buon sindaco – dia un ex della mace il neocommisgistratura, della
sario del partito
Corte Costituzioromano inviato da
nale o della Corte
Matteo Renzi –
dei Conti. Il primo
inoltre dalle carte
cittadino è alla
dall’inchiesta
caccia di una figuemerge che è un
ra «al di sopra di
nemico della criogni sospetto», di
minalità organizun simbolo della
zata e della malotta alla criminafia». E poi parlan- CANTONE Simbolo legalità lità organizzata
do del Pd di Roma
per apporre alla
osserva che «da anni era ostaggio sua giunta un sigillo di traspadi gruppi dirigenti che pensavano renza. Ma in Campidoglio si atpiù alle guerriglie di potere e cor- tende anche il pool anti-corruziorente piuttosto che occuparsi del- ne di Raffaele Cantone: dovrà pasla città: questo rende un partito sare al setaccio tutti gli appalti
più permeabile». Altolà quindi al- «opachi» presenti e passati. Di
le «tribù», benvenuto solo quello qui, per molti, serie preoccupache qualcuno ha definito il «cor- zioni per il futuro prossimo.
Davide Muscillo
rentone unico della legalità».
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RASSEGNASTAMPA
4 PRIMO PIANO
Mercoledì 10 dicembre 2014
LA CRISI
AVANTI SUL PIANO JUNCKER
PIOGGIA DI EMENDAMENTI
Sfuma l’ipotesi di inserire la local tax nella legge
di stabilità. La squadra Bei-Commissione-Stati
membri ha raccolto una lista di 2mila progetti
«L’Europa non chiede
una manovra all’Italia»
Padoan: raggiunto l’accordo sul bilancio Ue 2014-15
l BRUXELLES. L'Europa cerca di mettere una mattonella dopo l’altra sulla strada per la crescita e, dopo aver rischiato
l’impasse a spese di giovani, cittadini e
imprese, con la mediazione della presidenza italiana trova l'intesa sul bilancio Ue
2014 e 2015, mentre va avanti sul piano
Juncker. La task force Bei-Commissione-Stati membri ha raccolto infatti una lista di circa 2mila progetti per un valore
complessivo di oltre 1.300 miliardi, a fronte
dei 315 previsti dal piano, che dovrà cominciare a selezionare entro metà 2015. La
sola Italia ne ha segnalati una novantina
per un valore di circa 87 miliardi.
L'accordo sul bilancio Ue siglato «grazie
alla presidenza italiana» permette, ha annunciato il ministro dell’Economia Pier
Carlo Padoan che ha guidato i lavori, «di
pagare le bollette arretrate, salvaguardare i
bilanci dei Paesi membri e trovare risorse
per il rilancio della crescita». Il compromesso trovato prevede infatti un aumento –
anche se più contenuto di quello chiesto
inizialmente da Commissione e Europarlamento – dei pagamenti sia per il 2014,
coprendo così in parte il «buco» delle fatture arretrate più urgenti (con 3,2 miliardi),
sia per il 2015 (pagamenti stabiliti a 141,2
miliardi), mettendo un po’ più di risorse per
ricerca, innovazione ed educazione. Con
l’intesa si sbloccano anche gli aiuti Ue per i
paesi colpiti da catastrofi naturali, tra cui i
16,3 milioni per l’alluvione in Sardegna.
Questo dimostra, ha detto Padoan, che «è
possibile trovare soluzioni europee anche
nei casi che sembrano disperati».
Non sarà un processo facile nemmeno la
selezione dei progetti che beneficeranno
dell’intervento del nuovo fondo per gli investimenti d iano Juncker. Oltre a quelli
dell’Italia, solo tra i big la Francia ne ha
segnalati 32 per 48 miliardi, la Germania 58
per 89 miliardi, mentre ammontano a circa
60 miliardi quelli presentati dalla Spagna e
oltre 62 quelli della Gran Bretagna. Si tratta
però di una lista del tutto indicativa. La
certezza è una sola: esservi menzionati non
vuol dire nulla, perchè non è ancora stata
sottoposta a screening. E anche quella che
verrà presentata a giugno sarà «dinamica»:
progetti dentro o fuori in base all’evoluzione della loro fattibilità. A valutarli sarà
un comitato ad hoc composto da professionisti esterni, e criteri e metodologia di
lavoro saranno quelli della Bei. «Nessuna
quota per paese nè per settore», hanno
quindi avvertito gli esperti. A sperare di
essere tra gli «eletti», tra i tanti per l’Italia ci
sono i porti di Genova e Venezia, il nodo di
Palermo, ma anche la Salerno-Reggio Calabria, il Terzo Valico, la Torino-Lione, il
Piano Scuola, la banda larga e le interconnessioni elettriche.
E sfuma l’ipotesi di inserire la local tax
nella legge di stabilità sulla quale continua
la pioggia di emendamenti.
Lucia Sali
ECONOMIA Il ministro Pier Carlo Padoan
LE ELEZIONI POTREBBERO SVOLGERSI A FEBBRAIO O A MARZO
La Grecia esposta al rischio voto
e Tsipras spaventa i mercati
l ATENE. Spaventa gli ambienti finanziari europei e fa crollare le Borse
l’ipotesi di una vittoria del leader della
sinistra radicale Alexis Tsipras in
Grecia, ora che la minaccia di elezioni
politiche anticipate è sempre più vicina e che Syriza si conferma in testa
ai sondaggi. Le elezioni potrebbero
svolgersi a febbraio o a marzo, e Syriza, che gli istituti demoscopici danno
intorno al 27%, non ha teoricamente i
numeri per controllare la maggioranza del Parlamento.
Il partito di Tsipras, anche se malvolentieri, potrebbe quindi essere obbligato ad allearsi ed attuare una politica meno radicale di quella del suo
partito, non contrario all’euro, ma nemico dell’austerità e determinato ad
ottenere la cancellazione almeno parziale del debito pubblico della Grecia.
Dopo sei anni di crisi economica e
GRECIA Alexis Tsipras
recessione profonda che hanno visto la
Grecia sull'orlo del fallimento – si rileva in ambienti politici ateniesi – ora
il Paese rischia di trovarsi di nuovo al
punto di partenza, e forse anche peggio, a causa di una classe politica più
attaccata ai propri giochi di potere che
ai reali interessi del Paese. A far precipitare la situazione – già precaria a
causa delle richieste della troika (Ue,
Bce e Fmi) e dell’opposizione di Syriza
– è stato l’annuncio a sorpresa del premier conservatore Antonis Samaras
di avviare il 17 dicembre l’iter parlamentare per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica in sostituzione di Karolos Papoulias.
Si attribuisce al premier l’intenzione di aprire la strada verso elezioni
anticipate qualora il nuovo capo dello
Stato non venisse eletto dopo le tre
votazioni previste dalla Costituzione.
Samaras ha candidato Stavros Dilmas,
73 anni, un ex ministro degli esteri ed
ex commissario Ue, che non raccoglie
affatto l’unanimità. Secondo la stampa
greca, il messaggio del premier a Tsipras è chiaro: «Se volete il caos, andiamo pure alle urne».
CAMUSSO: IL GOVERNO CAMBI POLITICHE. BARBAGALLO: NON TEMIAMO DI FARE ALCUN FLOP, SENZA L’ADESIONE DELLA CISL
Riforma del lavoro e legge di stabilità
Cgil e Uil pronte allo sciopero di venerdì
l ROMA. Cgil e Uil pronte per lo
sciopero generale nazionale di venerdì 12 dicembre, di otto ore che
coinvolgerà tutti i settori (dalla
scuola ai trasporti), per chiedere
al governo di cambiare verso davvero sulle politiche economiche e
del lavoro. In piazza – in questa
inedita accoppiata sindacale –
scenderanno con lo slogan «Così
non va» sul Jobs act, sulla legge di
stabilità e sulla pubblica amministrazione: tra le richieste, anche
il rinnovo del contratto del pubblico impiego, fermo al 2009, e
l’estensione del bonus degli 80 euro ai pensionati e agli incapienti.
«Il governo cambi politiche e
affronti concretamente il problema del lavoro e l’uscita dalla crisi», afferma il leader della Cgil,
Susanna Camusso, «ci sono tutti i
termini» per farlo. «Le motivazioni» dello sciopero generale «restano tutte in vita, purtroppo»,
sottolinea il segretario generale
della Uil, Carmelo Barbagallo, insistendo sul fatto che «noi non
abbiamo nè amici, nè avversari:
noi facciamo scioperi per», cioè a
sostegno di proposte e cambiamenti: «Lo sciopero politico lo fanno gli elettori quando non vanno a
votare». Anche Camusso torna
sulle ragioni della protesta, evidenziando che «non siamo dentro
un dibattito ideologico, di schieramenti, noi abbiamo bisogno di
lavoro». E «se il governo tira dritto
– avverte – noi continueremo» con
la mobilitazione, anche attraverso
iniziative giuridiche (non escluso,
come già annunciato, un ricorso
in sede Ue contro il Jobs act), «non
ci rassegniamo».
Camusso e Barbagallo insistono sulla necessità di rilanciare gli
«investimenti pubblici e privati»,
senza i quali non aumenta neanche l’occupazione, e su «una vera
riforma fiscale». Così come chiedono «una vera lotta alla corruzione», oltre che all’evasione ed ai
costi della politica, perchè altrimenti «questo Paese rischia di restare ancora fermo», dice Barbagallo. «Vincolo strutturale del
Paese non è l’articolo 18 ma lo
sono la corruzione e l’evasione»,
sottolinea Camusso. La premessa
di entrambi è che la legge di stabilità è ancora in discussione in
Parlamento ed i decreti attuativi
del Jobs act vanno definiti: «Per
noi la partita è ancora tutta aperta, non è vero che tutto è stato già
fatto», afferma Barbagallo, tornando a chiedere un confronto
«con Renzi, non con ministri che
non hanno deleghe». Il tema fondamentale, per il leader della Cgil,
è che «abbiamo troppo poco lavoro» e che «se si vuole le risorse
ci sono».
Barbagallo attacca le «tutele
non crescenti ma calanti» del Jobs
act e sostiene: «Altro che lavoratori di serie A e B, siamo alla serie
C, per non dire alla Promozione»,
a proposito delle «discriminazioni» che produrrà. «Le norme vanno radicalmente cambiate», insi-
ste Camusso, perchè «nonostante
gli annunci, nella delega non c'è
alcun sfoltimento della precarietà
e invece c'è un contratto di tutele
che non ci sono», in cui si parte
dalla premessa che «non condividiamo e cioè che tutto è monetizzabile». Sullo sciopero generale di venerdì, «lavoriamo perchè
ci sia un risultato positivo e ri-
teniamo possibile essere stupiti
dal risultato stesso», dice Camusso. «Non temiamo un flop», aggiunge Barbagallo. Sull'assenza
della Cisl, «speriamo di arrivare a
risultati anche per loro», si augura il numero uno della Uil.
«Non rinunciamo alla battaglia,
tenendo sempre una porta aperta», aggiunge Camusso.
Dalla «grana» della scuola
fino ai trasporti pubblici
tutti i numeri della protesta
l ROMA. Lo sciopero generale proclamato da Cgil e Uil per
venerdì 12 dicembre sarà di otto ore e riguarderà tutti i
settori, dalla scuola ai trasporti, dalla sanità agli uffici pubblici. Sono 54 le manifestazioni organizzate dalle due confederazioni in tutta Italia, di cui 10 regionali, 5 interprovinciali e 39 territoriali. Al corteo a Roma, che partirà da
piazza dell’Esquilino per arrivare a piazza Santi Apostoli,
parteciperà il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo; al corteo a Torino, da piazza Vittorio a piazza San
Carlo, parteciperà il leader della Cgil, Susanna Camusso.
Incroceranno le braccia i lavoratori pubblici e privati, lo
sciopero prevede, come detto, l’astensione per l’intera giornata lavorativa. Questa l’articolazione nei trasporti, diffusa
dagli stessi sindacati.
TRENI -Nel trasporto ferroviario lo stop sarà dalle 9 alle 17,
per il personale viaggiante e addetto alla circolazione, compreso il personale addetto alle attività di ristorazione e pulizia, nonchè quello delle imprese ferroviarie merci private.
AEREI -Nel trasporto aereo sarà dalle 10 alle 18, per il
personale navigante delle compagnie e gli addetti alle attività
operative degli aeroporti, compresi i controllori di volo.
BUS, METRO E TRAM -Nel trasporto pubblico locale, le
fasce orarie variano da città a città, nel rispetto delle fasce di
garanzia. A Milano dalle 19 alle 24, per consentire – è stato
spiegato – le celebrazioni del 45mo anniversario della strage
di piazza Fontana; a Roma dalle 9 alle 17; a Torino dalle 9 alle
12 e dalle 15 alle 20; a Genova dalle 9.30 alle 17; a Venezia dalle
8.30 alle 16.30; a Bologna dalle 8.30 alle 16.30; a Perugia dalle 16
alle 24; a Napoli dalle 9 alle 17; a Bari da inizio servizio alle 6.30
e dalle 8.30 alle 12.30; a Cagliari dalle 9.30 alle 17.30; a Palermo
dalle 9.30 alle 17.30.
AUTOSTRADE E PORTI -Nelle autostrade si fermeranno
per 8 ore, secondo modalità locali, il personale dei caselli, gli
addetti alla manutenzione e viabilità. Stop di otto ore anche
alle attività nei porti, sempre secondo modalità decise a
livello locale. Traghetti e navi subiranno un ritardo di otto
ore alla partenza.
RASSEGNASTAMPA
6 PRIMO PIANO
LE RIFORME
I GIOCHI INCROCIATI
Mercoledì 10 dicembre 2014
IL DOPPIO PASSO
Intanto il patto del Nazareno regge anche alla
Camera, dove la maggioranza e FI approvano i
primi due articoli della riforma di Palazzo Madama
Al Senato arriva l’Italicum2
ma rispunta il Mattarellum
La nuova legge sarebbe accompagnata da una clausola di salvaguardia
l ROMA. La nuova versione dell’Italicum, con il premio assegnato alla lista
che supera il 40%, approda ufficialmente
in Parlamento. A formalizzarla è stata
Anna Finocchiaro, relatrice alla riforma
elettorale, che l’ha depositata in commissione Affari costituzionali del Senato subito dopo un altro passaggio importante:
l’approvazione con voto trasversale di un
ordine del giorno di Roberto Calderoli
che, in una prima versione, sarebbe stato
uno sgambetto a maggioranza e governo.
Ma la nuova legge potrebbe essere accompagnata da una clausola di salvaguardia che riporterebbe al Mattarellum in
caso di elezioni anticipate, così come sembra abbiano ventilato in giornata proprio
Finocchiaro e il ministro Maria Elena
Boschi. Ma la minoranza Dem torna alla
carica in tarda serata annunciando, tramite Miguel Gotor, subemendamenti per
«eliminare» i capilista bloccati.
A far sì che comunque la giornata sia
positiva per Renzi è il fatto che in Commissione Affari costituzionali della Camera sono stati confermati senza modifica i primi due articoli della riforma del
Senato. Il tutto con FI che ha votato sempre con la maggioranza. Una conferma
della solidità del patto del Nazzareno.
La giornata era a rischio in ambedue le
Commissioni di Camera e Senato: nella
prima si votavano gli emendamenti sui
primi due articoli della riforma di Palazzo
Madama, cioè gli articoli che prevedono il
superamento del bicameralismo e un Senato formato da Consiglieri Regionali;
nella Camera alta, prima del deposito de-
gli emendamenti di Finocchiaro, si doveva votare un ordine del giorno di Calderoli che prevedeva che l’Italicum entrasse in vigore non sin dalla sua approvazione, ma solo dopo quella della riforma del bicameralismo. Sia a Montecitorio che a Palazzo Madama il governo
temeva che i voti della minoranza del Pd
si saldassero con quelli delle opposizione.
Ma alla fine Calderoli ha accettato di
togliere questa clausola dal documento,
che è stato approvato con voto trasversale.
Il ministro Maria Elena Boschi ha detto
che sarebbe «ragionevole» prevedere
un’entrata in vigore dell’Italicum «in data
certa», come giorni fà propose Renzi, che
aveva suggerito l’1 gennaio 2016. Boschi e
Finocchiaro non hanno escluso una ipo-
.
BOSCHI E FINOCCHIARO In Commissione al Senato
tesi nuova, che si possa tornare al vecchio
Mattarellum per Camera e Senato in caso
di urne anticipate prima dell’approvazione della riforma del bicameralismo; ma
su questo è arrivato un «niet» da FI: «dovrebbero passare sul nostro corpo» ha
detto Massimo Parisi.
Sta di fatto che ai voti della maggioranza e di FI si sono uniti quelli della
Lega. Un buon viatico per il prosieguo
dell’Italicum in Senato. La clausola di salvaguardia rimane da definire, ma essa
non è stata un motivo di rottura. Domani
scadranno i termini e si capirà la posizione di tutti i partiti, minoranza del Pd
compresa. L’obiettivo è il sì della Commissione entro Natale.
La minoranza Dem ha evitato la rottura anche alla Camera, dove aveva pre-
sentato diversi emendamenti in dissonanza dalla maggioranza. Sono stati ritirati o bocciati, come quello di Rosy Bindi che riproponeva un Senato eletto dai
cittadini e non composto da Consiglieri
regionali. Per la verità Bindi lo ha ritirato
ma M5s e Sel lo hanno fatto proprio, ma è
stato bocciato. A disinnescare eventuali
mire della minoranza del Pd ci ha pensato
FI: il voto compatto dei suoi deputati
avrebbe reso inutile un voto dei dissidenti
Democratici assieme a quello di M5s, Sel e
Lega. E così il governo ha portato a casa il
cuore della riforma, cioè i primi due articoli, con il superamento del bicameralismo: in modo che solo la Camera darà la
fiducia al governo mentre il Senato rappresenterà le Regioni e le autonomie territoriali.
DOPO LO «STRAPPO» DI PIZZAROTTI ANCORA POLEMICHE NEL MOVIMENTO. E BEPPE MANDA ALESSANDRO DI BATTISTA A BALLARÒ LEADER LEGHISTA «SONO I COMUNISTI CHE TORNAVANO CON I VALIGIONI PIENI»
Il M5s e i devoti di Grillo
Salvini: io a Mosca
Nogarin: gli sono grato. Carvano: «A Parma è stato uno “sfogatoio”» non ho preso soldi
l ROMA. Il M5s lancia le «Regionalie»
2015 e prova a voltare pagina dopo lo
«strappo» di Parma ma è lo stesso blog di
Grillo a soffiare sul fuoco pubblicando un
post del sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, che si lancia in un «peana» nei
confronti del leader pentastellato. «Voglio
che sia chiaro che io sto con Beppe senza
se e senza ma» assicura il sindaco toscano
che aveva annunciato la sua intenzione di
partecipare alla «Leopoloda» dei Cinque
Stelle, salvo poi fare marcia indietro.
«Sento di dover prendere le distanze da
chi in questo momento cammina sulla
china dell’ipercritica ad ogni costo» precisa Nogarin e ringrazia il leader pentastellato: «Non sarò mai sufficientemente grato a Beppe per tutto quello che solamente grazie a lui è stato possibile». Un
post che si affianca a quello di un’altra
«dura e pura», la capogruppo M5s in Regione Lombardia, Silvana Carcano, che,
invece, a Parma ci è andata e che ora
denuncia: sembrava, «uno “sfogatoio” per
chi è arrabbiato col Movimento». Nulla in
M5S Alessandro Di Battista
confronto all’attacco sferrato lunedì dal
collaboratore di Grillo, Walter Vezzoli
(«Parma, datevi fuoco») a cui ha risposto
ieri il capogruppo M5s al comune di Parma, Marco Bosi: «Nel Movimento c’è chi
crede in valori come confronto, c’è chi è
allergico e si permette di invitare al suicidio, e c’è chi non ha il coraggio di aprire
bocca e resta in disparte». Il blog, intanto,
procede con l’avvio della selezione delle
candidature per le Regionali in Campania, Marche, Liguria, Toscana, Puglia,
Umbria. La selezione verrà fatta con due
votazioni: una per i consiglieri e l’altra per
i candidati a governatore. Una procedura
da cui resta fuori il Veneto che ha provveduto in autonomia, designando anche il
candidato governatore: Jacopo Berti. Un
mezzo strappo che conferma la tendenza
ondivaga del Movimento in tema di regole. È così anche per la partecipazione ai
talk show in Tv. Invocata a gran voce dalla
base, la risposta è sempre stata: sì ai tg, no
ai talk show. Si decide invece di mandare
Alessandro Di Battista a Ballarò. Un’eccezione che spiega lo stesso deputato: «C’è
la mafia nella mia città e va sfruttato ogni
mezzo per far capire che il cancro dell’Italia si chiama corruzione. Per questo abbiamo accettato l’invito di Ballarò».
Mafia capitale, insieme alla battaglia
per uscire dall’euro, resta infatti il tema
su cui il M5s batte per rilanciare la visibilità della sua azione.
l MILANO. Tenere alta l’attenzione
su di sè, anche a costo di apparire scandaloso. Per un viaggio di troppo a Mosca, dove «c’è molto più Natale che a
Milano». O per una foto semi-nudo il
cui significato è, per i vecchi militanti,
un po’ difficile da decifrare. Matteo Salvini continua a cavalcare i favorevoli
sondaggi d’opinione per dare l’immagine di una Lega capace di guidare
l’alternativa anche in termini di visibilità a Matteo Renzi. E non teme,
come ha dovuto spiegare ieri mattina
in diretta agli ascoltatori di Radio Padania, di correre su un filo rischioso di
ambiguità.
Due viaggi in due mesi a Mosca e un
terzo in programma per un auspicato
incontro al Cremlino con «l’amico»
presidente Vladimir Putin vengono visti con crescente sospetto dai suoi avversari in Italia, che insinuano analogie con i finanziamenti russi agli alleati francesi del Fronte National di
Marine Le Pen. Salvini ha ribadito di
essere andato non per avere soldi, anche se non ci vedrebbe scandalo (pur
ammettendo che per rilanciare la squadra servono donazioni dei militanti)
ma per «incontrare una cinquantina di
imprenditori italiani che sono disperati per le sanzioni: siamo la formica
che rompe le scatole all’elefante e poi
muore, speriamo che qualcuno a Roma
se ne renda conto». E comunque «i
comunisti sono andati per 50 anni a
Mosca e tornavano coi valigioni pieni
di soldi, e quei soldi andavano bene...»,
la sua risposta ai critici.
Fra questi, il deputato barese del Pd
Davide Ginefra, per il quale il leader
leghista «per un pugno di rubli» rischia
di essere un «autoproclamato candidato alla premiership» eterodiretto da
Mosca e che, quindi, «si porrebbe oltre
la Costituzione repubblicana».
Ma Salvini tira dritto e in radio ribadisce il perchè delle foto in cui è stato
ritratto semi-nudo per il settimanale
«Oggi»: «Lo rifarei sicuramente».
RASSEGNASTAMPA
LETTERE E COMMENTI 25
Mercoledì 10 dicembre 2014
VALENTINI
Tra schifo e rassegnazione
>> CONTINUA DALLA PRIMA
C
on il suo saggio, De Bernardi
offre uno strumento prezioso per
ripercorrere criticamente gli ultimi trent’anni della vita italiana, indicando anche una prospettiva per
“rifondare nuove condizioni di stabilità
economica”: cioè per ritrovare, appunto,
un equilibrio all’interno del quale “la libertà d’impresa e l’innovazione tecnologica non comportino il deserto occupazionale, nuove povertà e solitudine di massa, ma nuove opportunità di sviluppo”. La
sua è, dunque, una professione di fiducia
che chiama in causa “il ritorno a un riformismo attivo”, capace finalmente di assumere “l’austerità e la sostenibilità della
crescita come condizione indispensabile
per rimuovere dalle spalle delle giovani
generazioni il peso schiacciante dei debiti
lasciato loro da quelle dei padri”.
Sono proprio loro, i nostri figli e i nostri
nipoti, a essere toccati principalmente dallo schifo e dalla rassegnazione. Ed è propria questa la nostra maggiore responsabilità nei loro confronti. Noi adulti, dissipando risorse economiche, ambientali e
perfino morali, gli abbiamo tolto infatti la
speranza, gli abbiamo negato un futuro e
un orizzonte. Ecco perché occorre innanzitutto ricomporre questa frattura generazionale, in una visione più equa e solidale della società.
Il marcio del sistema, come emerge dalla
fogna maleodorante dell’ultimo “sacco di
Roma”, è il lievito dell’anti-sistema. Oggi la
“questione morale”, evocata da Enrico Berlinguer fin dall’inizio degli anni Ottanta,
diventa una questione fondamentale di
convivenza civile. E non c’è poi tanto da
meravigliarsi se il popolo italiano si rifugi
di volta in volta nella versione più aggiornata del populismo, alla ricerca ma-
BOSS DI ROMA Massimo Carminati
gari di una catarsi, di un lavacro, di un
bagno purificatore, per tentare di uscire
dai miasmi di una corruzione dilagante.
Non si tratta certamente di un fenomeno
solo nostrano e purtroppo non è neppure
nuovo. Sono passati più di vent’anni da
quando Antonio Di Pietro, allora pm di
Mani pulite, denunciò l’esistenza di una
“corruzione ambientale”. Ma da allora poco o nulla è cambiato: tanto che abbiamo
dovuto istituire addirittura un’Autorità
nazionale anticorruzione e bisogna onestamente darne atto al governo Renzi.
Sotto qualsiasi regime e latitudine, la
corruzione è sempre stata fisiologica
all’esercizio o meglio all’abuso del potere,
ma nel nostro Paese è diventata ormai
patologica: dalla Prima alla cosiddetta Seconda Repubblica, da destra a sinistra, da
Nord a Sud. Eppure sono proprio le regioni
meridionali, quelle economicamente più
arretrate, a risentirne maggiormente gli
effetti e le conseguenze.
“L’intervento dello Stato nel Sud – scrive
ancora De Bernardi nel libro per Laterza –
si trasforma in un meccanismo di spesa
non più finalizzato a stimolare lo sviluppo,
ma orientato esclusivamente verso gli interessi privati e illeciti”. È una costosissima “macchina del consenso”, insomma,
che genera un colossale voto di scambio in
un intreccio perverso tra potere politico e
potere criminale.
Si fa sempre più fatica, allora, a sopportare il peso di un’oppressione fiscale
che finisce per alimentare il malaffare e
che perciò appare sempre meno legittima,
compromettendo la stessa autorità dello
Stato. “La sensazione (davvero allucinante) è che paghiamo le tasse perché qualcuno
paghi le tangenti”, ha osservato efficacemente la giornalista televisiva Myrta Merlino su “Huffington Post”. E l’economista
Stefano Boeri ha calcolato che “1 miliardo e
300 milioni sottratti da Mafia Capitale sono
esattamente il costo stimato per riqualificare tutte le case popolari in Italia”.
Lo schifo e la rassegnazione, però, non
servono per contrastare questa deriva e
questo degrado. Né può bastare l’astensionismo elettorale per sanzionare i politici corrotti: così, anzi, si rischia di fare il
loro gioco, di favorirli e agevolarli. Occorre,
piuttosto, una sana indignazione per innescare quella riscossa morale che un nostro illustre conterraneo come Gaetano
Salvemini invocava già all’inizio del secolo
scorso. Senza una presa di coscienza e
un’assunzione di responsabilità da parte
della società civile, nelle forme e nei modi
contemplati dalla democrazia, non riusciremo a superare né lo schifo né la rassegnazione.
Giovanni Valentini
ROSSI
Solo tagliando la spesa pubblica..
Mezzogior no.
Alla voce “fondi per Roma Capitale” Google risponde con quasi
n fronte comune contro il malaffare! Si nomini 500 mila risultati. Ce n’è per tutti i gusti: fondi per il decoro, la
una giunta di salute pubblica!”, gridano altri mobilità e la tutela dei beni culturali, fondi per la micro-imancora. “Nessun passo indietro. Presto in- prenditorialità e lo start up di imprese, fondi per i trasporti e
dicherò un assessore alla trasparenza!”, si l’innovazione tecnologica, … Il tutto per un Comune che il 30
risponde (come se fra gli inquisiti per associazione mafiosa non aprile scorso – dopo un paio di tentativi non riusciti – ha visto
ci sia proprio il presidente della Commissione comunale di approvare dalle Camere un decreto di vero e proprio salvataggio.
controllo, garanzia e trasparenza). La vicenda romana – se non Alla faccia del principio secondo cui i provvedimenti non
fosse questione della massima gravità – sarebbe fonte ormai approvati non dovrebbero essere reiterati. Il tutto per un
quotidiana e pressoché ineComune che fra il 2008 ed oggi
sauribile di ispirazione per la
ha conosciuto tre commissari
nostra satira. E l’impressione
per la gestione del debito presempre più netta è che in
gresso (invece di conoscere realtà tutto questo profluvio di
come sarebbe stato più che
dichiarazioni tassative, di afopportuno e rispettoso verso i
fermazioni perentorie, di procontribuenti – un solo curaposte roboanti producano in
tore fallimentare). E Roma è
realtà un unico risultato: metoggi solo la punta dell’icetere in un angolo il tema di
berg.
fondo, far sì che pian piano
Nel 1995 l’Italia era 33° (su 41
svanisca senza lasciare tracpaesi) nelle classifiche intercia. Com’è già accaduto più
nazionali sulla corruzione. Nel
volte in passato.
2006, l’Italia era scesa alla 45°
Affermare che il business
posizione (su 163 paesi). Nel
degli immigrati rende più del
2014 era precipitata al 69° posto
traffico di stupefacenti, inve(su 174 paesi). Fra il 1995 ed il
stire cifre ingenti per corrom- ROMA Il sindaco Ignazio Marino ieri all’arrivo in prefettura
2013 la spesa delle pubbliche
pere funzionari e politici, siamministrazioni italiane (al
gnifica infatti una ed una sola cosa: la spesa pubblica di questo netto degli interessi) è passata dal 41,7% del prodotto al 45,9%
paese potrebbe essere ridotta in misura molto significativa senza (transitando per il 44,4% del 2006). Nel prossimo anno il Governo
nulla togliere alla sua efficacia ed alla sua efficienza anzi prevede che cresca di ulteriori 0,3 punti percentuali. A partire
restituendo ai cittadini risorse rilevanti e la libertà di disporne dal 2006, si sono succeduti almeno 4 tentativi di avviare
pienamente. E forse, prima di esercitare la propria indubbia concretamente il processo di revisione della spesa pubblica: tutti
fantasia nell’escogitare soluzioni - che, come abbiamo visto, si – incluso l’ultimo – naufragati miseramente nel nulla. E intanto
commentano da sole - la politica farebbe bene a domandarsi se le affoghiamo nelle vuote parole di una politica che, un giorno sì e
resistenze violente ad ogni tentativo di tagliare la spesa pubblica l’altro pure, ci mette la faccia ma non ci mette mai la testa.
non abbiano molto a che fare con quel che oggi è accaduto a Ammesso che ne abbia ancora una.
Nicola Rossi
Roma, ieri a Venezia, l’altro ieri a Milano. E da anni accade nel
>> CONTINUA DALLA PRIMA
“U
LA DECRESCITA? NON
ERA MEGLIO QUANDO
SI STAVA PEGGIO
di VITO SPADA
C
i sono a volte frasi ed espressioni che entrano silenziosamente nel nostro linguaggio e diventano, per
la sola nostra pigrizia intellettuale, delle verità così
evidenti che non bisogna nemmeno discutere. La “
decrescita” è uno di questi concetti che ormai nessuno più
mette in discussione. Dobbiamo perciò essere grati a Luca Simonetti che con il suo libro “Contro la decrescita” ed. Longanesi, smaschera da efficace polemista, tutta l’artificiale impalcatura su cui si regge questa posizione che ricorda le posizioni ideologiche ed utopistiche del passato. Tutti quelli che di
fatto urlano contro il Sistema, contro il mercato, il consumo e la
stessa economia, chiedendo il ritorno al passato con i suoi “bei
tempi d’oro” e con la nostalgia del vecchio legame comunitario
di natura tribale, di fatto si battono contro la scienza, l’industria, la tecnica ed il progresso in quanto espressioni del
tentativo dell’umanità di migliorare in questo mondo la propria
condizione umana. Per i “decrescenti” il solo rimedio contro i
problemi veri dell’umanità, è appunto il ritorno a forme svincolate dallo sviluppo economico. Chiedendo il ritorno all’autoconsumo e quindi all’autoproduzione, non ci si rende conto di
tornare al passato ed alle sue limitazioni. Un primo paradosso è
l’attacco all’economia che a giudizio dei “decrescenti”, è il male
che affligge il pianeta, senza riflettere che è proprio questa
teoria, con i limiti naturali della scarsità, a porre vincoli alla
scelta economica e alla produzione. Pensare poi che la natura
debba essere buona e comunque “armonica” nella fantasia di
un mondo ideale e bucolico, dimentica che ogni progresso
dell’uomo è stato fatto grazie ai propri sforzi e che la natura
quando causa terremoti, uragani, tempeste ed altro, non si
preoccupa affatto di elencare i danni e la mortalità causata.
Come ha detto efficacemente Popper “la scelta della conformità
alla natura come standard supremo (…) non porta ad una forma
più naturale di civiltà, ma alla bestialità. Se torniamo indietro
dobbiamo ripercorrere l’intero cammino , dobbiamo tornare
alle bestialità”. E comunque, è poi vero che l’umanità stia oggi
peggio? E’ così ovvio che si stava meglio quando eravamo più
poveri? E siamo sicuri che consumare meno significhi automaticamente consumare meglio? E perché mai ogni produzione
locale dovrebbe essere per definizione, migliore di quella prodotta su scala industriale, inquinare meno e soprattutto più
sicura di quella? Perché protestare contro i prodotti stranieri
quando noi abbiamo importato patate, pomodori e peperoni
dall’America, riso dalla Cina, cetrioli, sesamo e agrumi dall’India e mele cotogne e tulipani dall’Asia Centrale? Cosa avremmo
dovuto fare, coltivare soltanto farro, avena e fichi come gli
antichi romani?
CIPOLLA -E per quanto riguarda le presunte peggiori condizioni di vita odierne rispetto al passato, bisognerebbe ricordare la lezione di C.M. Cipolla. Il nostro grande storico dell’economia sosteneva che il mendicante , il miserabile, il nomade
della società preindustriale era l’equivalente del nostro disoccupato odierno. Ma loro rispetto al nostro, stavano di gran
lunga peggio. Non solo. La crescita della ricchezza e del reddito
che tanto preoccupa i “decrescenti”, ha permesso a Paesi come
l’India e la Cina di diventare Paesi emergenti ed importanti. La
mortalità infantile nel pianeta è drasticamente diminuita grazie alla rivoluzione industriale ed all’economia di mercato. Da
noi in Italia, dall’Ottocento ad oggi, questo tasso si è ridotto di
40 volte. Senza dimenticare il dato recente dell’ONU che dal 1990
al 2011 il numero delle persone povere nel mondo che vivono
con meno di $1,25 al giorno si è ridotto da oltre un miliardo e 250
miloni a soli 250 milioni. A volte dinanzi a queste statistiche si
ha l’impressione che i decrescenti vogliano come dice Simonetti
“ le istituzioni del capitalismo ma senza il capitalismo , oppure
le relazioni sociali del Paleolitico, ma senza le palafitte e la
morte per tetano”. In ogni caso, questo non significa che non ci
siano limiti all’uso delle risorse, ma soltanto cercare di capire
dove sia sistemato quel limite. L’autore stesso sostiene che ci
siano evidenti alterazioni climatiche, un crescente inquinamento delle falde ed un generale impoverimento dei suoli. Ma è
proprio per questo che “ dovremmo evitare di farne una semplice moda. La questione cruciale sta nel modo di affrontare
questi problemi, e prima ancora di studiarli”. Ma perché sostiene Simonetti ‘ il rimedio a povertà e disuguaglianza dovrebbe essere il ritorno a società patriarcali, tradizionali e di
sussistenza che erano assai più povere, chiuse e ingiuste delle
nostre?”. Parlare oggi di decrescita ad un Paese come l’Italia,
che sta sperimentando la diminuzione del ceto medio ed una
conseguente emersione di una povertà crescente, sembra davvero irrazionale. E comunque, bisognerebbe sottolineare come
l’assalto alla Ragione, alla Scienza, alla Tecnica ed alla Modernità in nome della Tradizione e della Natura, potrebbe sfociare nella ricerca di un “leader maximo” con forti venature
nazionalistiche e con la fine della libertà. Non saranno quindi
le utopie della localizzazione , della prossimità e del pauperismo
a salvarci, ma solo il presidio forte della conoscenza, dello spirito critico insieme alla voglia di nuovi orizzonti e scoperte.
RASSEGNASTAMPA
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Primo piano
Mercoledì 10 dicembre 2014
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POLITICA
Sul voto a favore della maggioranza sull’articolo
38 sottolinea: «Non va bene chi dice no a tutto»
Romaniello e Sel
il lungo addio
Giannino
Romaniello
Il consigliere regionale spiega l’uscita dal partito
e assicura: «Mi iscrivo al gruppo misto. No al Pd»
di SALVATORE SANTORO
POTENZA - Di entrare nel Pd non se ne
parla nemmeno. Ma è di certo lontanissimo ormai anche da Sel: «Non condivido
nè le scelte di Vendola e nè quelle di Placido». Giannino Romaniello ieri mattina
ha spiegato perchè è uscito da Sel. La
questione nasce da lontano. Dalla scelta
di Senise come sede del congresso provinciale del partito fino alle logiche che
portarono alle scorse elezioni politiche
a candidare Giovanni
Barozzino
(operaio Fiat) come
capolista al Senato
e Antonio Placido
alla Camera dei deputati.
Il campo centrale
è comunque il voto
in Consiglio regionale dello scorso 4
novembre quando
Romaniello ha votato sì alla proposta
del Pd di mediare a
livello
nazionale
per ottenere le modifiche dell’articolo
38 dello Sblocca Italia e poi sono in un secondo momento (se
il governo non dovesse accogliere la richiesta della Regione) impugnare davanti la Corte Costituzionale lo stesso articolo.
Romaniello sul punto ha dichiarato:
«La politica è anche mediazione non è solo “no” a qualsiasi argomento, e per altro
l’impugnativa non è taumaturgica, anche perché il tema del petrolio è molto
complesso». Giannino Romaniello ha
quindi aggiunto sul tema: «L’ordine del
giorno approvato
giovedì scorso dimostra la volontà
di portare avanti
dei concetti, tra cui
lo “stop” a nuove
estrazioni, il ripristino delle prerogative delle Regioni
in tema di controlli,
e l’utilizzo dei proventi per lo sviluppo e l’inclusione sociale, non per la
spesa corrente».
Motivi,
questi
che ha poi sottolineato Giannino Romaniello «mi hanno portato ad approvare il documento in sede di riunione del Consiglio
regionale». E il consigliere regionale
quindi si è difeso dagli attacchi durissimi subito su Facebook: «Sono coerente.
Io ho sempre sostenuto che non si deve
estrarre nemmeno un barile in più in Basilicata. Per questo votai contro il Memorandum uscendo allora dalla maggioranza regionale guidata da De Filippo.
Mia uscita dalla maggioranza di centro-
Contro il partito:
«Mi sono sentito
isolato alle regionali
Brutta pagina
lo scorso congresso
e non ho condiviso
la scelta delle politiche
Non mi dimetto
da consigliere»
Il chiarimento:
«L’ordine del giorno
approvato dimostra
la volontà di portare
avanti lo “stop”
a nuove estrazioni
e il ripristino
delle prerogative
delle Regioni»
sinistra che fu contestata anche da alcuni dirigenti della Sel che oggi invece mi
contestano». Romaniello ha quindi chiarito di aver condiviso anche la scelta dell’ordine del giorno in linea con quanto
approvato alcuni giorni prima anche dal
Consiglio comunale di Avigliano.
Una cosa è certa comunque. Tra Romaniello e gli attuali vertici di Sinistra
ecologia e libertà è uno scontro senza fine. Nella stessa conferenza di ieri mattina, il consigliere non le ha mandate a dire. In linea generale ha spiegato ««di
non accettare imposizioni dall’alto, ovvero le disposizioni che vengono da un
capo». Nei confronti del partito di Vendola ha quindi aggiunto: «Non è quel
partito che speravo diventasse. E’ rimasto un partito settario che invece di
aprirsi è rimasto chiuse sulle scelte verticistiche di un leader o di alcuni leader».
Romaniello, quindi ha spiegato sull’uscita da Sel: «Non sono il primo. Mi pare
che negli ultimi mesi abbiano deciso di
lasciare il partito oltre il 40 per cento degli aderenti». E quindi con la genesi del
proprio distacco: «Nella campagna elettorale per le regionali sono stato isolato.
Il partito infatti era tutto a favore di un
altro candidato (Pesacane ndr) e nessuno dei dirigenti locali ha mai partecipato
alle mie iniziative. Nemmeno a quelle
concordate insieme». E ancora tornando
indietro: «Non ho condiviso la scelta dei
candidati alle politiche. Non può essere
una decisione calata dall’alto. Non è perchè volessi essere candidato io che ero
consigliere regionale. Ma credo che le
candidature debbano essere scelte e condivise nel partito. Invece ci siamo trovati
con Barozzino candidato al Senato che è
entrato in Sel solo dopo la candidatura».
E per concludere Romaniello ha tuonato ancora: «E poi è stato inaccettabile
quanto accaduto al congresso provinciale. Fu deciso di svolgerlo a Senise per evitare ai compagni di Potenza, Avigliano,
San Fele e altri paesi di non andarci. Furino esclusi così dal poter decidere oltre
il 45 per cento dei militanti». Insomma.
cronaca di un lungo addio che si è consumato però solo a margine dei fatti del petrolio e dello Sblocca Italia.
Per quanto riguarda il futuro poi Romaniello ha chiarito che non entrerà nel
Partito democratico: «In Consiglio regionale mi iscriverò al gruppo misto e
continuerò a fare politica, ma fuori dai
partiti e dentro, invece, alle associazioni
e ai movimenti». E sul Pd e gli scenari politici ha aggiunto: «Ho condiviso la scelta di Migliore di lasciare Sel ma non ho
condiviso il suo approdo finale al Partito
democratico». Romaniello quindi ha
spiegato di non essere nemmeno un civatiano. Per concludere il consigliere regionale ha chiarito la volonta di non dimettersi: «Non lo farò nonostante le
pressioni che ho ricevuto su internet.
Non lo faccio perchè la gente mi ha votato. Tremila persone hanno creduto in me
e in quello che ho fatto e che continuerò a
fare».
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LA REPLICA DI SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTÀ
Murante: «Le sue sono parole strumentali
Il partito è una comunità non una persona»
POTENZA - «Non se ne è andato lui ma
siamo stati noi a metterlo nelle condizioni di andarsene per le incociliabilità
delle posizioni politiche». Così Murante di Sel che aggiunge: «Il consigliere
regionale Giannino Romaniello avrebbe dovuto spiegare le ragioni del suo
voto favorevole alla mozione votata in
Consiglio Regionale lo scorso 4 novembre e si è invece attardato su argomentazioni risibili relative alla sua uscita
da Sel. Viviamo un’epoca di grossa crisi della politica nella quale può accadere che 10 parlamentari iscritti a un
partito ed eletti grazie a quest'ultimo
diventino all'improvviso renziani. Non
ci stupisce, quindi, che un consigliere,
eletto in un partito, l’unico ad avere un
programma con lo “stop alle estrazioni” decida di diventare pittelliano».
Questo il commento a caldo della segretaria regionale di Sel, Maria Murante alla conferenza stampa di Romaniello.
La Murante nel pomeriggio replica
punto su punto alle dichiarazioni di
Romaniello. In particolare la segretaria di Sel dice sulle ultime regionali:
«Voglio ricordare che alla presenza di
Ciccio Ferrara in una assemblea particolarmente affollata con voto palese di
decise la nostra collocazione politica.
Alla votazione partecipò lo stesso Romaniello: il partito a maggioranza netta decise di stare fuori dal centrosinistra. Lui fu in minoranza rispetto al resto dell’assemblea. E voglio precisare
che l’assemblea rappresenta il partito
Maria Murante
che non è un’entità astratta o una persona. Non c’è nulla di personale. E’ Romaniello che la mette sempre sul personale con le proprie decisioni contro
quelle di un intero partito. Di una comunità di persone».
E sull’isolamento lamentato da Romaniello, Murante aggiunge: «Mi rendo conto che lui possa aver vissuto anche una percezione di isolamento. Ma
fosse stato così e avessimo voluto escluderlo non lo avremmo candidato alla
Regione in nome del partito. Mi pare
invece che non solo si sia candidato nelle liste di Sel ma io stessa in molte interviste in campagna elettorale dissi che
chiunque fosse stato eletto sarebbe stato il portatore del nostro programma».
La segretaria di Sel replica ancora
anche sulla questione dei voti “personali” e non di partito: «Non c’era il programma di Maria Murante o di Paolo
Pesacane o di Giannino Romaniello.
C’era il programma Basilicata 2.0 che
non era altro che la sintesi di un ragionamento comune. E che era chiarissimo sulle posizioni petrolifere. Soprattutto sul no alle estrazioni. Non alle
nuove estrazione ma a tutte le estrazioni. Posso poi anche comprendere una
differenza di idea attraverso una dialettica di partito ma non posso accettare che Romaniello parli di etica della
politica e poi vada contro il programma della lista con cui è stato eletto. Posso capire che abbia una posizione diversa su questioni più strettamente politiche ma non sul petrolio».
Murante quindi passa alla scelta
congressuale di Senise: «O la politica si
fa sulla politica oppure se la dobbiamo
fare sul dove si svolge un congresso
siamo al teatro dell’assurdo. A me pare
una motivazione strumentale per lasciare e prendere le distanze dal partito».
E quindi prosegue la dirigente di Sel
di Basilicata rispetto alle scelte per le
elezioni politiche e in particolare su Barozzino: «Giovanni ha partecipato alle
attività del partito fin dal congresso di
fondazione a Firenze. Poi va bene non
conoscere la biografia politica del senatore Barozzino ma mi sembrano comunque tutte posizioni strumentali. E
alla fine il risultato di Barozzino che ha
battuto Benedetto mi pare abbia anche
un chiaro segnale di volontà popolare».
sal.san.
RASSEGNASTAMPA
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Primo piano
Mercoledì 10 dicembre 2014
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L’aula decide sulle nomine nel cda dell’Istituto Zooprofilattico
La quiete dopo la tempesta
ma c’è il giallo di Benedetto
MOLLICA AI 5 STELLE
Accuse respinte
«CHI mi conosce sa che per
“forma mentis”, nella mia
lunga esperienza politica,
ho sempre rispettato le opinioni di tutti non sottraendomi mai al confronto diretto,
soprattutto sui temi ambientali che mi hanno visto protagonista , in questi anni e
senza timore di smentita, di
azioni di palese dissenso».
E’ quanto dichiara il consigliere regionale dell’Udc,
Francesco Mollica rispetto
agli attacchi (che definisce
gratuiti) ricevuti dai grillini
sul voto a favore in aula consiliare giovedì scorso rispetto al provvedimento del Pd.
POTENZA - “La quiete dopo la
tempesta”. La seduta consiliare
di ieri ha visto il ritorno della
normalità.
Silenzio nei corridoi, riunione
iniziata con il consueto ritardo e
soprattutto nessun trattore davanti ai cancelli della Regione e
nessun celerino a presidiare il
palazzo. La manifestazione di
giovedì scorso sembra un ricordo lontano. Ieri infatti è tornata
la normalità.
Fin troppo forse. Perchè qualche sbadiglio è pure scappato.
Ad ogni modo la riunione di ieri
è stata dedicata quasi interamente alla designazione dei rappresentanti della Regione in seno al Collegio dei revisori e al
Consiglio di amministrazione
dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata.
E c’è stato anche un giallo:
l’assemblea ha designato prima
mediante sorteggio, Antonio
Valente nel Collegio dei Revisori e poi Vito Bochicchio, invece,
è stato nominato membro del
Consiglio di amministrazione
con 4 voti (7 le schede bianche).
Ed è stato un voto strano in effetti. In pratica su 21 consiglieri
il defilippiano Bochicchio è stato eletto solo con 4 voti. Nemmeno lontanamente vicino alla
maggoranza che dovrebbe essere di almeno 11. Ma non essendoci stato nessun altro a prendere voti, Bochicchio ce l’ha fatta.
Un giallo: in pratica, sembrerebbe che la maggioranza aveva
deciso di far saltare il numero
BREVI
Soddisfazione da Ugl
per la legge regionale
sulle attività culturali
«CON l'approvazione della nuova legge regionale sulle attività culturali ed in
particolare sullo spettacolo dal vivo, finalmente la nostra regione si dota di
uno strumento moderno finalizzato a
favorire lo sviluppo del territorio attraverso varie forme artistiche, come da
tempo avviene in altre regioni italiane.
Siamo convinti che queste tipologie di
attività culturali quali il teatro, la musica e quelle connesse alle arti visive, se
coordinate in modo serio e adeguate a
favore di territori svantaggiati ma a vocazione turistica, possano rappresentare una componente essenziale per
lo sviluppo della cultura e dell'identità
del Paese e un fattore di crescita sociale, civile ed economica». E’ quanto
sostengono Giovanni Tancredi, segretario generale regionale dell’Ugl
Basilicata e Francesco Manico, segretario regionale dell’Ugl - Fna.
Lavori in consiglio regionale della Basilicata
legale. Ma l’ingresso all’ultimo
secondo di Nicola Benedetto
(Centro democratico) ha permesso la votazione regolarmente. A quel punto quelli dell’opposizione hanno presentato scheda bianca mentre la mini maggioranza si è sentita “costretta”
a votare per l’unico candidato.
L’Assemblea, precedentemente, aveva approvato a maggioranza una mozione presentata
dai consiglieri del Movimento 5
Stelle, Gianni Leggieri e Gianni
Perrino e sottoscritta anche da
Mollica (Udc), Romaniello
(Gruppo misto), Santarsiero e
Spada (Pd) sui lavoratori disoccupati fuoriusciti dalla platea
dei percettori di mobilità in deroga.
Approvata poi all’unanimità
una mozione a firma del consi-
gliere Rosa (FdI) sulla soppressione del Provveditorato regionale per l’amministrazione penitenziaria della Basilicata. Sì
dell’Aula a maggioranza anche
sulla mozione a firma del consigliere Pace (Gm) riguardante la
cessione dell’area ex Cip Zoo al
Comune di Potenza. L’Assemblea ha, poi, approvato all’unanimità una mozione sul bando
Misura 323 “Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale”,
a firma del consigliere Romaniello, con la quale si impegna la
Giunta regionale a “individuare
le risorse necessarie dando priorità al finanziamento di tutti i
progetti dei Comuni risultati
ammissibili e quindi finanziabili nell’ambito del progetto a sostegno della tutela e riqualificazione del territorio rurale”.
LA RISPOSTA DEL PORTAVOCE DEL GOVERNATORE
Le amnesie del consigliere regionale Rosa
che non portano nulla di buono ai lucani
POTENZA - Col solito piglio censorio, il
consigliere regionale di Fli Gianni Rosa non ci ha risparmiato la dose quotidiana di cattiveria a buon mercato, intinta nell'inchiostro della smemoratezza politica e personale.
Quando egli scrive, col "garbo" lessicale che gli è proprio, che "Renzi con
l'aiuto dei Pittella's ci sta fregando",
perché la legge Sblocca Italia presenterebbe, nell'articolo 36 bis, troppe "vaghezza ed incertezze", mostra per intanto di aver fatto una lettura a dir poco approssimativa di un testo legislativo che riconosce per i prossimi dieci anni ai lucani il trenta per cento di Ires
sugli incrementi di produzione rispetto al 2013 tanto per le estrazioni della
concessione Val D'Agri di Eni, quanto
per quelle della concessione Gorgoglione di Total.
Certo per giungere a riconoscere
una verità lapalissiana, che rende giustizia, grazie al governo Renzi, alle attese della Basilicata e della sua classe
politica, sia di centrosinistra che di
centrodestra, il consigliere Rosa avrebbe dovuto togliersi gli occhiali del pregiudizio e portare un po' più di rispetto
al lavoro degli altri. Ma forse è chiedere
troppo a chi usa la demagogia e il populismo per nutrire la politica di opposizione con i toni oltraggiosi dell'offesa
familiare, al solo fine di marcare la propria presenza quotidiana sui giornali
locali.
Mi guarderò bene dal farmi prende-
9
re, a mia volta, dalla smania di fare le
pulci agli altri. Per di più utilizzando
termini irridenti ed offensivi dell’altrui dignità. Perché mi verrebbe da
chiedere dove fosse Gianni Rosa quando grazie alle leggi votate dai suoi alleati leghisti dell’epoca la Basilicata si è
vista sottrarre più di 35 milioni di euro
dai fondi della ex carta carburanti a
tutto vantaggio delle Regioni del Nord
dove operano i rigassificatori off shore.
Forse ricordo male, ma il consigliere
Rosa non mi pare abbia speso una sola
parola per condannare questo "esproprio" leghista, guarda caso sventato, a
partire da quest'anno, proprio grazie
al Governo Renzi e alla Giunta Pittella.
Evidentemente, quando non può fare demagogia a buon mercato, il consigliere regionale dei Fratelli d'Italia
preferisce farsi cogliere da una indulgente amnesia, pensando, erroneamente, che anche i lucani (ai quali i
suoi amici di centrodestra avevano più
volte garantito che non avrebbero perso un solo euro a vantaggio di veneti e
liguri) siano degli smemorati.
Non è un caso, del resto, che egli abbia mostrato cenni di nervosismo nel
corso dell’ultimo consiglio regionale,
quando il presidente Pittella ha ricordato – leggendole testualmente – alcune dichiarazioni di Rosa, fatte ai tempi
del Governo Berlusconi, all’indomani
del Memorandum 2011 tra Stato e Regione, in favore delle estrazioni petroli-
fere in Basilicata.
Indubbiamente, fa un certo effetto
vedere oggi il consigliere regionale di
Fli alla testa del fronte “No Oil”, dopo
che proprio il Governo Renzi e la Giunta Pittella, con l’apporto determinante
dei parlamentari lucani di centrosinistra e centrodestra, sono riusciti a
riempire di contenuti quel “Memorandum” di cui Rosa cantava le lodi.
Infine, i rapporti tra il presidente della Regione Basilicata e il Capo del Governo sono di tale evidente lealtà, da
sfuggire alla comprensione di chi, col
proprio metro culturale, giudica e bolla gli altrui comportamenti, utilizzando spregiativamente espressioni tratte
dalle serie televisive americane.
Marcello Pittella lo ha detto in aula,
senza mezzi termini. I lucani hanno ragione di fidarsi del presidente Renzi.
Ma se sarà necessario – se cioè non saranno apportate in una delle leggi all’attenzione del Parlamento le modifiche richieste all’articolo 38 prima del
10 gennaio prossimo – nulla impedirà
alla Giunta regionale, prima, e al Consiglio, poi, di costituirsi dinanzi alla
Corte Costituzionale in difesa delle prerogative regionali non contemplate dal
comma 1 bis.
Gianni Rosa se ne faccia una ragione: le sue sono solo gratuite cattiverie,
affogate in salsa populistica, che non
portano nulla di buono ai lucani.
Nino Grasso
(Portavoce presidente Regione)
Il disappuno del Pd
di Montalbano Jonico
sul no all’aeroporto
«LA Basilicata merita un aeroporto».
E’ la posizione del Pd di Montalbano
Jonico che esprimeme «perplessità e
rammarico, nei confronti della scelta
del Governo nazionale, di lasciare ancora una volta fuori dal piano nazionale aeroporti la regione Basilicata».
Nella nota del Pd di Montalbano Jonico si legge ancora: «Tutto questo nonostante la presenza sul territorio di
un avio superficie idonea, l’obiettiva
necessità di una siffatta infrastruttura
per lo sviluppo della regione Basilicata, e nonostante gli sforzi compiuti in
questi anni dalle istituzioni regionali al
fine di dare adeguato sostegno economico ed infrastrutturale al progetto
e, infine, malgrado la nomina di Matera a Capitale Europea della Cultura
2019. Riteniamo, al contrario della
Commissione Trasporti, che il nostro
territorio abbia, per le sue caratteristiche e le sue risorse, un'importantissima valenza strategica per il Meridione
e per l’Italia; se è vero, com'è vero che
contribuiamo e contribuiremo anche
in futuro in modo ingente al fabbisogno energetico del Paese e non senza
dolore».
Raccolta firme sabato 13
da parte del M5S
per uscire dall’euro
«IL 13 dicembre prossimo inizierà la
raccolta delle firme per la legge popolare sull'uscita dalla moneta unica europea, alla quale seguirà in Parlamento, la proposta di referendum consultivo».
Lo annuncia in una nota l’M5S che poi
prosegue: «Ancora una volta il Movimento 5 Stelle coinvolge i cittadini in
una riflessione oggi di primaria importanza, come quella sulla sovranità
monetaria nazionale. Sabato 13 dicembre quindi, anche a Matera gli attivisti cinque stelle, saranno impegnati, in Piazza Vittorio Veneto per approfondire l'argomento e raccogliere le firme. L'obbiettivo non è quello di uscire
dall'Europa, ma dalla moneta unica
europea. Da quando abbiamo adottato l'euro abbiamo perso un quarto della nostra produzione industriale.
Usciamo prima che sia troppo tardi.
Più rimaniamo, più diventeremo poveri e senza un tessuto industriale. Questo è nei fatti: oggi la disoccupazione è
alle stelle e migliaia di imprese chiudono».
RASSEGNASTAMPA
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Primo piano
Mercoledì 10 dicembre 2014
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AMBIENTE
La Regione diffida la srl e sospende le attività
del forno che brucia a Melfi rifiuti speciali
Fumo rosso
stop a Fenice
Arpab: «Incapacità di gestione del processo produttivo
La società non ha fornito spiegazione e documenti richiesti»
di MARIATERESA LABANCA
POTENZA - A distanza di più di
un mese, non c’è ancora una precisa spiegazione scientifica su
quel fumo di colore rossastro
che lo scorso 2 novembre è fuoriusciuto da uno dei due camini
dal termodistrutture di Melfi .
«Fenice non ha collaborato».
Ed è per questo che ieri la
Giunta regionale ha adottato
una delibera con cui ha diffidato
la società e sospeso le attività del
forno rotante denominato E2
che brucia rifiuti speciali.
«Un atto amministrativo assunto sulla base della determina
che l’Arpab ci ha consegnato
qualche ora fa», ha spiegato il
governatore Pittella nella conferenza stampa urgente convocata
ad hoc, nella tarda mattinata di
ieri, per illustrare, insieme al
sindaco di Melfi, Livio Valvano, i
motivi del provvedimento.
Una determina in cui l’Agenzia per l’ambiente ha utilizzato
parole molto chiare: «Fenice srl,
nonostante le richieste formalmente significative, pur dichiarando esplicitamente di attribuire alla presenza anomala di iodio
nei rifiuti termodistrutti l’evento occorso, si è limitata a produrre una nota interlocutoria inefficace e, di fatto, continuando a far
pervenire la seguente documentazione, cogente per le attività
ispettive e di verifica in progress
da parte di questa Agenzia».
Insomma, un atteggiamento
di chiusura e di scarsa collaborazione da parte della srl che opera
a Melfi, già coinvolta nell’inchiesta giudiziaria del 2011 sulla
“macchia nera”.
Un discutibile approccio al territorio e agli enti di riferimento,
più volte stigmatizzato anche
dal sindaco Valvano.
Ad oggi, tutto quello che si sa è
che Fenice ritiene che a determinare la colorazione rossa del fumo sia stata la presenza di iodio
tra le sostanze bruciate.
Ma un riscontro oggettivo di
questo al momento non è possibile, visto che la srl non ha messo
a disposizione i documenti richiesti da Arpa relativi agli specifici dettagli sulla causa di questa presenza anomala nei rifiuti.
E - ha ricordato il primo cittadino di Melfi, Livio Valvano - non
è possibile escludere con certezza che siano state altre sostanze,
potenzialmente ancora più pericolose per la salute umana, quali
cadmio, cromo esavalente o nichel (al pari dello iodio, producono una colorazione rossastra
delle emissioni), a essere state rilasciate in atmosfera.
In concentrazioni tali da colorare il fumo del forno in maniera
tale da essere notato anche dai
vicini centri abitati.
«L’evento - scrive ancora l’Agenzia per l’ambiente nella nota
inviata alla Regione - è da ritenersi riconducibile a una complessiva inadeguatezza, da parte
della società Fenice srl, nel governo industriale del processo
produttivo, perché difforme rispetto a quanto previsto dall’applicazione delle migliori tecnologie disponibili di cui alla delibera 428/2014».
La dgr a cui fa riferimento il
direttore Arpa, Aldo Schiassi, è
quella con cui è stata rilasciata
l’Autorizzazione integrata ambientale che detta le condizioni
che Fenice deve rispettare per
continuare a operare sul territorio regionale.
L’Arpa Basilicata parla ancora
di «inappropriata gestione dei
rifiuti in ingresso al termodistruttore» e «non corretto funzionamento del sistema di abbattimento fumi».
Conclusioni sulla base delle
quali la Giunta ha deciso di sospendere le attività di incenerimento dei rifiuti speciali. «Fino a
quando - ha precisato Pittella Fenice non adempirà alle richieste di Arpa, e solo dopo la valutazione dei documenti in questione».
Il presidente della Giunta assicura: «Saremo inclementi».
E il sindaco di Melfi ha confermato: «Abbiamo piena fiducia
nell’operato del Governo regionale. Registriamo una netta discontinuità, rispetto al passato,
per quanto riguarda la gestione
delle tematiche ambientali».
«Posso attestare - ha aggiunto
Valvano - che in questo caso la
Regione si è resa , non di slogan,
ma di atti significativi. A partire
da come è stata approntata l’Aia.
Confermiamo quindi la nostra
più totale fiducia».
A più di un mese di distanza da
quell’evento che tanto aveva
sconvolto le comunità locali, che
pagano già lo scotto del precedente inquinamento delle acque
di falda provocate dal termodistruttore, arriva il significativo
provvedimento di viale Verrastro, che fino a ora non ha precedenti.
Da oggi, quindi, è fatto divieto
alla srl dell’area industriale di
Melfi di continuare a bruciare rifiuti speciali.
Fino a diversa disposizione da
parte della Regione, sulla base
delle risposte che ora Fenice dovrà fornire.
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In alto la
conferenza
stampa
in Regione
di Pittella
e Valvano. A
sinistra il fumo
rosso dal
camino di
Fenice
|
IL PUGNO DURO DI VIALE VERRASTRO
|
Dopo Tecnoparco un altro provvedimento ambientale “forte”
«I lucani devono tornare
ad avere fiducia nelle istituzioni»
E’ UN atto di grande rilevanza quello adottato dalla Regione Basilicata nei confronti
di Fenice. Che giunge a qualche settimana
di distanza dal provvedimento adottato su un altro
tavolo ambientale: la sospensione dei trasferimenti
dal Centro Oli di Viggiano,
a Tecnoparco, dopo l’allarme sulla radiotavvità delle
acque reflue derivanti dalle
attività estrattive. Ma Marcello Pittella, ieri, in conferenza stampa ha chiarito:
«Non si tratta di una decisione assunta sulla base del
sentimento negativo che si
è diffuso in regione sulle
questioni legate allo Sblocca Italia». E, in particolare,
la diffida a Fenice, con la
conseguente sospensione
delle attività del forno dei
rifiuti speciali, «è l’esito di
un accertamento puramente tecnico». Ma il
presidente della Regione aggiunge pure:
«Continuo a ripetere che non siamo la Basi-
licata non è la Terra dei Fuochi. Ma è anche
vero che, sul fronte ambientale, è necessario
recuperare un rapporto di fiducia istituzioni-cittadini che si è incrinato negli anni passati».
Anche il sindaco di
Melfi, Livio Valvano, interviene sulla questione
per aggiungere: «Confermo che da mesi abbiamo iniziato un proficuo
rapporto di collaborazione con Regione e Arpa.
Che ha portato a una conclusione, pensata e documentata, non basata su
una valutazione politica.
Abbiamo chiesto, secondo le competenze di
ognuno, la documentazione che Fenice sarebbe
tenuta a fornire in questi
casi. Ma la srl non è venuta incontro alle nostre richieste. A questo punto non ci sono le condizioni per mantenere in funzione il forno inciriminato».
RASSEGNASTAMPA
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Primo piano
Mercoledì 10 dicembre 2014
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Dopo l’intervista al direttore Pasolini
La Cgil contro Total
«Parole farneticanti
Aprano al confronto»
IL COMUNE DI LAVELLO
|
I COMMENTI
«Bene l’atto della Regione
Ora chiarezza
sul rapporto enti-operatori»
«A NOME dell’amministrazione comunale di Lavello, esprimo soddisfazione per la decisione assunta qualche ora fa dal presidente della Regione
Basilicata di diffidare la società Fenice e di sospendere le attività del forno a tamburo rotante
per l’incenerimento di rifiuti speciali in merito a
quanto accaduto in quel impianto lo scorso 2 Novembre». Così dichiara in un comunicato Michele
Scatamacchia, assessore all'Ambiente del Comune di Lavello.
«Nessun impianto industriale ed in particolar
modo quello di Fenice che per anni ha fatto registrare lo sforamento dei tassi di inquinamento
previsti in materia ambientale - prosegue - può
permettersi di non assicurare e di non fornire le
necessarie documentazioni e spiegazioni agli organismi preposti di controllo e di monitoraggio
istituiti nella nostra Regione, né tantomeno immaginare di trattare superficialmente una materia (quella della tutela e della salvaguardia ambientale) così cara ed attenzionata dalle comunità
come la nostra che circondano quel impianto.
Spero che questo provvedimento cominci a far
chiarezza sul rapporto che ci deve essere tra Enti
autorizzanti ed operatori autorizzati perché siamo sicuri che se ci sarà un cambio di atteggiamento e di pesi messi in campo ogni qualvolta si
installi un insediamento industriale sul nostro
territorio, questo serva a tutelare ed a tranquillizzare tutta la popolazione che è stanca di dover subire solamente i danni ed i rischi alla loro salute
provocati da questi impianti “particolari”.
Un ringraziamento, infine, va ai tanti cittadini
di Lavello ed al Comitato che da anni si batte per la
chiusura di Fenice per aver segnalato e documentato quanto accaduto quella mattina e per aver tenuto alta l’attenzione presso le Istituzioni preposte affinchè si attivassero per avere risposte e fare
chiarezza su quel accadimento strano. Spero che
questa decisione del Presidente Pittella - conclude
l’assessore comunale di Lavello - possa essere letta da noi tutti, cittadini ed Amministratori, come
un esempio concreto di fronte unito nella difesa
dell’ambiente al di là delle diversità di idee e di
strategie che si realizzano per addivenire a quel
“comune obiettivo finale” che assicuri il rispetto e
la salvaguardia di una terra bellissima come lo è
la Nostra Basilicata».
|
COMITATO DIRITTO ALLA SALUTE
«Soddisfatti a metà
L’Aia non andava
rilasciata»
CONTENTI per l’importante segnale di attenzione da parte della Regione e del Comune di Melfi, anche se il provvedimento è solo
parziale, visto che si tratta di una sospensione. Ma non completamente soddisfatti
perché «l’Aia non andava rilasciata». Questo il commento di Nicola Abbiuso che parla
a nome del Comitato per il diritto alla salute
di Lavello. Che spiega: «La determina dell’Arpa sulla base della quale
la Regione ha
diffidato Fenice non fa che
confermare
quello che ribadiamo
da
tempo:
l’impianto non è
adeguato né al
processo produttivo, né al
trattamento
dei rifiuti. A
nostro avviso
tali aspetti andavano valutati prima del rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale. Anche perché c’erano state anche
le denunce dei lavoratori sulla carente sicurezza interna». Così come andava valutata
prima la capacità di Arpa di effettuare tutte
i controlli e i monitoraggi che l’Aia prescrive. Cosa che non accade, visto che la nostra
Agenzia, a esempio, non effettua il monitoraggio delle diossine». E rispetto all’evento
specifico del fumo rosso rilasciato dal forno
lo scorso 2 novembre, Abbiuso aggiunge:
«A nostra avviso, in quell’occasione, l’Arpa,
nel sopralluogo condotto all’interno degli
impianti, avrebbe dovuto svolgere un’azione più incisiva. Non limitandosi a richiedere documenti, ma prelevando campioni
d’acqua e i filtri. Ora chiaramente, a distanza di tempo, queste operazioni non avrebbero più senso. E potremo basarci solo sulle
dichiarazioni di Fenice».
LA CGIL di Basilicata, per bocca cane, visto che il tema non è solo
del segretario regionale, Ales- quanti lucani stanno lavorando
sandro Genovesi, commenta oggi per la Aleandri (dove abl’intervista rilasciata al Quoti- biamo sottoscritto noi come
diano dal direttore commercia- Sindacato un accordo per impele e comunicazione Total, Ro- gnare l'80% di manovalanza luberto Pasolini: «Le dichiarazio- cana), ma quanti appalti sono
ni apparse oggi sui giornali da stati già assegnati senza sapere
parte di importanti dirigenti a chi e senza sapere chi vi lavodella Total hanno del surreale. rerà. Tranne scoprire poi che la
Sembra quasi che la multina- maggior parte verranno da fuozionale francese, oltre ad igno- ri regione e scoprire quanti porare il contesto già complicato, chi lucani, sul totale finale,
ignori
anche
avranno avuto
che come Cgil
qualche opportustiamo da temnità reale di lavopo chiedendo
ro».
un
potenzia«Total ed i suoi
mento dell'ArGeneral Contracpab e un intertor da mesi evitavento
delle
no infatti un taAziende Sanitavolo ufficiale con
rie per una defii sindacati e – per
nizione precisa
i temi sopra indidel “punto zero”
cati a partire pronell'area inteprio dagli interressata da Temventi per salute e
pa Rossa. E che
sicurezza che puchiediamo inolre con l'Eni siatre, ormai da 9
mo riusciti a comesi, un tavolo
dificare (e ancora
alla
Regione
non bastano) –
con l'azienda ed
con le stesse istii General Contuzioni locali. Totractor per veri- Alessandro Genovesi (Cgil)
tal sia quindi coeficare l'impiego
rente con quello
o meno delle migliori tecnolo- che dice. Smetta di fare propagie a tutela di salute e ambiente ganda e di prendere in giro i lusin dalla costruzione degli im- cani e apra un tavolo di confronpianti e definizione dei perime- to e trattativa con tutti i soggettri, la trasparenza degli appalti ti interessati. Già una volta abe sub appalti dati (ricordiamo biamo obbligato con la mobilitacon ribassi significati del zione l'Eni a riconoscere il ruolo
30/40% rispetto alle cifre uffi- dei sindacati e delle istituzioni
ciali del Cipe) e soprattutto l'im- locali (e pur con molti limiti una
pegno ad assumere per almeno nuova cultura relazione si va
l'80% (con attenzione ai disoc- avviando): siamo pronti a replicupati dell'area e della regione) care con Total. Peccato che per
maestranze locali per quelle fi- fare le cose utili si debba sembra
gure sia edili che tecnico-stru- alzare la voce».
mentali di cui vi è grande biso«Si rischia che l'anno nuovo –
gno».
conclude Genovesi – ai tanti
«L’intervista - aggiunge Ge- problemi che dalla Basilicata alnovesi - è quanto meno surreale la Puglia già accompagnano la
ed è una presa in giro prima di complicata vicenda di Tempa
tutto nei confronti della Regio- Rossa, si aggiungerà anche la
ne, degli amministratori locali mobilitazione dei lavoratori e
e delle forze imprenditoriali lu- dei disoccupati lucani».
I lavoratori ricevuti da Pittella e Berlinguer
«Lavoro e salute»
La voce della Valbasento
LAVORO, ma non senza tutela della salute e dell’ambiente.
Sono queste le richieste che ieri sera una delegazione di lavoratori della Valbasento ha rappresentato al presidente Pittella, e l’assessore all’Ambiente, Aldo Berlinguer. Un incontro
che è servito a spiegare lo stato
dell’arte dopo gli ultimi provvedimenti della “vertenza”
Tacnoparco. Al termine del
quale la Regione ha fornito le
proprie rassicurazioni. Nella
mattinata, i lavoratori erano
stati protagonisti di un sit in
di protesta. Sono rimasti per
alcune ore davanti alla sede
della Prefettura prima di incontrare il capo di gabinetto
del Prefetto, Francesco d'Alessio. A cui hanno rappresentato le stesse richieste, poi portate a Potenza, nella seconda
parte della giornata
In Prefettura sono stati affrontati anche i problemi di ordine pubblico che potrebbero scaturire con la manifestazione di
protesta davanti a Tecnoparco che è annunciata per oggi.
RASSEGNASTAMPA
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12
Primo piano
Mercoledì 10 dicembre 2014
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NEL CAPOLUOGO
Dopo il dissesto Potenza va verso il rimpasto
Giunta del governo di larghe intese dopo Natale
Petrolio, Consiglio rinviato
Questa volta accordo trasversale, l’unico contrario Cannizzaro: «Poco coraggio»
di SARA LORUSSO
POTENZA - Il rinvio del consiglio comunale dedicato all’articolo 38 dello Sblocca Italia, questa volta arriva con un accordo
di massima trasversale. L’unico
ad aver fatto la voce grossa, ieri
sera, in conferenza dei capigruppo, è stato Michele Cannizzaro (Liberiamo la Città): «No,
davvero, è assurdo. Perché rinviare? Forse perchè il Pd non è
pronto a misurarsi? O perchè
un pezzo del centrodestra teme
di non avere i numeri? Poco coraggio, peccato».
Quello
che
Cannizzaro
commenta
è
una
replica,
seppur con posizioni diverse,
di una scena già
vista a Palazzo
di Città. Qualche giorno fa
era stato il centrosinistra a rifiutare la caratteristica di urgenza per il consiglio sul tema petrolio, chiesto
dal centrodestra e dal Movimento 5 Stelle. Avevano proposto di
fissarlo in calendario a 24 ore
dalla discussione generale che
si sarebbe tenuta in Regione
contemporaneamente alla manifestazione di protesta, lo scorso 4 dicembre. Con i voti del centrosinistra, in quell’occasione, è
stato stabilito il rinvio della discussione al dieci dicembre.
Ieri, la conferenza dei capigruppo ha ancora una volta spostato il dibattito «al fine di consentire un ulteriore approfondimento dell’argomento - spiega
una nota istituzionale - attraverso l’ascolto e il coinvolgimento
Nuovo esecutivo:
si predilige
la via
degli esterni
per non cambiare
il Consiglio
Il consiglio comunale di Potenza;
nel tondo Cannizzaro
delle rappresentanze studentesche e delle forze sociali tutte,
nonchè una maggiore partecipazione delle altre istituzioni
presenti sul territorio della regione». Del resto, recita la nota,
«a tale rinvio non si frappongono ragioni di urgenza, venute
meno a seguito della decisione
già adottata dal consiglio regionale». la regione ha stabilito di
impugnare il decreto solo in caso non venga modificato entro
|
gennaio.
Nel frattempo vanno avanti le
consultazioni e il dialogo, più o
meno formale, destinato alla costruzione del Governo di larghe
intese.
È difficile che il governo di rinascita cittadina voluto dal sindaco Dario De Luca possa avere
il nuovo esecutivo prima di Natale. Ma le forze presenti in consiglio comunale stanno cercando di accelerare, soprattutto per
AMMINISTRATORI
Allarme dell’Upi sulla riforma delle Province
«Preoccupanti i segnali
in arrivo dalle periferie
«DOMANI, alla riunione dell’Osservatorio nazionale sull'attuazione della riforma Delrio, porteremo il quadro rispetto a quanto fatto dalle Province negli Osservatori regionali in
attuazione del decreto
del Governo sulla mappatura delle funzioni degli enti»: lo dichiara il
presidente dell’Upi Alessandro Pastacci, segnalando che «le Province
hanno fatto quello che
dovevano nei tempi previsti e adesso spetta alle
Regioni, entro 15 giorni,
validare i dati e inviare
tutta la documentazione
all’Osservatorio centrale. Ma i segnali che abbiamo dai territori sono di forti difficoltà, sia per la mole di dati che le Regioni devono analizzare, sia a causa del
taglio di 1 miliardo alle Province che
di fatto sta bloccando tutto il processo».
«L’atteggiamento del Governo con
la Legge di stabilità - aggiunge il presidente dell’Upi - si sta rilevando l’ostacolo più duro all’attuazione della
riforma delle Province. Per questo domani ci aspettiamo che
nel corso della riunione
si faccia sintesi della
mole di dati che sono
stati richiesti alle Province e consegnati alle
Regioni e si presentino
soluzioni adeguate all’emergenza tagli. Noi sottolinea Pastacci - non
possiamo accettare che
il Governo nel 2015
mandi gli enti in dissesto e vogliamo attuare la
Legge Delrio, ma questo
è possibile solo se il Governo garantisce la piena copertura delle funzioni
fondamentali che sono state assegnate alle Province dalla riforma: gestione delle strade, delle scuole, tutela dell’ambiente e assistenza ai Comuni».
non disgregare il clima di collaborazione che su alcune tematiche si è fatto largo a Palazzo di
Città. A partire dalla rimodulazione dei fondi di Sviluppo e Coesione, fino all’ultimo voto sul
dissesto finanziario si è fatta
spazio in Municipio una maggioranza trasversale. Il dialogo
attraversa entrambi gli schieramenti e ha costruito, al momento, una platea decisionale che va
da Fratelli d’Italia all’anima più
riformista del Pd, passando per
il centro moderato.
Certo, ci vuole poco perché i
toni del dibattito si accendano,
soprattutto in contesti pubblici.
È anche per costruire la collaborazione entro confini più
chiari che il centrosinistra sta
lavorando alla definizione di
cinque punti. Saranno questi
gli argomenti che la delegazione porterà al sindaco De Luca
domani, al primo degli incontri
di consultazione messi in calendario con lo schieramento.
Uno dei punti su cui si è discusso più a lungo all’interno di
entrambe le coalizioni è il modello di prossimo esecutivo. Sembra ormai quasi definitiva l’ipotesi di una giunta fatta di tecnici
esterni, e non di consiglieri. L’idea è quella di mantenere l’assetto che finora ha retto al dialogo.
|
Enti locali, tra tagli e nuove norme
Santarsiero si difende in aula
OGGI a Calciano e domani a Castelgrande si svolgeranno due giornate di formazione territoriale
sul tema: “I percorsi associativi dei comuni di minore dimensione - convenzioni, unioni e fusioni di
comuni” rientranti nel piano di formazione che
Anci e Upi hanno elaborato in collaborazione
con il Ministero dell’Interno e denominato “Accademia per l’autonomia”.
Un primo banco di prova del percorso concreto
di attuazione della legge
56/2014, ha sostenuto
Salvatore Adduce, presidente Anci Basilicata e
sindaco di Matera, che
vede impegnati i piccoli
comuni
lucani,
tra
preoccupazioni, speranze e nuove potenzialità.
Questi primi due eventi serviranno per organizzare, sostenere e suscitare occasioni di approfondimento e di riflessione in un momento particolarmente importante e complicato per le Amministrazioni Locali.
SI è difeso di persona davanti al gup del
Tribunale di Potenza, ieri mattina, l’ex
sindaco del capoluogo e attuale consigliere regionale Pd Vito Santarsiero. L’udienza riguardava l’opposizione a una richiesta di archiviazione avanzata dalla
Procura nei confronti di una querela
per abuso d’ufficio
sporta da un aspirante alla carica di
segretario comunale a cui Santarsiero
aveva preferito un
altro candidato. Secondo l’atto di denuncia la scelta effettuata dall’ex sindaco sarebbe stata illegittima e avrebbe provocato un ingiusto vantaggio al vincitore della selezione.
Accuse che Santarsiero, assistito dall’avvocato Leonardo Pace, ha respinto fornendo la sua versione dei fatti. L’udienza
è stata rinviata per la decisione.
Due appuntamenti
per i territori
con l’Anci Basilicata
«Abuso di ufficio»
In udienza la richiesta
di archiviazione
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Primo piano
Mercoledì 10 dicembre 2014
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13
SCHEMA G
Depositati
gli atti a sostegno
dell’offerta
della D’Agostino
di Avellino
POTENZA - Gli atti a sostegno dell’offerta della D’Agostino costruzioni sono stati depositati nei giorni scorsi. Ma la commissione di gara non ha ancora sciolto
la riserva sul vincitore dell’appalto da 58
milioni di euro per la realizzazione della
condotta Basento-Bradano. E ormai
mancano meno di 3 settimane al termine fissato dal Governo per non perdere il
finanziamento.
E’ ancora giallo sul destino dell’opera
che dovrebbe rivitalizzare l’intero comparto agricolo dell’area nord della regione. Mentre sono trascorse già 3 settimane dall’apertura delle buste interessate a
un mega-appalto come in Basilicata non
se ne vedevano da anni.
Resta il giallo sull’offerta dell’impresa
di Avellino che ha sbaragliato la concorrenza con un ribasso considerato anomalo, e sulle verifiche di congruità avviate dai commissari
incaricati dal Consorzio di bonifica Vulture - Alto Bradano.
Il progetto dello
schema idrico Basento-Bradano risale al
1987, ma soltanto
adesso sembra arrivato vicino alla realizzazione.
L’appalto in questione prevede «l’esecuzione di attività di progettazione ed
esecuzione delle opere occorrenti per la
infrastrutturazione irrigua del Settore
“G” di circa 13.050 ettari, costituito da
un adduttore principale – diga di Genzano di Lucania – diga del Basentello – e
delle reti distributrici per l’attrezzamento irriguo di 14 settori, con relative vasche di accumulo e opere complementari connesse».
Nei mesi scorsi i fondi stanziati dal
Governo erano stati fortemente a rischio col tentativo di deviarli verso l’Expo di Milano.
Infatti quei 69 milioni erano disponibili da molto tempo, solo che la Regione
Basilicata non aveva presentato un secondo bando per accendere un mutuo, a
causa della improvvisa indisponibilità,
nel 2008, al finanziamento da parte della Cassa depositi e prestiti, che si ritirò
lasciando la Regione senza finanziamenti da anticipare. Poi è stato concesso
il termine ultimo del 31 dicembre per avviare i cantieri e le procedure sono ripartite in maniera spedita, dopo che per due
Restano
3 settimane
per non perdere
il finanziamento
E’ ancora giallo
sul mega-appalto
La sede del Consorzio di bonifica Vulture Alto Bradano
La commissione di gara ancora non scioglie la riserva
su chi dovrebbe realizzare la condotta Basento-Bradano
anni le buste con le offerte erano rimaste
sigillate in un armadio.
L’opera è frutto dell’unificazione di 2
distinti progetti denominati in precedenza “Adduttore diga di Genzano–Diga del Basentello” e “Attrezzamento Settore G”, ed è stata affidata al Consorzio
di bonifica Vulture-Alto Bradano, che
agisce come stazione appaltante.
Quanto invece al tronco di Acerenza,
alla diga del Marascione e alle opere di
distribuzione connesse per un valore di
104,5 milioni di euro, è l’Ente Irrigazione ad agire come stazione appaltante. E i
lavori sono stati giò aggiudicati al consorzio ‘Research’ di Napoli che ha redatto il progetto esecutivo dell’opera mentre i lavori veri e propri dovrebbero completarsi entro il 2017.
Nei giorni scorsi il lavoro della commissione era stato “turbato” anche da alcune insinuazioni contenute in un esposto a firma di una delle ditte concorrenti, che indicava già la vincitrice della ga-
ra. Un esposto che in seguito è stato disconosciuto dai suoi stessi presunti autori.
Poi era stata la deputata 5 Stelle Mirella Liuzzi a far notare che la D’Agostino
costruzioni fa capo a un parlamentare di
Scelta civica. Un attacco a cui da Avellino avevano replicato con durezza, spiegando che la gara risale a molto prima
dell’elezione del patron della D’Agostino.
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GRANDI OPERE
Intanto la stazione di Firenze si rifà il look
Solo un ritardo per il fallimento di un’impresa
Il sindaco di
Firenze
Nardella
con l’ad
di Ferrovie
dello Stato,
Elia
CAMBIA il volto di Firenze Santa Maria Novella grazie ai lavori di
ristrutturazione
che
hanno trasformato la
stazione. Un progetto
da oltre 27 milioni di euro che ha consegnato alla città una stazione profondamente rinnovata e funzionale. All’evento di presentazione ieri pomeriggio
hanno partecipato il sindaco Dario
Nardella, l’assessore alle Infrastrutture e alla mobilità della Regione Toscana, Vincenzo Ceccarelli, l’amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello
Stato Italiane, Michele Elia, e l’amministratore delegato di Grandi Stazioni,
Paolo Gallo.
Oggi Santa Maria Novella è un moderno “mall” cittadino con 29 nuovi
esercizi commerciali aperti tutto l’anno dalle 8 alle 22: bar, ristoranti, una libreria, profumerie, negozi di abbiglia-
mento femminile e per bambini a cui
nei prossimi mesi si aggiungeranno
altri punti vendita, fino al completamento delle aperture previste.
La nuova offerta commerciale e di
servizi della stazione porterà in dote
anche 400 nuovi posti di lavoro, contribuendo alla trasformazione dell’area e
alla crescita economica della città. Altra grande novità è l’inaugurazione di
un bici park pronto a ospitare 800 biciclette: si tratta di un’innovativa opera
di carpenteria metallica, prodotta totalmente in Italia, che risolverà l’esigenza di sosta di centinaia di bici che fino a ieri venivano parcheggiate disordinatamente nelle piazze e nelle strade
limitrofe alla stazione.
E per festeggiare il Natale, fino al 7
gennaio, Grandi Stazioni ha deciso di
mettere a disposizione della città un
pianoforte, posto nella rinnovata galleria commerciale, che sarà utilizzabile
da chiunque volesse suonarlo: un’iniziativa unica in città che si ispira agli
Street Pianos, i pianoforti da strada di
St. Pancras International Station a
Londra, e che ha avuto grande successo in tutto il mondo.
All’interno della stazione i percorsi
sono stati potenziati e migliorati, anche con la costruzione di una nuova
scala che perfeziona l'accessibilità.
Inoltre, nel pieno rispetto della magnifica storia di Firenze, il restauro dell’Atrio Biglietteria e della Galleria fronte
treni ha permesso il recupero di antichi marmi o la sostituzione con pietre
provenienti dalla stessa cava originaria.
Non solo. Gli importanti interventi
di tipo conservativo e di restyling hanno regalato a Firenze una stazione modellata sull’esempio dei più efficienti
hub europei, grazie a nuovi impianti
antincendio, di climatizzazione, illu-
minazione, informazione al pubblico,
sicurezza e controllo al servizio dell’intero complesso.
Anche i lavori per le opere esterne sono terminati: nuovi percorsi carrabili e
pedonali e numerose aree verdi hanno
trasformato la Piazza in un luogo d’incontro sicuro e accogliente per i cittadini, turisti e viaggiatori.
Rimangono da completare gli interventi su piazza della Stazione, lato via
Valfonda, per il rifacimento della pavimentazione e dei marciapiedi, e nell’area di fronte a piazza Adua dove verranno realizzati un parcheggio a raso e
un nuovo piano stradale. Un ritardo
dovuto al fallimento dell’impresa incaricata dei lavori che Grandi Stazioni ha
già provveduto a risolvere. Sempre oggi il gruppo Feltrinelli ha inaugurato
la nuova grande libreria che arricchisce i servizi commerciali della stazione.
RASSEGNASTAMPA
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Primo Piano
Mercoledì 10 dicembre 2014
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Matera Capitale Europea della Cultura
Presentato a Roma presso la sede della stampa estera
Si terrà dal 2 al 5 gennaio nel cuore dei Sassi
Presepe, l’evento
verso il 2019
Adduce: «Matera ha una dimensione diversa, più europea»
Prisco: «Oltre 400 figuranti, siamo i più grandi al mondo»
Si prepara il cartellone
di appuntamenti
da Natale all’Epifania
di PIERO QUARTO
«STIAMO predisponendo un adeguato cartellone di appuntamenti, aperti dalla presenza della Fanfara della
Polizia di Stato il 19 dicembre che andremo a far conoscere nelle prossime giornate».
Il sindaco Adduce a margine dell’appuntamento di
Roma ha anche il modo di spiegare che non si esaurisce
l’impegno
dell’Amministrazione solo
con le giornate
intense ed emozionanti
per
molti versi del
Presepe ma il
tentativo
di
stuzzicare ed
allungare
la
permanenza a
Matera dei turisti in arrivo
si concretizzerà in una serie
di
appuntamenti che la
città proverà
ad offrire nelle
prossime settimane.
A cominciare anche da un evento che si andrà a definire nei prossimi giorni e che riguarderà il Capodanno.
Matera prova anche sotto questo profilo a cambiare passo e marcia ed ha bisogno di confermare con un ricco
cartellone natalizio le possibilità che la città ha di attirare ancora più turisti.
La corsa verso il 2019 passa anche da queste questioni e da questo tipo di aspetti. Matera deve darsi un programma di eventi che in periodi come quello natalizio
deve poter attirare automaticaente presenze turistiche
in città, deve riuscire a dare continuità ai propri appuntamenti in modo da poter rafforzare la rete turistica che
guarda alla città con sempre maggiore interesse.
«Vogliamo dare una notizia unica di questi programmi che stiamo per mettere in campo, l’impegno del Comitato e del Comune non manca perchè sappiamo che
queste settimane sono molto importanti» conclude il
primo cittadino.
Il tentativo di legare i diversi appuntamenti, di completare arte, musica e i diversi impegni legati al Natale è
quello che si cercherà di mettere in campo con i colori tipici del periodo e con le risorse che risultano inevitabilmente risicate ma che possono essere una risposta importante alla voglia di creare un cartellone adeguato alle attese ed alle diverse necessità.
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MATERA proiettata in una dimensione diversa, che guarda
oltre i propri confini anche nazionale. Si spiega così la presentazione del Presepe Vivente che
c’è stata ieri mattina a Roma
presso la sede della stampa estera, un modo per proiettare l’evento che da anni accompagna i
materani nel periodo natalizio e
che quest’anno è stato posticipato dal 2 al 5 di gennaio.
«E’ la conferma che l’interesse
attorno alla città è aumentato e
quindi anche la necessità di fare
comunicazione deve andare di
pari passo con quest’interesse,
Matera ha una dimensione diversa, maggiore rispetto al passato e su questo stiamo lavorando per riuscire a tenere testa alle
diverse sfide che ci attendono»
ha spiegato Adduce.
«Dopo la nomina di Matera
Capitale della Cultura per il
2019, avvenuta lo scorso 17 ottobre, il primo evento importante che ci aspetta è quello del Presepe Vivente, ormai diventato
una tradizione nella nostra città».
“Grazie a questa proclamazione – ha proseguito Adduce – la
nostra città sta vivendo un momento di grande rinnovamento,
con l’obiettivo di rendere finalmente protagonista in Europa
una città del Sud Italia: un miracolo che solo la cultura può fare”.
“Il Presepe Vivente – ha dichiarato Luca Prisco, direttore
del Comitato Promotore del Presepe Vivente – con i suoi 400 figuranti e i 5 km di itinerario tra
i Sassi è ad oggi il più grande del
mondo. Siamo fieri quest’anno
di presentarlo come primo
grande evento culturale di livello internazionale che apre la
strada verso il 2019. Il percorso
che abbiamo organizzato evidenzia le bellezze storiche e naturalistiche della nostra città
che è la terza più antica del mondo. Non a caso è stata protagonista in passato di film come “The
Passion” di Mel Gibson e de “Il
Vangelo secondo Matteo” di Pasolini, di cui ricorrono i 50 anni,e continua a essere location di
grandi produzioni, come quella
del remake di Ben Hur con Morgan Freeman che sta prendendo
il via in questi giorni”.
Dal 2 al 5 gennaio 2015, dunque, la Galilea di due millenni fa
riprende vita nelle strade, nelle
piazze e nei vicoli dei Sassi di
Matera, patrimonio mondiale
dell'umanità, con la partecipa-
Alcuni momenti della presentazione dell’evento del Presepe Vivente
presso la sede della stampa estera a Roma con il sindaco Adduce e
alcuni figuranti del Presepe 2015
zione di oltre 400 persone, tra figuranti e rievocatori storici.
Anche quest’anno il percorso
partirà da piazza Vittorio Veneto (con ingresso dall’Arco del
Rosario, in via San Biagio) per
poi abbracciare entrambi i rioni
Sassi e percorrere le vie principali della città vecchia.
La prima parte dell’itinerario
sarà scenografica, con i 60 figuranti del Gruppo Storico Romano che ricreeranno scene tipiche
del mondo militare dell’antica
Roma: l’accampamento militare, la scuola dei gladiatori, il senato, la domus e il castrum. La
seconda parte invece sarà dedicata al presepe vero e proprio, e
la Pro Loco di Rionero in Vulture (PZ) con 50 figuranti darà vita alle scene dell’Annunciazione
e della Strage degli Innocenti,
mentre i 200 figuranti delle Pro
Loco di Crispiano (TA) e Barile
(PZ) metteranno in scena la Natività. La Grotta che ospiterà la
nascita di Gesù sarà riprodotta
nel Rione Casalnuovo dei Sassi
dove il pubblico troverà una stella cometa di 4 metri di diametro
e un gioco di luci sull’Altopiano
delle Murge che creerà un’atmosfera ricca di emozioni.
RASSEGNASTAMPA
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Primo Piano
Mercoledì 10 dicembre 2014
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EDILIZIA
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Housing dei Sassi
in ballo 73 milioni
per case, alberghi
e centri commerciali
Un cantiere edile
Housing Città dei Sassi: un progetto che
porterà un nuovo impulso all’edilizia lucana, con la costruzione a Matera di
scuole, centri commerciali, centri sportivi, chiese, parchi e soprattutto case,
molte delle quali destinate alle famiglie
meno abbienti.
La giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Opere pubbliche e Infrastrutture Aldo Berlinguer, ha approvato lo schema ad hoc di Accordo di programma fra Regione Basilicata e Comune di Matera.
Housing Città dei Sassi nasce dai
“Programmi integrati di promozione di
edilizia residenziale sociale e di riqualificazione urbana”
previsti dalla legge
regionale 25 del
2009. Segue nel
2010 un avviso pubblico da cui viene
scelta la proposta
progettuale della
società Matera ’90
Srl.
«Questa iniziativa – dice l’assessore
– rientra nella Rivoluzione Infrastrutture che abbiamo
presentato qualche tempo fa. E’ un altro
tassello del grande sforzo che la giunta
guidata dal presidente Pittella sta facendo per infondere nuove energie nel tessuto produttivo e infrastrutturale lucano».
Il costo presumibile del programma è
di oltre 73 milioni di euro, a carico dell’attuatore privato. Sono previste cinque
linee d’intervento: edilizia residenziale
sociale, edilizia residenziale privata,
servizi e funzioni commerciali (centro
commerciale, albergo, uffici e negozi,
centro sportivo ricreativo, casa protetta, jazzo, culto, strutture sanitarie), spazi pubblici e verde (asilo, asilo Asm, locali per servizi, sistema del verde), infrastrutture e spazi connessi.
Le case di edilizia sociale sono destinate a nuclei familiari e giovani coppie a
basso reddito, anziani in condizioni economiche svantaggiate, studenti fuori
sede, sfrattati e altri soggetti in situazioni difficili.
«L’edilizia, un tempo settore trainante
dell’economia lucana – spiega Berlinguer – potrebbe tornare a giocare, se opportunamente rivista e resa compatibile
con l’ambiente, un ruolo rilevante per la
Basilicata. Per i cittadini di Matera, in
vista dell’appuntamento del 2019 come
Capitale europea della Cultura, ci sarebbero più servizi e strutture migliori. Ma
questo progetto – conclude – è importante anche perché potrebbe assicurare un
tetto sulla testa a famiglie che non se lo
possono permettere. Un vantaggio su
più fronti, dunque, caratteristica dei
programmi della Rivoluzione Infrastrutture».
Berlinguer:
«Tassello
degli sforzi
regionali»
La passata edizione del Presepe Vivente
Riconoscimento nell’ambito della festa per i 20 anni del periodico “Vita”
Premio all’Happy Forum di Milano
per il Consorzio Città Essenziale
Il Consorzio “La Città Essenziale”, ieri a Milano nell’ambito all’evento “Happy Forum” nel Salone degli Affreschi dell’Umanitaria organizzato da “Vita”
per i suoi 20 anni, è stato premiato per il progetto “Energia
Solidale Plus”. L’evento, presentato da Alessandro Sortino,
è stato trasmesso dalle 17 in poi
su Radio Sivà - webradio ufficiale di Avis e media partner
della premiazione.
« Invece di guardare a noi e ai
20 anni che abbiamo vissuto scrivono i fondatori di Vita - abbiamo scelto di puntare i riflettori su 20 esperienze capaci di
aprire strade nuove per il futuro, che aumentano il grado di
benessere e di felicità delle comunità in cui operano, realtà
che siano state capaci di battere
strade nuove, di crearsi spazi di
mercato sociale, di generare opportunità di lavoro, di dare ri-
sposte a bisogni rimasti ancora inespressi.
Come dice il titolo, sono quelle realtà imprenditoriali o organizzative, che hanno
battuto la crisi avendo
avuto il coraggio di
cambiare paradigma».
Questi i numeri di
Vita: 36mila copie del
magazine distribuite
202mila utenti unici/mese per Vita.it. In
tutto 80 editorialisti Pino Bruno del Consorzio Città essenziale
sui temi della sostenibilità sociale, ambientale ed eco- il 2004 si riconfigura come renomica, 64 organizzazioni na- dazione multimediale e il portazionali raccolte nel suo Comita- le Vita.it diventa presto un punto editoriale che rappresentano to di riferimento per l’informazione. La società editoriale in35mila realtà territoriali.
Una lunga avventura che ha tanto avvia anche un’attività di
visto Vita - si legge in una nota - consulenza per il non profit e
tra i primi organi di informa- per affiancare il profit nella
zione ad andare sul web. La re- realizzazione di progetti sociadazione negli anni tra il 2000 e li.
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Primo piano
MALA LUCANA
Mercoledì 10 dicembre 2014
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Nuovi particolari sulla cattura del melfitano Cassano
Inquirenti a caccia dei possibili fiancheggiatori
Un summit con il killer fuggitivo
Identificato l’uomo che era con lui durante il blitz nel ristorante: «E’ Vincenzo Di Muro»
di LEO AMATO
POTENZA - Erano a pranzo
in un ristorante nelle campagne di Bertinoro, nel cesenate, sicuri che nessuno li
avrebbe disturbati. Per questo il 24 novembre quando
la polizia ha fatto irruzione
li ha trovati ancora a tavola:
il killer melfitano del maresciallo Di Resta, evaso nel
2013 dal carcere di Porto
Azzurro; e Vincenzo Di Muro, compaesano, pluripregiudicato, considerato il capo indiscusso dell’omonimo
clan del Vulture.
E’ caccia aperta ai fiancheggiatori della latitanza
di Nicola Cassano, il 46enne
condannato a 38 anni per
l’omicidio del carabiniere,
che il 19 settembre del 1996,
a Pescara, l’aveva rintracciato con i suoi complici subito dopo la rapina a un rappresentante di gioielli.
E a giudicare dal primo
nome finito sul tavolo degli
investigatori lo scenario
che si apre ruota attorno ai
legami con i vecchi amici di
Melfi e dintorni. I vincitori
dalla faida coi rivali del clan
Cassotta, nonostante le accuse dei pentiti,
gli arresti e i
processi in corso.
Vincenzo Di
Muro (46) è il
fratello minore
di Angelo (49),
condannato a 30
anni in primo
grado per l’omicidio di Marco Ugo Cassotta, a luglio del
2007.
Scampato all’arresto per
l’ultimo agguato dello scontro tra le “famiglie” del Vulture, in cui è rimasto ucciso
Bruno Cassotta, a ottobre
del 2008, è stato condannato in primo grado a 14 anni
per associazione a delinquere di stampo mafioso e rapina.
Ma è da quasi vent’anni
che gli inquirenti sono sulle
sue tracce, che incrociano
anche quelle di altri personaggi di spicco del criminalità organizzata lucana, come il boss potentino Renato
Martorano, condannato in
via definitiva a 14 anni per
usura ed estorsione col metodo mafioso.
Di Muro è chi avrebbe acquistato da Martorano la
motocicletta che secondo gli
investigatori è stata utilizzata per uccidere Tiziano
Fusilli. Un omicidio per cui
l’anno scorso è arrivata una
sentenza di assoluzione per
il boss imputato. Ma i rapporti tra lui e Di Muro sarebbero riemersi a metà degli
anni ‘90, quando sono stati
coinvolti entrambi nell’operazione Penelope, la prima
grande inchiesta dell’antimafia in Basilicata.
Trasferitosi a Forlinpopoli negli anni succesivi, ad
appena una ventina di chilometri dal ristorante il Trebbo di Bertinoro dove è stato
scoperto in compagnia di
Nicola
Cassano,
a sinistra
Vincenzo
Di Muro
e il ristorante
dove ha
fatto
irruzione
la polizia
Nicola Cassano, Di Muro
non ha mai perso i contatti
con la sua terra.
Ma soltanto nel 2010 è
tornato nel mirino degli investigatori dell’Antimafia
lucana, grazie alle dichiarazioni di un pentito, Alessandro D’Amato, killer reo confesso di 6 persone, inclusi i
coniugi Gianfredi, trucidati a Potenza nell’aprile
del 1996.
D’Amato lo ha
accusato dell’omicidio di Ofelio
Antonio Cassotta, nel 1991: il
fratello maggiore di Marco e Bruno Augusto, che da allora l’avrebbero
giurata a lui e a tutti i loro ex
amici. Un omicidio per punire uno “sgarro” su affari
di droga che Cassotta pensava di gestire alle sue spalle .
Sempre D’Amato lo ha indicato come il mandante dell’agguato in cui è morto
Bruno Augusto. Ma per la
procura lui e il fratello Angelo, in carcere da dicembre
del 2010, avrebbero capeggiato un clan capace di infiltrarsi anche negli appalti
dell’amministrazione federiciana. Un capitolo tuttora
al vaglio degli agenti della
Squadra mobile di Potenza,
che nei mesi scorsi hanno
acquisito atti e delibere sui
lavori affidati dal Comune a
una ditta vicina al clan: la
Emilio Caprarella srl.
A ottobre proprio nell’ambito di questa inchiesta sono
stati notificati i primi avvisi
di proroga delle indagini ad
Antonio Caprarella, factotum dell’impresa ed ex consigliere regionale, e al sindaco in carica Livio Valvano.
Per loro l’accusa è di abuso d’ufficio, senza l’aggravante del metodo mafioso,
ma al vaglio degli inquirenti ci sarebbe già molto di più:
un filo rosso che unisce affari, politica e malavita. In
un’area dove la criminalità è
tornata a farsi sempre più
aggressiva. E anche questo
ormai non si vedeva più da
molto tempo.
Nel mirino
i rapporti
con i clan
del Vulture
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LA RICERCA DI FIBA CISL E SLP CISL
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Operazioni a rischio riciclaggio
Basilicata seconda per incremento
LA Basilicata (+69,6%) è la seconda regione, dopo il Molise (+85,2),
in cui si registra il maggiore incremento di segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio tra
il 2012 e il 2013, mentre tra il Centro e il Nord le percentuali sono in
diminuzione (così come il dato medio nazionale).
E’ quanto è emerso da uno studio realizzato dalla Fiba Cisl e dal
Slp Cisl su dati Bankitalia, presentato ieri nel pomeriggio, a Potenza, nel corso del convegno «La
normativa antiriciclaggio dal
punto di vista dei lavoratori».
In Basilicata nel
2013 le segnalazioni fatte, soprattutto da banche e uffici
postali, in relazione alle operazioni Il convegno di ieri a Potenza
sospette di riciclaggio sono state 626
(369 l’anno precedente).
In cinque anni le
segnalazioni in Basilicata sono aumentate del 700
per cento, passando dalle 78 del
2008 alle 626 del 2013. Nei primi
sei mesi del 2014 le segnalazioni
sono già state 294, «e per la seconda parte dell’anno non si prevedono grossi scostamenti dal dato del
2013».
E’ la provincia di Potenza quella
in cui si registra il maggior numero di segnalazioni: 237 contro 132
della provincia di Matera nel
2012; 420 contro 206 nel 2013;
184 contro 110 nel primo seme- o anomale», in gran parte operastre 2014. Nel potentino si regi- zioni in contanti (30,8%) e bonifici
stra anche il maggiore incremen- nazionali (22,9%) o esteri (7,2%)
to di operazioni sospette tra il per un valore complessivo di 84
2012 e il 2013 con il 77,2%, contro miliardi di euro, frutto di attività
il 56% registrato nella provincia illegali quali frodi fiscali, usura,
abuso di finanziamenti pubblici e
di Matera.
L’Unità di informazione finan- frodi in attività di leasing e factoziaria della Banca d’Italia nel 2013 ring. Lombardia, Lazio e Campaha controllato complessivamente nia sono le regioni dove si regicirca 64 mila operazioni «sospette stra, a livello nazionale, il mag-
In 5 anni
più 700%
di segnalazioni
alle autorità
gior numero di casi segnalati.
«La legge prevede che siano le
aziende a formare il personale in
materia di antiriciclaggio - hanno
detto i segretari regionali di Fiba e
Slp Cisl, Gennarino Macchia e Domenico Luglio - e questa formazione, tuttavia, avviene spesso attraverso corsi in auto-formazione, di
cui è dubbia la reale fruizione e la
concreta efficacia».
RASSEGNASTAMPA
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Economia Italia / Mondo
Mercoledì 10 dicembre 2014
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LAVORO «Evasione fiscale e corruzione: questi i veri problemi, non l’articolo 18»
Jobs act, la sfida di Cgil e Uil
Camusso e Barbagallo presentano lo sciopero generale di venerdì prossimo
ROMA - Cgil e Uil pronte per
lo sciopero generale nazionale di venerdì 12 dicembre,
di otto ore che coinvolgerà
tutti i settori (dalla scuola ai
trasporti), per chiedere al governo di cambiare verso davvero sulle politiche economiche e del lavoro. In piazza - in
questa inedita accoppiata
sindacale - scenderanno con
lo slogan «Così non va»sul
Jobs act, sulla legge di stabilità e sulla Pubblica amministrazione: tra le richieste, anche il rinnovo del contratto
del pubblico impiego, fermo
al 2009, e l’estensione del bonus degli 80 euro ai pensionati e agli incapienti. «Il governo cambi politiche e affronti
concretamente il
problema del lavoro e l’uscita
dalla crisi», afferma il leader
della Cgil, Susanna Camusso,
«ci sono tutti i termini» per
farlo. «Le motivazioni» dello
sciopero generale «restano
tutte in vita, purtroppo», sottolinea il segretario generale
della Uil, Carmelo Barbagallo, insistendo sul fatto che
«noi non abbiamo né amici,
né avversari: noi facciamo
scioperi per», cioè a sostegno
di proposte e cambiamenti:
«lo sciopero politico lo fanno
gli elettori quando non vanno a votare». Anche Camusso torna sulle ragioni della
protesta, evidenziando che
«non siamo dentro un dibattito ideologico, di schieramenti, noi abbiamo bisogno
di lavoro». E «se il governo tira dritto - avverte - noi continueremo» con la mobilitazione, anche attraverso iniziative giuridiche (non escluso,
come già annunciato, un ricorso in sede Ue contro il
Jobs act), «non ci rassegniamo». Camusso e Barbagallo
insistono sulla necessità di
rilanciare gli «investimenti
pubblici e privati», senza i
quali non aumenta neanche
l’occupazione, e su «una vera
riforma fiscale». Così come
chiedono «una vera lotta alla
corruzione», oltre che all’evasione ed ai costi della politica, perché altrimenti «questo Paese rischia di restare
ancora fermo», dice Barbagallo. “Vincolo strutturale
del Paese non è l’articolo 18
ma lo sono la corruzione e l’evasione», sottolinea Camusso. La premessa di entrambi
è che la legge di stabilità è ancora in discussione in Parlamento ed i decreti attuativi del
Jobs act vanno
definiti: “Per noi
la partita è ancora tutta aperta,
non è vero che
tutto è stato già fatto», afferma Barbagallo, tornando a
chiedere un confronto «con
Renzi, non con i ministri». Il
tema fondamentale, per il
leader della Cgil, è che «abbiamo troppo poco lavoro» e
che «se si vuole le risorse ci
sono». Barbagallo attacca le
«tutele non crescenti ma calanti» del Jobs act e sostiene:
«Altro che lavoratori di serie
A e B, siamo alla serie C, per
non dire alla Promozione», a
proposito delle «discriminazioni» che produrrà. «Le norme vanno cambiate», insiste
Camusso, perché «nonostante gli annunci, nella delega
non c’è alcun sfoltimento
della precarietà e invece c’è
un contratto di tutele che
non ci sono», in cui si parte
dalla premessa che «non condividiamo e cioè che tutto è
monetizzabile».
«Le tutele?
Sono calanti
non crescenti»
MERCATI IN ALLARME Listino giù del 12%, mai così male da 27 anni
Torna la paura per le elezioni in Grecia
Crollo record per la Borsa di Atene
Chiusura in forte ribasso anche per le altre piazze d’affari
In un giorno l’Europa ha bruciato circa 220 miliardi di euro
di MARCELLA MERLO
MILANO - La Grecia torna a far
paura. E a fare le spese del ritorno dell’incertezza politica nel
Paese, oltre alla borsa di Atene,
scesa in picchiata, sono gli anelli deboli dell’area euro, Spagna e
Italia. Il bilancio a fine giornata
sui listini del Vecchio Continente è di quasi 220 miliardi di euro
bruciati.
La seduta parte male per i timori sulla crescita dell’econo-
mia della Cina, legati alla stretta
sui bond accettati in garanzia
dalla Banca centrale cinese nelle
operazioni di finanziamento: l’idea di una politica monetaria
meno espansiva fa perdere a
Shangai il 5,43%. Ma il clima sui
mercati peggiora quando a sorpresa il premier ellenico, Antonis Saramas, avvia la procedura
per eleggere il nuovo presidente
della Repubblica, dove servono
quorum che l’attuale governo di
coalizione non ha. La decisione
apre in prospettiva
le porte ad elezioni
politiche anticipate con la prospettiva concreta di
un’avanzata
dei
partiti (Syriza in
testa) contrari all’austerità imposta
dall’Europa. E questo proprio all’indomani del sì dell’Eurogruppo
al
prolungamento
tecnico del programma di risanamento per superare lo stallo nelle
trattative tra governo e troika
(Fmi, Ue e Bce).
Le incertezze politiche fanno da detonatore alle vendite: il listino di
Atene crolla del 12,78%, peggior calo degli ultimi 27 anni,
con le banche in caduta libera
mentre il rendimento dei titoli
di stato triennali supera i decennali: segno che gli investitori vedono il rischio di non venir rimborsati sulle scadenza più brevi
rispetto a quelle lunghe. Il contagio si estende agli osservati
speciali dell’eurozona, Madrid (3,18%) e Milano (-2,81%). Qui
gli indici azionari scivolano di
pari passo con l’allargamento
degli spread rispetto al Bund tedesco: il differenziale del Btp in
particolare torna sopra soglia
130 punti base e chiude a 134,6
punti base.
Perdite superiori al 2% anche
a Parigi (-2,55%), Francoforte (2,21%) e Londra (-2,14%), complice l’andamento negativo di
Wall Street. Non rassicurano le
parole del commissario Ue agli
Affari economici Pierre Moscovici secondo cui «Samaras sa dove sta andando, credo che i mercati dovrebbero sentirsi più sicuri di quello che si sono sentiti
stamattina».
In tutta Europa soffrono soprattutto le banche (indice Dj
stocks -3%) ma le rinnovate tensioni offrono agli investitori il
pretesto per alleggerirsi anche
in altri settori. A Milano l’intero
listino chiude in rosso, salvo
Mediaset (+2,81 per cento) spinta dalla raccolta pubblicitaria a
novembre, (più sette per cento)
vista come un segnale (almeno
uno) di ripresa.
L’atrio della Borsa di Atene
LA CRISI I guai di Putin avvantaggiano gli automobilisti
Economia russa in difficoltà
Calano i prezzi del carburante
di ALFONSO ABAGNALE
ROMA - Russia con l’acqua
alla gola con i prezzi del petrolio in picchiata sui mercati internazionali, mentre
grazie ai minimi dei prodotti
petroliferi i carburanti segnano nuovi ribassi ai distributori. La Banca Mondiale
ha tagliato le proprie stime
di crescita per Mosca a -0,7%
per il 2015, avvertendo inoltre che il calo del Pil rischia
di essere ancora più pesante
se il petrolio dovesse rimanere a lungo sui livelli attuali,
ossia sotto i 65 dollari al barile. In quel caso il prodotto interno lordo russo scenderebbe dell’1,5% il prossimo anno.
E gli effetti del deprezzamento dell’oro nero hanno
costretto la Banca centrale
russa a spendere 4,5 miliardi di dollari la settimana
scorsa per comprare la propria valuta. Ma l’intervento
non ha dato i frutti sperati vi-
sto che la fase discendente
della divisa russa non si è arrestata, calando oggi a quota
54,26 rubli per un dollaro e
66,98 per un euro, riportandosi così vicino ai record negativi dei giorni scorsi.
Nel solo mese di novembre
il rublo ha perso quasi un
quarto del suo valore, paventando un’ondata di panico
tra i risparmiatori. In questo
quadro economico il tasso
sui titoli di Stato russi a 10
anni è volato oggi al 12,97%,
segnando i massimi da ottobre 2009 e obbligando Mosca
a cancellare l’asta di domani
per le «condizioni sfavorevoli di mercato», come ha spiegato il ministero delle finanze.
Intanto da Bruxelles l’Italia tende la mano al presidente Putin sulla vicenda South
Stream. «Noi riteniamo che i
margini per trovare una soluzione ci siano, quindi se la
Russia ripensa a questa decisione il terreno per un con-
fronto è aperto», ha dichiarato il viceministro allo sviluppo economico Claudio De
Vincenti dopo il Consiglio Ue
energia, ricordando che lo
stop al gasdotto è «una cancellazione da parte russa» in
quanto «noi riteniamo che ci
fossero le possibilità per trovare una soluzione nell’ambito del Terzo pacchetto Ue»,
anche in base a «proposte»
che la stessa Italia aveva fatto a Bruxelles.
I ribassi del petrolio sono
invece una buona notizia per
gli automobilisti. Ieri hanno
messo mano ai listini Eni (-1
cent sulla benzina, -1,5 sul
diesel); Esso (-1 cent sul diesel), IP (-1 cent sulla benzina,
-0,4 sul diesel).
Ennesimo calo per le medie ponderate dei prezzi tra
le varie compagnie in modalità servito, con la benzina a
1,672 euro/litro (-0,6 centesimi) e il diesel a 1,591 euro/litro (-0,9cent). Gpl Eni fermo
a 0,676 euro/litro..
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Secondo i dati diffusi mai così negli ultimi 10 anni specialmente al Sud
L’Istat: «Italiani in fuga»
NON HANNO PIÙ LA valigia di
cartone, ma gli italiani emigrano
di nuovo. L’anno scorso in 82.000
se ne sono andati a vivere all’estero, il numero più alto degli ultimi
dieci anni, in crescita del 20,7%
rispetto al 2012.
A fotografare il fenomeno è l’Istat nel suo ultimo report dedicato a Migrazioni internazionali e
interne della popolazione residente (anno 2013).
L’indagine rivela pure che l’Italia ha perso appeal anche per gli
immigrati: non solo nel 2013 gli
arrivi dall’estero sono stati il
12,3% in meno rispetto all’anno
precedente, ma il numero di stranieri che lasciano l’Italia è in aumento rispetto all’anno precedente (+14,2%).
Sebbene in calo rispetto agli anni precedenti, l’Italia rimane, tuttavia, meta di consistenti flussi
migratori dall’estero: la comunità straniera più rappresentata è
quella rumena che conta 58 mila
iscrizioni.
Seguono le comunità del Marocco (20 mila), della Cina (17 mila) e dell’Ucraina (13 mila).
Gli italiani che fanno i bagagli
scelgono come destinazione soprattutto i Paesi dell’Europa occidentale: Regno Unito (13 mila
emigrati), Germania (oltre 11 mila emigrati), Svizzera (circa 10
mila), Francia (8 mila), oltre agli
Stati Uniti (5 mila), ne accolgono,
nel loro insieme, più della metà. E
a emigrare sono in particolare
persone tra i 20 e i 45 anni, più uomini (57,6%) che donne.
Nel 2013 ben 13 mila laureati
sono andati a cercare fortuna oltreconfine.
Meta preferita il Regno Unito
(3.300 individui). A seguire Svizzera (2.400), Germania (2.000) e
Francia (1.600).
Al di fuori dell’Europa, i laureati italiani si recano soprattutto
negli Stati Uniti (1.400) e in Brasile (800).
In media, il 31% di chi emigra
SALUTE
Aumentano
i trapianti
+4% per rene
e fegato
Emigranti di un tempo
possiede la laurea, con punte del
35% e del 34% per chi si trasferisce, rispettivamente, negli Stati
Uniti e nel Regno Unito.
Il Report dell’Istat si è soffermato anche sulle migrazioni interne
all’Italia mostrando che persiste
una forte attrattività delle regioni Centro-settentrionali nei confronti di quelle meridionali: il
Nord-ovest ha catturato nel 2013
ben 99 mila arrivi contro 81 mila
partenze mentre il Nord-est e il
Centro sono stati oggetto, a loro
volta, di 71 mila e 75 mila arrivi,
mentre da queste ripartizioni sono partiti, rispettivamente, 57
mila e 63 mila persone.
Nelle regioni del Sud sono 99
mila i trasferimenti per regioni di
altre ripartizioni, non compensati dai 64 mila arrivi, mentre nelle
Isole si registrano 34 mila partenze e solo 26 mila arrivi. I trentenni e gli stranieri sono i più mobili sul territorio nazionale.
Libera: «In Ue si istituisca
una Procura anti corruzione»
IN OCCASIONE DELLA giornata
internazionale contro la corruzione Luigi Ciotti, presidente di Libera e di Gruppo Abele, si è recato a
Bruxelles, presso l’Europarlamento per lanciare l’agenda per
un Europa contro la corruzione e
il crimine organizzato. Al centro
della missione una serie d’iniziative con la partecipazione di eurodeputati, esperti e rappresentanti di
associazioni come Transparency
International.
L’agenda europea di Libera contro mafie e corruzione prevede sei
punti per ribadire un impegno costante in Europa sulla necessità di
costruire una rete sociale e impegnata per un modello di società al-
LEGGE DI STABILITA’
Consulenti, è allarme sgravi
300 mila posti in meno
LA LEGGE DI STABILITÀ 2015,
appena approvata dalla Camera
e ora al vaglio del Senato, rischia
di creare un grosso danno alla
già critica situazione occupazionale del nostro Paese. E’ quello
che denunciano i consulenti del
lavoro nel parere n.5/2014 della
Fondazione Studi, ribadendo
anche la necessità di revisione
delle regole sugli sgravi contenute nella nuova norma.
“Sono a rischio oltre 300mila
posti di lavoro nei prossimi tre
anni -stimano i consulenti del lavoro- visto che la manovra finanziaria contiene la soppressione
di una norma che potrebbe rivelarsi fatale soprattutto per gli
artigiani di tutt’Italia e per tutti
gli imprenditori delle regioni
del Sud. Gli sgravi previsti per le
assunzioni a tempo indetermi-
nato, nelle previsioni della legge
di stabilità (art. 12), andrebbero
a sostituire quelli previsti dalla
legge 407/90.”
Una sostituzione dannosa,
per i consulenti, che ricordano
come con la legge 407/90 siano
stati avviati “in questi 24 anni
alcuni milioni di rapporti di lavoro, particolarmente dagli artigiani su tutto il territorio e dai
datori di lavoro del Mezzogiorno
per i quali vige lo sgravio contributivo del 100%.” (segue)
(Adnkronos/Labitalia) - “Ove
non dovesse essere introdotta
nell’ordinamento una norma
che consenta di ottenere un impatto economico-sociale identico -si legge nel parere della Fondazione Studi dei consulenti del
lavoro- si avrebbero immediate
ripercussioni sui già pessimi li-
velli occupazionali. Lo sgravio
contributivo per i neoassunti (3
anni di esenzione dai versamenti Inps), infatti, è molto meno
vantaggioso delle previsioni della legge 407/90 che fino a oggi,
con varie modifiche, ha regolato
le assunzioni agevolate e che sarà abolita con la legge di stabilità.”
Attualmente tramite la legge
407/90 vengono avviati al lavoro
circa 130 mila lavoratori all’anno, nonostante il periodo di grave crisi. “In sostanza è al momento -osservano i consulenti
del lavoro- l’unico, o quasi, strumento normativo utilizzato che
produce occupati. La perdita
secca del prossimo triennio, in
assenza di identici vantaggi
contributivi, sarebbe dunque di
oltre 300 mila unità.”
ternativo, solidale e responsabile.
Ripartire dal contrasto concreto
alla corruzione tramite la piattaforma di Restarting the Future,
dalla proposizione di una direttiva
contro il Whistleblowing, dal monitoraggio per l’implementazione
della direttiva europea sul sequestro e la confisca dei beni al crimine organizzato, fino all’istituzione del 21 marzo come data europea per i famigliari delle vittime
innocenti di tutte le mafie, sottolineando l’esigenza di istituire una
Procura Europea e non dimenticando i reati ambientali e il riciclaggio di denaro come problemi
che attanagliano l’Unione Europea tutta.
Duemila progetti
per 1.300 miliardi
dalla Unione europea
OLTRE 2 MILA PROGETTI infrastrutturali
in tutta Europa, dal valore complessivo di
1.300 miliardi di euro. Sono i progetti individuati in via preliminare dalla Task force della Ue per gli investimenti, formata dalla
Commissione europea e dalla Bei, che oggi
ha pubblicato un rapporto sulle possibilità di
investimento nell’Unione europea. Di questi,
sono stati identificati progetti dal valore di
500 miliardi che potrebbero essere realizzati
nei prossimi tre anni.
I progetti dovrebbero rientrare nel piano
di investimenti da 315 miliardi di euro annunciato dal presidente della Commissione
Ue, Jean-Claude Juncker. I progetti al momento nella lista, spiega la Task force, non
hanno la garanzia di essere selezionati e altri
potranno essere proposti dagli Stati membri. In Europa, ha detto il vice presidente della Commissione europea con delega agli Investimenti, Jyrki Katainen, “ci sono enormi
esigenze di investimento e progetti validi che
potrebbero rilanciare la crescita economica e
aprire maggiori opportunità di lavoro.”
NANNI COSTA, intervenuto al convegno ’Un dono di vita
inestimabile. Il Trapianto», in corso alla
Camera dei Deputati,
ha osservato che l’inversione «di tendenza
rispetto agli ultimi
anni» è stata resa possibile soprattutto grazie «a un sistema diventato più dinamico,
grazie all’istituzione,
nel 2014 di un centro
operativo unico nazionale che mette in
relazione le diverse
esigenze regionali».
Uno dei dati più positivi riguarda l’aumento delle morti
neurologiche accertate, che rendono possibile il trapianto e che
nel 2013 sono state
2270, nel 2014 le
proiezioni parlano di
2317, ma, spiega l’esperto «possono ancora aumentare del
30%». «Troppo spesso
- ha proseguito il direttore del Centro nazionale trapianti - non
vengono fatte in rianimazione e il decesso
passa come arresto
cardiaco invece che
morte cerebrale. Farlo implica infatti una
procedura complessa,
che prevede un equipe
costituita da neurologo, rianimatore e medico legale. E attualmente sono molto
maggiori nel Settentrione. Il risultato è
che se in Italia la media è di 38,8 accertamenti per milione di
abitanti, nelle regioni
del Nord questa cifra
è sempre superiore, in
particolare la best
practice è quella Toscana con 82,6 accertamenti per milione,
secondo i dati in
proiezione al 2014. Al
Sud invece si arriva a
una media del 24».
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Sciopero indetto dalla Faisa Cisal e Uilm. La decisione: un tavolo tecnico permanente
Cotrab, in attesa del nuovo Piano
I dipendenti avanzano tre mensilità. Confermato il taglio di 700.000 chilometri
UN tavolo tecnico permanente
con Faisa Cisal e Uilm Trasporti per riuscire finalmente a trovare una soluzione alla vertenza Cotrab che sia condivisa.
Questo l’esito dell’incontro che
si è svolto ieri tra le sigle sindacali e il sindaco Dario De Luca a
seguito dello sciopero dei dipendenti dell’azienda che gestisce il trasporto pubblico in città
e che non percepiscono lo stipendio da tre mensilità.
Vertenza Cotrab significa lavoratori a rischio da un lato e
nuovo sistema dei trasporti
dall’altro, con eventuali ripercussioni anche sugli utenti.
Confermato all’incontro di ieri,
infatti, il taglio di 700.000 chilometri su gomma che potrebbero portare al licenziamento
di una cinquantina di lavorato- La protesta dei dipendenti del Cotrab davanti alla sede del Comune in piazza Matteotti (Mattiacci)
ri. Sebbene il sindaco abbia gadacati manderanno una lettera
rantito il proprio impegno afa Prefetto e azienda per sollecifinchè non vi siano modifiche
tare il versamento delle mensiall’organico esistente, pari a
lità arretrate. Altro nodo cru154 unità tra autisti e impianto
ciale, il bando di gara per la gemeccanizzato, Donato Colanstione del servizio. Pare che il
gelo, segretario generale Faisa
sindaco De Luca stia aspettanCisal continua a mantenere le
do delle risorse destinate ai trasue perplessità a riguardo: «Il
sporti dalla Regione Basilicata,
timore – afferma – è che le mosul cui effettivo trasferimento
difiche in atto al piano di esercisi dovrebbe avere conferma o
zio possano portare ugualmensmentita in un incontro nei
te a dei tagli. Ovviamente noi
prossimi giorni con il presidensindacati faremo di tutto affinte Pittella. Occorrerebbero alchè ciò non accada, i lavoratori
meno altri 4 milioni di euro che
non si toccano».
in aggiunta ai 4 già presenti
Su altre voci di corridoio sul- nostante il progetto iniziale che aveva caratterizzato il piano di nelle casse comunali e ai rele modifiche al sistema di tra- prevedeva la creazione di una esercizio nonché la decisione di stanti derivanti dagli incassi
sporto urbano, come addirittu- sorta di galleria adibita ad area far partire il servizio delle scale del pagamento dei biglietti non
ra la chiusura del ponte attrez- commerciale nel tratto in cui mobili a pagamento, ovvero metterebbero a rischio il servizato e delle scale mobili di viale ora è aperto, è un’opera che pro- l’intermodalità. Aldilà di ogni zio di trasporto urbano. Su un
del Basento, nessuna confer- babilmente non avrebbe alcuna congettura, è certa l’elabora- punto sembra che l’amminima. Se ciò dovesse accadere, speranza di recupero in caso di zione di un nuovo piano di eser- strazione non concederà deronon solo rischierebbero il posto chiusura: è facile credere che cizio, la cui bozza dovrebbe già ghe: non ci si potrà più permetdi lavoro molto di più di 50 di- nemmeno il più geniale archi- essere pronta nei prossimi tere di sostenere il costo del trapendenti ma la città di Potenza tetto riuscirebbe a partorire giorni per essere condivisa con sporto pari a 15 milioni d’euro
allungherebbe la lista delle ope- una nuova destinazione d’uso.
le sigle sindacali che ieri hanno l’anno. Il come sarà svelato con
re abbandonate e inutilizzabili.
Senza contare la messa in di- indetto lo sciopero. Sulla que- il nuovo piano di esercizio.
Anna Martino
Il ponte attrezzato, infatti, no- scussione di tutto ciò che a oggi stione pagamenti, infine, i sin-
LA SEGNALAZIONE
Caccia alla manolesta con tanto di cartello dell’ufficio di Polizia
Polfer, chi ha preso i 5euro?
“Benevolenza” tra colleghi, tolleranza zero per gli automobilisti
UN ladro si aggira negli uffici della
Polfer di Potenza? Parrebbe di sì, a
leggere il cartello messo in bella mostra in bacheca (e presto rimosso per
sottrarlo allo sguardo del cronista
ficcanaso).
Il cartello, molto gentile e indulgente, recita: chi ha prelevato cinque euro dalla cassa è pregato di restituirle. Questo il senso dell’invito
rivolto evidentemente a colleghi
(chi sennò?) responsabili della curiosa sottrazione. Una mano lesta di
leggera entità - forse il solito signore delle pulizie - probabilmente dovuta a una necessità momentanea.
E infatti gli agenti della Polfer non
se ne sono preoccupati più di tanto.
La stazione centrale di Potenza
Una leggerezza non punibile.
Molto accaniti, invece, a sorpren- alla stazione. Non è che alla stazione
dere in fallo gli automobilisti che di Potenza ci sia tanto da fare.
parcheggiano nel piazzale davanti
Due pagine del Quotidiano messi
al muro testimoniano vecchi interventi ed encomi. Ma le giornate da
queste parti passano lente, come i
treni perennemente in ritardo.
Dunque posto di blocco e richiesta di
patente e libretto a chi fa sosta vietata giusto il tempo per andare all’edicola o al bar.
La legge prima di tutto, non c’è
che dire. Dispiace che si verifichino
episodi di estrema intolleranza come quello di alcuni giorni fa. Pur vedendo un automobilista frettoloso
lasciare aperta l’auto con le chiavi
inserite non si sono preoccupati di
invitarlo gentilmente a fare presto
con la flessibilità del buon senso ma
l’hanno lasciato parcheggiare per
poi intervenire, ferrei. Tolleranza
zero. All’esterno. All’interno, tra
colleghi, grande sensibilità e disponibilità.
A VIETRI DI POTENZA
Appalto al cimitero
Arriva la Finanza
all’apertura delle buste
VIETRI DI POTENZA – Sta diventando una gara d’appalto maledetta quella per la concessione dei servizi cimiteriali del Comune di Vietri di Potenza: ieri finalmente, dopo i precedenti
rinvii, doveva essere il giorno per l’apertura delle buste contenenti le offerte presentate dalle cinque aziende
partecipanti.
Ma così non è
stato. Ad anticipare l’apertura dei
lavori sono
stati gli uomini
della
Guardia di
Finanza, che
si sono presentati nell’ufficio tecnico comunale mezz’ora prima dell’apertura delle buste. La loro “visita” si
è prolungata fino alle 13.40. Inutile
l’attesa dei rappresentanti delle
aziende: apertura delle buste rinviata
a venerdì 12 dicembre, ore 10.30. A
renderlo noto è stato il Comune sul sito internet e tramite avviso alle aziende. Ricordiamo che la gara è stata prima annullata per errori nel bando,
poi rifatta e il 19 novembre si è tenuta
l’apertura delle buste, poi sospesa per
alcuni problemi relativi alle offerte.
Poi la convocazione per ieri mattina,
ma con la sorpresa degli agenti della
Finanza, che in borghese hanno effettuato controlli per oltre tre ore. Sconosciute ad ora le cause del “blitz” della Finanza: probabile siano intervenuti a seguito di un ricorso.
Claudio Buono
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24
Potenza e provincia
Mercoledì 10 dicembre 2014
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Nell’antico borgo medioevale tante iniziative dal 13 dicembre fino all’Epifania
A Brienza “Armonie natalizie”
Musica, teatro, mercatini ed enogastronomia per promuovere il territorio
BRIENZA - Si chiama “Armonie natalizie” il programma di iniziative organizzate nel borgo medioevale burgentino.
Dal 13 dicembre sinoall’Epifaniatanti
gli appuntamenti: dai “mercatini di natale” al teatro sino alla grande musica.
«Un appuntamento di straordinario
valore simbolico nel nostro centro storico” ha detto il sindaco Donato Distefano
- sia in occasione delle festività Natalizie e sia di fine e inizio anno. Gli obiettivi e le finalità dell’evento sono molteplici.In primis la valorizzazione anche in
occasione delle festività Natalizie delle
nostre bellezze architettoniche, monumentali e paesaggistiche, che rappresentano un mix vincente e un momento
di richiamo turistico/ricettivo anche
nei mesi invernali».
Per l’assessore alla Cultura Angela
Scelzo, «il progetto Armonie Natalizie è
stato ideato per dare nuovi input alle attività culturali della nostra Città attraverso innovativi strumenti di promozione e valorizzazione delle ricchezze
storico-monumentali in loco. A dare
linfa all’innovativo progetto vi è ilprotagonismo delle associazioni e dei giovani. Musica, teatro, animazione, prodotti di eccellenza ed enogastronomia
diventeranno il fulcro di un’azione strategia di sviluppo locale ancorata alla cultura ed alle tradizioni
della nostra Città in
una location unica come quella del borgo
medioevale».
L’obiettivo è quello
di dar vita a un modello di micro economia
locale che tramite il
recupero di eventi,
tradizioni, animazione e appuntamenti
culturali e religiosi si
propone di rendere
fruibile il nostro centro storico, il Borgo
medievale, il castello
Caracciolo, luoghi di
straordinaria bellezza e suggestione. Un’
idea progetto che ha il
grande merito di tenere insieme tradizioni, cultura, religiosità, un connubio di
Il castello di Brienza
straordinaria esclusività che richiama fede, folclore e identità locale fattori che sono ancora i veri
valori e la vera forza dei nostri piccoli
comunità e dei nostri centri montani di
Basilicata.
«A Brienza finalmente nasce un appuntamento caratterizzante per le festività natalizie.Nasce grazie all’impegno
dell’amministrazione Distefano», ha
detto l’assessore al Turismo, Antonio
Sabbatella.
Immediata la risposta avuta dalle numerose attività del territorio , tant’è che
non vi è stata alcuna difficoltà nel riempire gli stand e le postazioni messe a disposizione. «Ritengo che il progetto armonie natalizie e gli annessi mercatiniha concluso Sabbatella - possano nel
tempo caratterizzare Brienza ma anche
tutto il Melandro».
“Armonie Natalizie”raccoglie nove
appuntamenti di diversa collocazione
grazie al contributo del Gal CSR Marmo
Melandro.
Si parte il 13 dicembre con il teatro
amatoriale “Non è vero ma ci credo” a
cura degli “Amattori” per arrivare ai
tre mercatini previsti nelle domeniche
di dicembre dopo l’Immacolata (14, 21 e
28) con espositori, animazione, concerti e “il presepe vivente” fino ad arrivare
al Concerto della Corale di Satriano, de
“I Filarmonici” di Montescaglioso e
“Pro-Tango” di Astor Piazzolla. Spazio
anche ai libri con la presentazione de “Il
Totem Nero”.
Sarà possibile, altresì, visitare il borgo con le guide del luogo.
Immediata
la risposta
delle attività:
assegnati tutti
gli stand
POTENZA
Sabato prossimo
il coro dei Bambini
di Santa Lucia
POTENZA - Una festa dedicata soprattutto ai bambini quella organizzata per il prossimo 13 dicembre a
Porta Salza. La manifestazione rientra tra le iniziative del programma
degli eventi natalizi, organizzati dall’assessore alla Cultura del Comune
di Potenza Margherita De Francesco,
in collaborazione con la Congrega di
Santa Lucia, che ha dato vita al recupero storico della Festa. Tale iniziativa ha visto alcuni Istituti Comprensivi impegnati nella ricostruzione della
festa e nella ricerca sulla vita della
Santa. La manifestazione finale che si
terrà il giorno 13 dicembre 2014 prevede l’arrivo dei Bambini del Coro di
S. Lucia alle 16.30 sul sagrato della
chiesa d i San Rocco da cui muoverà la
sfilata che percorrerà corso Garibaldi
fino a piazza 18 Agosto e continuerà
per corso Umberto I, proseguirà per
Santa Lucia e si concluderà in piazza
Mario Pagano Esibizioni del Coro dei
Bambini di S. Lucia: sono previste alle
17 sul sagrato della chiesa di San Rocco e alle 18 in piazza 18 Agosto. Infine
alle 19.30 in piazza Mario Pagano.
Il cartellone delle iniziative
LAGOPESOLE Il castello diventerà un villaggio accogliente
Un albero di Natale in piazza
realizzato con bottiglie di plastica
LAGOPESOLE - Un albero di Natale
speciale, attento all’ambiente. L’amministrazione comunale di Avigliano e la Pro Loco Castel Lagopesole,
hanno così voluto realizzare per Natale 2014 un
albero formato da migliaia di bottiglia di plastica riciclate.
L’Albero dal titolo “Tredicimilagoccedacqua” posta in piazza Federico II è
stato inaugurato lo scorso
8 dicembre. L’idea progettuale ha inteso unire diversi scopi: quello ambientale, il riciclo creativo della plastica, quello solidate, la raccolta dei
tappi per progetti di sostegno benefico, e quello turistico, creare un’at-
trattiva nel periodo natalizio che possa essere da richiamo per tutti coloro
che vogliano trascorrere un fine settimana nel borgo federiciano.
Il progetto ha visto il
coinvolgimento di professionisti, di numerosi volontari e oltre che dell’intera comunità di Castel
Lagopesole anche di altre
realtà territoriali che si
sono adoperati per oltre
un anno alla raccolta delle bottiglie e negli ultimi mesi al loro
assemblaggio per costruire quest’opera alta oltre otto metri e larga quattro con un effetto cromatico che dal
bianco giunge alle tonalità dell’azzurro. Per tutto il periodo delle festi-
Per i piccoli
letterine
e gnomi
vità
natalizie,
inoltre, il Castello
di Lagopesole con
il Museo Narrante
de “Il Mondo di Federico II” apre le
sue porte con una speciale offerta,
50% di sconto sul costo del biglietto
intero, per trasportare i visitatori in
un mondo al confine tra storia e leggenda. Fino al 6 gennaio, per le cure
del “Circolo Il Falco”, si trasformerà
in un vero e proprio villaggio natalizio da vivere nella calda ed accogliente atmosfera del Natale: musica, mercatini, intrattenimento, giretto sul
carretto trainato dalle renne di Babbo
Natale e consegna letterina nella casetta degli gnomi.
La
locandina
che
pubblicizza
l’albero a
Lagopesole
Le strutture realizzate con materiali da recupero da tutta la comunità
Le luci speciali di contrada Giuliano
POTENZA - Sono davvero belle le
strutture luminose realizzate a contrada Giuliano, a pochi chilometri dal
capoluogo. Sorprendenti strutture luminose, fatte con materiali da recupero, sono state realizzate da bambini,
ragazzi e adulti
della
comunità:
supportati dall’associazione culturale no profit “Persona Libera” hanno creduto al progetto con impegno
e attenzione. «L’obiettivo primario –
ha spiegato il capogruppo del Movi-
mento 5 Stelle in Consiglio comunale
Savino Giannizzari – è stato quello di
recuperare e riciclare materiali inquinanti, tossici e di difficile smaltimento: da bottiglie di plastica lavorate e dipinte sono sbocciati fiori luminosi,
pneumatici hanno dato vita ad animali, bicchieri di plastica hanno dato forma ad un pupazzo di neve. Un riciclo
creativo che fa da sfondo a un vero e
proprio momento di riflessione e condivisione sociale e culturale. Ci si augura si possa migliorare e proseguire
nel tempo illuminando e rallegrando
tutta la contrada e non solo, magari il
prossimo anno adottando un vicolo
del centro storico», conclude il consigliere Giannizzari.
Le luminarie a contrada Giuliano
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Potenza e provincia
Mercoledì 10 dicembre 2014
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ACERENZA Il vincitore: « Quando l’ho saputo non ho dormito per tutta la notte»
Il “Re Panettone” è lucano
Vincenzo Tiri si è aggiudicato il titolo a Milano nell’iniziativa di “Gazza Golosa”
ACERENZA - Ha sbaragliato curo che il panettone arrivasse in
l’agguerita concorrenza. HA Gazzetta l’ho mandato a Milano
“fatto fuori” nomi prestigiosi del- su un autobus. Un amico è andato
la pasticceria italiana. E alla fine a ritirarlo alle 6 del mattino ma i
ce l’ha fatta. Vincenzo Tiri, mae- vostri uffici erano ancora chiusi.
stro della “materia” di Acerenza, Ha perso un’ora di lavoro però
ha sfornato il panettone italiano quando mi ha assicurato che era
più buono. La manifestazione stato consegnato mi sono sentito
“Re Panettone” organizzata da felice». Vincenzo lavora nella pa“Gazza Golosa” - giunta alla se- netteria--pasticceria di famiglia,
conda edizioma ha sempre
ne - ha visto il
avuto il pallino
trionfo
del
del panettone
trentatreenne
ed ha studiato
acheruntino.
alla scuola dei
Lo scorso angrandi maestri.
no ha vinto
«Ero piccolissiPepe (di Salermo, quando la
no) davanti al
zia Caterina si
braa Maurizio
presentò per le
Bonamomi
feste natalizie
che
questa
con un Galup.
volta si sono
Rimasi incantadovuti acconto e giurai a me
tentare rispetstesso che da
tivamente del
grande il panetsecondo e del
tone
sarebbe
terzo posto.
stato la mia speLa giuria
cialità. Ho fatto
che ha giudi- Vincenzo Titi con il panettone vincitore
poi un corso al
cato i panettoCast di Brescia
ni era formata
con Achille Zoia
da “Stanislao Porzio, ideatore e Iginio Massari e ho lavorato per
della rassegna o Paolo Marchi e 5 mesi come aiutante da Rolando
tre chef come Giancarlo Morelli Morandin che mi ha insegnato la
(del Pomiroeu), Alessandro Ne- tecnica di mantenimento del liegrini (il Luogo di Aimo e Nadia vito madre. Per i miei panettoni
dove cucina con Fabio Pisani) e uso solo ingredienti d’eccellenza,
Cesare Battisti (del Ratanà). La faccio la tripla lievitazione per olgiuria ha analizzato l’aspetto tre 40 ore e la particolarità che caesterno e interno, il profumo e il ratterizza il gusto sta nelle scorze
gusto. Il giudizio degli esperti è di arance di Tursi che candisco
stato quasi unanime.
personalmente. Il fatto che il mio
«Dopo averlo saputo non ho Panettone sia piaciuto così tanto
dormito per tutta la notte, ci tene- mi riempie d’orgoglio e mi fa penvo moltissimo - ha detto Vincenzo sare che a volte credere nei sogni
Tiri a Gazza Golosa - Per essere si- ha davvero un senso».
GENZANO DI LUCANIA
Assemblea dei simpatizzanti del Psi con Valvano e Pietrantuono
«Puntare sui temi importanti»
Polemiche dalla platea
quando si è parlato di petrolio
GENZANO DI LUCANIA – Nei giorni scorsi il
consigliere regionale Francesco Pietrantuono è
stato invitato dai compagni di partito ad esporre
due proposte di legge che, a suo dire, se accolte
favorevolmente, potrebbero diventare realtà entro la prossima primavera. La prima riguarda
una sorta di sistema agroforestale centralizzato
che farebbe da inviluppo alla miriade di attività
già in corso e, mettendole a sistema, andrebbe a
coniugare l’esigenza di riassestamento del territorio con quella di una disponibilità più ampia di
posti di lavoro. La seconda, invece, verte su un tema di cui tanto si discute ultimamente: il reddito
di cittadinanza. Ebbene, l’idea socialista è quella
di rivedere un po’ la questione ed offrire un ‘reddito minimo di inserimento’ a fronte di un impegno lavorativo nei settori del sociale e dell’ambiente. E per fare questo – ha precisato Pietrantuono – «possono essere utilizzati i soldi del Fondo Sociale Europeo, una risorsa pensata appun-
to per compensare il fenomeno dello sfilacciamento dell’Economia, e non altrimenti utilizzabili». «Il nostro compito – ha ribadito il Consigliere Regionale, è quello di impegnarci su poche tematiche
importanti,
ma
in
maniera
approfondita e chiara, così come avevamo dichiarato in fase di campagna elettorale, avendo
ben presenti i due problemi-chiave di questa Regione: difficoltà di sviluppo e povertà demografica. Pietrantuono è stato presentato dal segretario cittadino Vito Quagliara. Ha invece concluso
il Segretario Regionale Livio Valvano. Erano invitati il Sindaco e gli esponenti di tutte le forze
politiche del paese. L’incontro è avvenuto il giorno successivo alla manifestazione di Potenza
contro il decreto ‘Salva Italia’, cosicché i toni si
sono un po’ alzati quando alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle (anch’essi regolarmente invitati
da Quagliara) hanno interrotto Pietrantuono
per chiedergli le ragioni del suo voto a favore della ‘non impugnazione immediata’: gli organizzatori erano del parere che il tema non fosse pertinente a quelli per cui il Consigliere si trovava lì a
discutere, senza aver ancora terminato; i ragazzi
del Movimento, invece, ritenevano che tutto fosse collegato e non si poteva prescindere da una
questione di tale rilevanza. Non c’è stato modo di
accordare gli animi e questi ultimi hanno abbandonato la sala della biblioteca Comunale dove la
serata, con un pizzico di tensione, è continuata.
Valvano, nel concludere, si è rammaricato di non
aver avuto modo di ascoltare fino in fondo le problematiche emerse, soprattutto da parte di un
operaio della Sata che avevo preso la parola.
g. g.
Valvano
MARSICOVETERE Il primo cittadino sostiene che ci sono «problemi tecnici»
Iniziativa della Protezione civile
Costruzioni
antisismiche
Chiusura dell’impianto sciistico del Volturino, Massaro critica il sindaco Dibattito a Gallicchio
«Scandalose le parole di Cantiani»
MARSICOVETERE - «Scandaloso». Non usa mezze parole il presidente del Csail-Indignati Lucani Filippo Massaro. Al centro
della polemica le dichiarazioni
del primo cittadino di Marsicovetere che, in una dichiarazione
resa a “Il Quotidiano” ha sostenuto che «per problemi tecnici»
quest’anno degli impianti sciistici del Volturino resteranno
chiusi per l’intera stagione di
turismo bianco 2014-15.
«Dall’estate 2013 - spiega
Massaro - quando la fune dell’impianto di risalita, sostituita
solo qualche anno prima con
una spesa di 400 mila euro, è
stata tranciata da vandali, sono
trascorsi almeno 14-15 mesi, un
tempo più che congruo per garantire il ripristino della fune e
quindi la ripresa dell’impianto».
E aggiunge: «se l’Amministrazione Cantiani non è in grado di
garantire l’espletamento di una
gara di appalto in più di un anno
deve ammettere la propria incapacità e non trovare alibi di natura burocratica. Accadrà dunque che se arriva la neve anche
quest’anno non sarà possibile
sciare. La verità è che il turismo
non è più il motivo economico in
Val d’Agri dove tutto ruota solo
intorno al petrolio. Si preferisce
pensare ai pozzi perché più pozzi ci sono e più royalties possono
L’impianto sciistico
arrivare, mentre si abbandonano l’impianto di seggiovia lungo circa 1200 metri e la pista che
ha inizio dalla vetta del monte
Volturino (1836 m), si snoda
lungo le pendici della montagna
contornata da boschi e ruscelli,
sino a raggiungere il traguardo
posto 450 metri più in basso, per
un totale di circa 2600 metri».
Per Massaro «al disinteresse
per il turismo si aggiunge lo
sperpero di denaro pubblico.
Continuiamo a chiederci: quali
provvedimenti e quali rimedi intendono assumere la cosiddetta
Massaro
Area Programma della Val d’Agri che si trasformerà presto in
Unione dei Comuni e la Regione
? E ancora perché il famoso itinerario delle nevi, progetto rivolto a tutte le località di “turismo bianco”, quindi oltre al Volturino, Lagonegro e Lauria,
Viggiano e Sellata-Pierfaone,
per il quale sono stati investiti
dagli anni novanta ad oggi decine di milioni di euro, è ridotto ad
un semplice sito web www.sciareinbasilicata.it ? Se si vuole
realizzare veramente una svolta
nella promozione e nella gestio-
ne di impianti e strutture del turismo invernale – è la proposta
del Csail-Massaro – diventa necessario istituire un organismo
snello ma efficace che si occupi
solo di questo, vale a dire un comitato misto formato da operatori privati ed enti (Regione,
Provincia di Potenza, Comuni
interessati, Apt) senza quindi
prevedere nuove spese, con l’obiettivo di sovrintendere e coordinare ogni azione per la stagione invernale che si riduce a scarse presenze nel Parco Nazionale».
GALLICCHIO - “Il Terremoto in tutte le lingue.” E’ il tema dell’evento che si svolgerà
venerdì 12 Dicembre alle ore 18, nei locali
del tetro comunale del paese. Un’iniziativa
organizzata organizzato dalla sezione locale del Gruppo Lucano di Protezione Civile in collaborazione con il CSV (Centro Servizi Volontariato Basilicata) e rivolto alle
popolazioni locali. Obiettivo portare la
“Protezione Civile in Famiglia.” Il programma, dopo i saluti del sindaco Antonio
Salerno, proseguirà con gli interventi del
presidente del CSV, Leonardo Vita e del
presidente Del Gruppo Lucano, Giuseppe
Priore. Sarà poi la volta dell’ingegner Giuseppe Gesualdi il quale, attraverso la proiezione di slide e filmati spiegherà l’importanza delle costruzioni antisismiche. Le
conclusioni saranno affidate al presidente
del Gruppo gallicchiese, Salvatore Bruno,
il quale sin dalla fase dell’invito alla partecipazione alla cittadinanza, coglie l’occasione di ricordare che: «nelle abitazioni di
un’area a rischio sismico come la nostra si
ospita oggi anche i moliti che fuggono da
altri pericoli quali le guerre. Di qui la scelta
di Istruzioni in tutte le lingue. A Tal fine si
è preparato, per essere distribuito, un vademecum dove a fianco dell’Italiano trovano spazio lingue quali quelle Araba, il Rumeno e altre. Perché si raggiunga – ha
chiosato - i tanti ospiti che, anche grazie alla Città della Pace, abitano in pianta stabile
i nostri ambienti e territori». Lo spunto è
l’evento sismico ma, come giusto che sia,
completano il vademecum tutti gli altri
eventi e calamità ove la Protezione Civile
interviene.
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VULTURE
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RIONERO IN VULTURE Consiglio territoriale del sindacato dei metalmeccanici
Fiat: la Uilm promette battaglia
«Vogliamo sapere quale futuro si prospetta per la linea della Punto»
RIONERO - Jobs Act, Fiat ma anche i casi della SiderPotenza e
Italtractor. Sono solo alcuni degli
argomenti che sono stati trattati
nella giornata di ieri nel primo
Consiglio territoriale.
L’incontro si è aperto con la nomina di Vincenzo Tortorelli quale
Presidente del Consiglio Regionale dei Metalmeccanici della
Uilm di Basilicata.
Una scelta nel segno della continuità, «perché - è spiegato in
una nota del sindacato - il cambiamento come lo intende la Uilm
non è rottura con il passato ma
quel cammino di crescita che ha
portato la nostra organizzazione
ad un alto profilo».
Il segretario regionale Marco
Lomio, nella sua relazione, ha offerto alcuni spunti di riflessione.
Partendo dal congresso nazionale e dalla elezione di Barbagallo, ha colto l’occasione per ribadire «la natura che caratterizza la
nostra organizzazione, da sempre e nel corso degli anni, una natura improntata al dialogo e alla
L’assemblea di ieri mattina
contrattazione. Fare Sindacato
vuol dire fare proposte concrete
ed assumersi la responsabilità di
portarle avanti mettendoci la faccia, come in questi anni ha sempre fatto la Uilm, soprattutto in
Basilicata».
La realtà regionale del sindaca-
GENZANO DI LUCANIA
In ricordo
di Michele Ciola
GENZANO DI LUCANIA – Era il 20 dicembre
del 1926 e Michele Ciola
aveva 24 anni. Orgoglioso di appartenere all’Arma dei Carabinieri, con
un fervore che, a quell’età, se si accende non lascia spazio a nient’altro.
Era di stanza a Pegli,
centro non molto lontano da Genova, e proveniva da Genzano, un paese
molto più lontano di
quanto possa esserlo
adesso, perché le distanze non si misurano soltanto in chilometri. Le
piaghe della Grande
Guerra erano ancora
rosse, ma nel futuro brillavano sogni di vita. Non
appartenevano a lui:
quella sera interpose il
proprio corpo fra un
proiettile e una donna,
mutando in un attimo i
destini di entrambi, con
una sferzata istintiva di
volontà che nel lessico
usuale (suo e dell’intera
Arma d’appartenenza) si
traduce come ‘senso del
dovere’.
Vincenzo Guglielmucci già aveva accennato a
questo estremo atto di
eroismo in una delle sue
ultime
pubblicazioni.
Ora, in occasione del Bicentenario della fondazione dell’Arma dei Carabiniere, con Michele
Marotta (ex Dirigente
Scolastico dell’“Majorana”, dove egli insegna)
ha scritto un intero opuscolo dedicato alla figura del giovane carabinie-
re.
La cerimonia prenderà avvio alle 16 di domani al Cimitero, con la deposizione di una corona
ai piedi della lapide di
Michele Ciola (dal 1928
Medaglia d’Argento al
Valor Militare) e riprenderà al liceo, con l’intitolazione allo stesso dell’Aula del Laboratorio
Scientifico; quindi proseguirà nell’Aula Magna con un incontro volto a ricordare la figura
di Ciola nell’88esimo anniversario della sua
morte.
Saranno presenti il
sindaco Rocco Cancellara, il vicesindaco Viviana Cervellino ed alcuni
esponenti di spicco dell’Arma: il Generale di
Brigata Vincenzo Procacci (Comandante di legione della Regione Basilicata), il Colonnello
Giuseppe Palma (Comandante della Provincia di Potenza), il Capitano Vincenzo Varriale
(Comandante della Compagnia di Venosa) e Il
Maresciallo Capo Angelo Calculli (Comandante
della Stazione di Genzano). Parteciperà all’evento anche una nipote
del giovane eroe, Michelina Ciola, nata dopo il
tragico incidente e battezzata con il nome di
quello zio che non fece
più ritorno nella sua terra d’origine, fra i propri
cari.
gia. gue.
tio è, infatti, «una realtà complessa», che Marco Lomio ha cerctoa
di delineare nella sua relazione,
partendo dallo stabilimento Fiat,
nodo cruciale del settore metallurgico lucano. «In questi anni
abbiamo - dice Marco Lomio - fatto
accordi per rilanciare l'industria.
L'investimento che Fiat ha deciso
di fare su Melfi, possono certamente considerarsi, anche una
nostra vittoria. Noi contrariamente a qualche altra sigla, ci abbiamo creduto e come dichiarato
nell'ultimo incontro con Fiat,
continueremo a batterci per capi-
re quale futuro si prospetta per la
linea della Punto. E continueremo a fare proposte concrete, come
l'istituzione della Consulta dell'Automotive, strumento a ns avviso in grado di porre in campo
azioni in grado di rendere la ns
regione appetibile per nuovi investimenti».
Ma la Fiat non è l'unico argomento, che merita attenzione da
parte della segreteria e il segretario Regionale.
«Pensiamo - è scritto nella nota ad Ansaldo Sts, Firema, Italtractor, SiderPotenza, e a tutte le
aziende che ci pongono emergenze pressanti, cui dobbiamo rispondere al meglio»
L’ultimo pensiero è allo sciopero generale del 12 Dicembre.
Dopo la relazione sono stati numerosi e partecipati gli interventi
dei delegati, «a dimostrazioneconclude il comunicato - che la
Uilm di Basilicata è un sindacato
forte che, riesce a coinvolgere e a
trovare nella partecipazione la
sua ragione d'essere».
RIPACANDIDA Ospite di una serata il cardinale Giovanni Battista Re
Tra gastronomia e tradizione
In una tre giorni i festeggiamenti in onore del santo patrono
RIPACANDIDA - Grazie ad un contributo di provenienza europea, il
piccolo centro del Vulture, tramite
l’amministrazione comunale, ha organizzato tre giorni di festa nel nome di San Donato, protettore del
paese. Tre giorni nelle quali si sono
svolti eventi religiosi (una fiaccolata
della Pace a 10 anni dal gemellaggio
tra il Santuario di San Donato con la
Basilica Superiore di Assisi) enogastronomici (allestimento di stand di
promozione dei prodotti del vulturemelfese) e spettacoli musicali e cabaret (della Cover Band Rino Gaetano
“La lana & l’amianto, del Trio “La Ricotta” di Potenza e di Antonello Costa). La festa è iniziata nella sala
consiliare del comune, con backstage e mostra fotografica (a cura di
Alessandro Guarino) sul film: Le ali
del destino“, la storia di Vito Sinisi,
l’eroe di Ripacandida, medaglia d’oro al valor militare, realizzata da Cinemart con la regia di Gianna Minetti (presente all’evento, insieme a
Vittorio Viscardi, produttore). Il resto della festa si è svolto nel piazzale
del Santuario di San Donato addobbato con le bellissime luminarie dei
fratelli Ascione di Camerota (Sa). Idi
rilievo il dipinto di Arte Sacra raffigurante San Donato tra San Francesco e San Donatello Autori, artisti
che lavorano con i Beni Architettonici della Soprintendenza di Napoli,Luciano Latorre, direttore artistico dei murales di Satriano di Lucania, S.Angelo le Fratte e Savoia di
Lucania che si è avvalso della collaborazione di Tiziana Bruno. Soddisfatto il Sindaco dott. Vito Remollino: «la festa di San Donato non si
esaurisce in questi tre giorni,nostra
intenzione è creare il percorso cittadino» la strada di San Donato” all’interno del paese. Un turismo religioso sulla vita e la storia di San Donato.Abbiamo realizzato 36 pannelli
sugli affreschi del nostro Santuario
che saranno portati in giro per l’Italia, si partirà da Matera,Capitale
della Cultura 2019 ( al convegno sugli affreschi era presente anche il
Sindaco Adduce) per arrivare ad Assisi. Sono fortemente convinto che
le risorse immateriali siano quelle
più autentiche e durevoli. Tra queste rientra la bellezza dei nostri affreschi, che rappresentano un capitale inestimabile per tutta la Basilicata». Per questo evento è stato invitato anche il Cardinale Giovanni
Battista Re, Prefetto emerito della
Congregazione per i Vescovi e Presidente emerito della Pontificia Commissione per l’America Latina.
Lorenzo Zolfo
Il cardinale insieme al sindaco
L’esercizio è guidato da Sergio
Melfi, 50 anni di attività
per il tabacchi “Cappiello”
Sergio davanti al
proprio tabacchi
MELFI - Il “tabacchi” Cappiello compie 50 anni. A gestirlo negli
anni ’60 è Lorenzo che lo
acquista dopo una vita di
lavoro a Caracas e Torino,
operaio alla
General Motors e Fiat.
Alla
sua
scomparsa
negli ’90 subentra il figlio Sergio
che lo conduce con passione, rinnovandolo, allargando l’attività e con una
sempre maggiore clientela.
f. c.
ACERENZA
Tutto pronto
per i mercatini
di Natale
ACERENZA- Acerenza, il
quarto borgo più bello d'Italia, ospiterà nei giorni 13 e
14 dicembre "I mercatini di
Natale 2014" che unirà tradizione, artigianato, innovazione e divertimento richiamando turisti da ogni
parte della regione. La Pro
Loco "Città Cattedrale" e
l'Associazione
Culturale
"Acheruntia", organizzatrici
dell'evento, hanno cercato
di promuovere la realtà dell'artigianato locale invitando alla manifestazione professionisti acheruntini ma
anche diverse attività commerciali provenienti da varie cittadine lucane.
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LAGONEGRESE
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SANT’ARCANGELO Acquisita la documentazione nell’Ambito territoriale numero 3
Controlli per i furbetti della caccia
Il caso: risiedono in altre regioni ma chiedono il tesserino in Basilicata
SANT’ARCANGELO
–
Controlli ai furbetti della
“caccia”.
Per andare a caccia è necessario essere muniti del
tesserino venatorio rilasciato dal Comune di residenza, tale tesserino consente di controllare la
quantità delle specie cacciate ed è valido per tutta
la stagione venatoria.
Dall’elenco delle domande delle persone residenti
in Basilicata e provenienti
da altre regioni qualcosa
non torna.
Sembrerebbe che diverse persone native di Sant’Antonio Abate, Salerno,
Vico Equense, Angri, Bari, sono residenti a Sant’Arcangelo, Missanello,
Montemurro, Senise solo
per lo scopo di ottenere il
tesserino provinciale di
caccia per residenti e domiciliati in Basilicata.
Il regolamento prevede
agli A.T.C. sono ammessi
ad iscriversi di diritto i
cacciatori residenti e con
domicilio nella Regione
Basilicata.
A sinistra un cacciatore, sopra un fac simile del tesserino
Generalmente la residenza coincide con la dimora abituale del soggetto in un dato luogo, può
essere diversa dal luogo
eletto quale domicilio, poichè sovente capita (es. lavoratori autonomi/professionisti) che come domicilio venga scelto lo studio
professionale, mantenendo la residenza presso la
casa familiare. La dimora,
invece, coincide con il luo-
go in cui la persona abita o
permane, in un dato momento ed in modo non abituale.
Allora la polizia ambientale ha acquisito presso
l’Ambito Territoriale di
Caccia numero 3 di Sant’Arcangelo la documentazione dei richiedenti il
tesserino provinciale di
caccia dei residenti e domiciliati in Basilicata, per
approfondire alcuni re-
quisiti imposti dalla normativa per ottenere il tesserino provinciale venatorio.
Sembrerebbe che molti
risultano residenti in Basilicata solo per ottenere il
beneficio del tesserino ma
hanno dimora abituale altrove.
Addirittura sembrerebbe che quattro persone,
tutte appassionate di caccia in Basilicata, dichiara-
no la residenza o il domicilio nella regione Basilicata nello stesso paese e nella stessa via, quindi l’abitazione è condivisa da
quattro cacciatori campani.
La maggior parte dei
cacciatori campani, pugliesi e calabresi risultano
essere residenti in Basilicata ma poi di fatto esercitano la loro attività lavorativa nei loro luoghi di ori-
gine quale titolare di impresa edile, amministratore di condominio, titolare
di impresa per impianti
elettrici o addirittura chi
dichiara di risiedere in un
Comune della Basilicata
ma mai iscritto nel registro anagrafe di quel Comune lucano.
Per questi cacciatori
provenienti da altre regioni si potrebbe configurare
il delitto di truffa ai danni
dello Stato al cui patrimonio indisponibile appartiene la fauna e il delitto di
falso per avere ottenuto
un beneficio anche non
necessariamente di carattere patrimoniale.
Nella fattispecie la possibilità di cacciare per più
giorni rispetto a quelli
normativamente previsti
rispetto a permessi mensili, settimanali e giornalieri, in favore dei non residenti, tenendo conto dei
criteri di priorità: nativi in
Basilicata non più residenti nonché cacciatori
non nativi in Basilicata.
Emilia Manco
MOLITERNO L’associazione “Sankara” lo chiederà all’amministrazione
Una strada o la tribuna dello stadio
dedicata al calciatore Michele Andreolo
MOLITERNO - Michele Andreolo quando approdò giovanissimo al Club Nacional
de Futbol di Montevideo divenne subito una delle stelle
dello squadrone della capitale
uruguaiana e il
suo allenatore
provò a spostarlo
più
avanti nella
posizione. Ma
per lui l’area
di rigore era
troppo stretta
e piccola, «a
centrocampo – diceva - si respira». E così Miguel, come
lo chiamavano i suoi compagni e tifosi, ritornò al suo naturale ruolo di centromediano metodista che alternava
senza complessi a quello di
interdizione. Andreolo nacque nel 1912 a Dolores, a
due-trecento chilometri da
Montevideo da genitori italiani provenienti da Valle
dell’Angelo, in provincia di
Salerno. Nel 1935, senza che
nessuno in Italia avesse una
minima idea del suo talento,
fu acquistato dal Bologna
dell’indimenticabile presidente Dall’Ara. Bastò, però,
pochissime partite ad Andreolo per mettere in mostra
le sue doti, e non per caso divenne il leader di quella “sinfonia rossoblu” che riuscì a
fermare l’incontrastato dominio della Juventus e portare sotto la torre degli asi-
nelli ben quattro scudetti.
Andreolo era il mattatore del
centrocampo bolognese, un
maestro nel costruire il gioco e sui calci piazzati calibrava un destro
che metteva
in agitazione
non poco il
portiere
di
turno. Non
possente di
statura, tuttavia era fortissimo nel
colpire di testa e quando
si alzava da
terra sembrava che rimanesse sospeso in aria. Un giocatore di tale levatura non poteva non essere notato da
Vittorio Pozzo, l’allenatore
della Nazionale italiana entrata nella storia (e nella leggenda) per le due Coppe Rimet vinte nel
1934 e 1938.
Con la maglia
azzurra collezionò su 25
presenze 19
vittorie, 5 pareggi e una sola sconfitta.
Nella finale di
Parigi
del
1938 tra ItaliaUngheria (risultato finale
4-2) Andreolo
indossò la maglia numero
cinque e giocò, naturalmente, alla grande come sapeva
fare. Una altra storia, inve-
Il giocatore
di origini
uruguaiane
ha giocato anche
in Basilicata
ce, inscenò Miguel fuori dal
campo: amava la bella vita,
tirar notte e, da sangue caliente sudamericano che era,
non riusciva a trattenersi al
fascino del gentil sesso. Nelle piazze in cui approdò di fidanzate ed amanti ne andò
collezionando a bizzeffe. Mise la testa a posto solo quando si trasferì a Potenza dove
si sposò e gli fu data la guida
tecnica delle giovanile della
società del capoluogo lucano. Sul finire degli anni sessanta fu chiamato sulla panchina del Moliterno, il club
più antico di Basilicata insieme al Potenza, e anche qui
Miguel si fece notare per il
suo essere personaggio. Chi
fu sotto la sua guida ricorda
ancora oggi che la fama del
grande giocatore, il blasone
dell’ ex-campione del mondo
che si portava dietro mettevano
una
certa soggezione, ma era
una persona
squisita.
Quando arrivava per gli
allenamenti
e le partite
con la sua auto fuori serie
e vestito sempre all’ultima moda nel
centro valligiano lo guardavano tutti
ammirati. Rimase a Moliterno solo per una stagione poi
andò via, i pochi soldi che gli
passava la società non bastavano per mantenere moglie
e figli. Miguel Andreolo morirà a Potenza nel 1981 a sessantanove anni, sulla Stampa di Torino Ugo Locatelli,
anche lui azzurro ai mondiali del 1938, all’indomani della scomparsa dichiarerà: “E’
stato uno dei più grandi centromediani del mondo”. Un
re, un mastino, un lottatore
insuperabile della zona fu
Miguel Andreolo che se tirava un punizione poteva
“spaccare i paletti”, ma se lo
Sopra un’immagine da calciatore. Sotto qualche anno prima della morte
chiamavano a battere un rigore poteva farsela addosso.
La paura dagli undici metri
fu l’unico handicap di un
campione rimasto poi senza
imitazioni”. A Moliterno, intanto, l’Associazione Cultu-
rale Thomas Sankara presenterà all’Amministrazione Comunale una richiesta
per titolare ad Andreolo la
tribuna dello Stadio O. Venezia o una strada.
Mimmo Matrangelo
VAL D’AGRI Week end nel segno di NaturArte
Alla riscoperta del Parco
VIGGIANELLO - Sorgenti d’acqua, il
lago del Pertusillo, i borghi, il Parco Archeologico di Grumentum. Sono solo
alcuni degli ingredienti che faranno da
attrattore nel prossimo week end in un
viaggio nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano.
NaturArte non sarà solo natura e musica, ma anche artigianato e tradizioni
locali per immergere il visitatore nella
conoscenza della storia più antica e
suggestiva della Basilicata.
E se il Parco è natura, storia, cultura
può divenire anche impresa sostenibile, green e innovativa.Le manifestazioni si terranno tra Marsico Nuovo e Grumento.
Il taglio del nastro è previsto per le 10
con l’apertura Mostra Archeologica Il
Parco Archeologico di Grumentum e
l’Archeologia in Val d’Agri presso l’ex
Convento delle Benedettine (attuale sede del Parco) a Marsico. Da segnalare:
l’esibizione dell’arpista Giuliana De
Donno, viaggio musicale nel mondo
dell’arpa popolare alle 19 del 12 dicembre, l’esibizione di Giuliana Soscia & Pino Jodice Duet in “Sonata per luna crescente”, jazz for two keyboards, nella
meravigliosa cornice dell’Anfiteatro
del Teatro del Parco Archeologico di
Grumentum prevista per sabato alle
13. La kermesse si chiuderà domenica
alle 19 a Marsico con la Rassegna delle
Arpe Lucane con l’esibizione dei ragazzi della Scuola di Arpa Popolare di Viggiano, diretti dal maestro di Ensemble
Lincoln Almadala.
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MATERA
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“Michele la stoppa” fa parte della storia della città e attrae tutti soprattutto a Natale
L’emporio che fa tornare bambini
E’ quello di Vincenzo Morelli, fra pezzi per il presepe e piccoli capolavori
MATERA- C'è un momento, durante l'anno, in cui anche il delinquente incallito rinuncia alla
violenza, il ladro mette da parte
gli arnesi da scasso, la suocera
guarda con occhi indulgenti il
genero.
Il Natale mette da parte la nostra paarte peggiore e lascia che
emerga solo quella più docile, disponibile agli altri, e un po' anche a se' stessi.
Accade soprattutto nella fase
di preparazione a quello straordinario
evento che
è la nascita di Gesù.
Di questo
momento
fa parte a
pieno titolo il presepe
che,
con l'albero di Natale, diventa occasione
di recupero della tradizione e del
senso della famiglia.
A Matera, la realizzazione del
manufatto che descrive il percorso verso la Grotta della Natività e il villaggio vicino, non può
non passare dall'Emprio Morelli, in via delle Beccherie.
E' un piccolo, grande mondo
nel quale tutto diventa possibile.
Re Magi, contadine, pastori, animali, cesti
di frutta e
finanche
spighe di
grano, in
bella mostra nelle
vetrine
dell'unica, minuscola
stanza che compone il locale,
rendono creativi anche i più recalcitranti.
La piccola vetrina, semplice e
disadorna, prende vita con minuscoli vasi, utensili da cucina,
oggetti curati in modo incredibile nelle impercettibili caratteristiche. Dal manico del piccolo
vaso in terracotta, alla manovella che muove lo spremipomodoro per preparare la salsa in casa,
fino alle pentole e alle stoviglie.
La ricostruzione dei villaggi
In vetrina stoviglie
e utensili di casa
in miniatura
per la gioia dei piccoli
Vincenzo Morelli e suo figlio Emanuele all’interno
dell’Emporio e gli arredi natalizi in vetrina (f. Martemucci)
Il fondatore
del negozio
lo aprì nel 1883
vendendo canapa
popolari, incastonati nelle montagne, così prende vita affidandosi alla fantasia di chi la realizza. L'Emporio Morelli, nato nel
1883 (su iniziativa del nonno
Michele che portò nella città dei
Sassi per la prima volta la canapa e valse alla bottega il soprannome di “Michele La Stoppa”) è
ancora oggi un luogo nel quale
vorresti che il tempo si fermasse
per sempre a Natale.
Non c'è angolo libero, scansìa
vuota, scaffale senza vita, in
quella piccola stanza a ridosso di
via Del Corso dove lo struscio
della festa fa giungere il frastuono dei passi e della folla.
Entrare in questo emporio è
un viaggio a ritroso nel tempo
quando il muschio era l'odore
che impregnava le mani e la posizione dei pastori lungo il cammino dei Re Magi apriva discussioni lunghissime tra bambini e
adulti.
Morelli è anche commerciante
di una miriade di altri articoli,
stipati in modo quasi incomprensibile in uno spazio che
sembra lillipuziano, ma è a Natale che diventa luogo di pellegrinaggio anche solo per vedere il
volto felice dei bambini che da lì
non vorrebbero più uscire.
Con la semplicità di chi vive da
sempre quella magia, Vincenzo,
nipote di Michele Morelli, e suo
figlio Vincenzo servono i clienti
che entrano e ancora increduli
cercano di concentrare la loro attenzione su qualche oggetto in
particolare (spesso senza riuscirci immediatamente). Sono
loro le “guide” d'eccezione, gli
accompagnatori ideali di chi torna bambino e, varcando la soglia
per uscire, non veder l'ora che
sia di nuovo Natale.
Antonella Ciervo
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Cgil e Cisl commentano il documento di alcuni lavoratori del Consorzio di Bonifica
CRONACA
«Farneticazioni di chi non conosce il sindacato»
Trovato morto Rocco Orofino
«La nota non sottoscritta
pervenuta alle principali
testate locali da parte di un
indefinito gruppo di dipendenti del Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto, palesa il clima che si respira all’interno dell’Ente».
Lo scrivono in una nota
Marcella Conese (Flai-Cgil)
e Vincenzo Cavallo (Fai-Cisl).
«Se nella normale dialettica sindacale si deve ricorrere anche a mistificazioni
e tentativi di alterare il senso delle corrette relazioni,
non si è più in un contesto
sano, ma si sta travalicando il perimetro
della
chiarezza
e
della
trasparenza.
Le farneticazioni contenute nel
documento - csirvono ancora la Conese e Cavallo sono frutto di una scarsa
conoscenza del ruolo del
sindacato e di quanto in
materia
previsto dal
contratto collettivo
di settore.
E' così strano chiedere il
rispetto
delle
corrette relazioni sindacali
e l’avvio di un serio con-
fronto per il bene e l’efficienza del consorzio?
E' atto lesivo della libertà
di prendere decisioni del
Commissario e del Direttore Generale (a proposito.......dalla lettera sembra
che sia stato finalmente nominato un direttore generale) chiedere un preventivo confronto/ informativa
rispetto a decisioni che riguardano il personale del
Consorzio?
Se le decisioni prese dal
Commissario sono legittime e positive, perché temere il confronto?
ERA il volto sorridente che accoglieva all’ingresso della biblioteca provinciale. Rocco Orofino, benvoluto dipendente
della struttura a Palazzo dell’Annunziata, è stato trovato morto nel suo appartamento ieri, nel primo pomeriggio dagli
agenti della Polizia locale. Un amico dell’uomo, invitato a
pranzo a casa della madre, aveva lanciato l’allarme non vedendolo arrivare. I vigili del fuoco che hanno sfondato la porta,
lo hanno trovato riverso a terra morto probabilmente per infarto.
Il sospetto che fosse successo qualcosa, ha colto l’amico
che chiamandolo al cellulare sentiva il telefono squillare a
vuoto all’interno dell’appartamento.
La Flai e la Fai ribadiscono l’esigenza di ristabilire
un clima sereno, perché i
tentativi di destabilizzare
da parte di alcuni non fanno bene, in un momento
particolare per la vita dell’Ente, per il suo rilancio e
per il futuro occupazionale
di coloro che vi lavorano».
materaÉluedi.it
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MIGLIONICO Ospite di un suo caro amico, ha apprezzato tutta la Basilicata
Un giorno con Elena Sofia Ricci
L’attrice romana è rimasta incantata dal castello e dalla storia del Malconsiglio
MIGLIONICO - Un’attrice affermata, dal castello affascinata.
Un 8 dicembre particolare,
con vento gelido in un dì soleggiato, in cui gli animi si
sono riscaldati per l’inattesa
presenza fra le vie del borgo,
dell’attrice 52enne di origini
toscane, Elena Sofia Ricci.
Sembravano non credere
ai loro occhi, le tante persone
che si sono imbattute nel suo
sguardo, mentre intenta apprezzava della cittadina il
suo maniero. Un maniero al
quale l’ha condotta un suo
amico, romano d’adozione
ma miglionichese di nascita
e d’affetto. Il dottor Vito Corleto, conosciuto e stimato
gastroenterologo in un ospedale capitolino, ha voluto
omaggiare l’attrice di una
giornata da trascorrere nella tranquillità della sua amata Miglionico.
Una giornata in cui l’attrice non si è certo sottratta ai
numerosi click e selfie, dei
tanti giovani, che la ricordavano soprattutto per le innumerevoli puntate della serie
Tv su Canale5 de “I Cesaroni”, quando dal 2006 al 2011
è stata Lucia Liguori, moglie
di Giulio interpretato da
Claudio Amendola o Suor
Angela nella fiction su Rai1
“Che Dio ci aiuti”.
Un’attrice completa, il cui
esordio nel 1985 in un film di
Pupi Avati, le valse il “Globo
d’oro” come miglior attrice
rivelazione. L’ultimo suo
film è: “Allacciate le cinture”
di Ferzan Ozpetek, uscito
quest’anno. Affascinata da
Miglionico e dalle mura intrise di storia, del Malconsiglio, l’attrice, ha apprezzato
la Congiura tecnologica, che
le ha narrato quello che accadde a Miglionico nel 1485
quando i baroni si ribellarono al Re e furono poi trucidati. Elena Sofia, in compagnia
della figlia e di altri amici, oltre al castello, hanno potuto
apprezzare il polittico di Cima da Conegliano e la chiesa,
nella quale hanno partecipato alla funzione religiosa per
poi degustare piatti, rigorosamente miglionichesi, all’Hosteria del Malconsiglio.
«Una Basilicata che mi ha
stupito davvero con Matera e
i suoi Sassi e con l’accoglienza ricevuta e l’eleganza di un
piccolo borgo come Miglionico nel quale presto spero di
ritornare», ha detto.
Antonio Centonze
La Ricci con gli amici davanti la Chiesa Madre
L’attrice romana con un gruppo di fan davanti al castello
PISTICCI La segretaria di Cd sollecita la Regione a cavalcare l’onda
Distretto agroalimentare metapontino
Florio: «Si parla sempre più in rosa»
PISTICCI - «Il 35% di imprenditrici
nel Distretto agroalimentare del
Metapontino, con una tendenza alla crescita, secondo quanto riferisce l'indagine Red-Sintesi (Sole 24
ore), va decisamente oltre il dato,
sia pure positivo, di Unioncamere
sul tasso di femminilizzazione delle microimprese che vede la Basilicata, al 30 settembre scorso, con il
26,5%, occupare il secondo posto
della graduatoria per regioni, dopo
il Molise. Inoltre, l'agroalimentare,
specie per la buona presenza di
donne titolari di aziende agricole si
conferma, subito dopo il commercio, la prima attività imprenditoriale per le donne lucane».
A sostenerlo è Rossana Florio, vice segretaria regionale del Centro
democratico, riferendo che al 30
settembre scorso le imprese femminili registrate agli Albi delle Cciaa
di Matera e Potenza sono 15.839 su
poco meno di 60mila in totale e nei
primi nove mesi dell’anno circa
2mila donne lucane hanno avviato
una propria attività. «Se, dunque,
le donne mostrano di avere coraggio, determinazione e competenze
professionali per farsi strada nel
sistema produttivo, da noi il coraggio è maggiore per la mancanza di
alternativa di occupazione. La situazione della precarietà nella
scuola, di cui si parla in questi giorni, con la grande maggioranza di
donne insegnanti, è sicuramente
l’esempio diretto delle difficoltà di
lavoro stabile nella Pubblica amministrazione. Ma il coraggio non basta, e per questo è necessario mette-
ANGOLO DELLO SPORT Il nuovo acquisto a 5 stelle
Cantisani subito decisivo
nel match contro Rotondella
MIGLIONICO - Grande colpo in
esterna del Miglionico. Salutare
vittoria a Rotondella.
E’ stato il neo acquisto bianco
verde, il 23enne Luca Cantisani, terzo nella classifica capocannonieri l’anno passato, con i
biancoverdi del Rotonda, ed alla
sua prima d’esordio
con i bianco verdi
castellani, a far metter in cascina i primi 3 punti agli uomini di mister Mimmo D’Angelo, dopo
la lunga serie di 5
sconfitte consecutive. Cinque sconfitte, nelle cinque domeniche di novembre,
che avevano portato il presidente Mimmo Grande ed il ds Diego Battilomo, a cercare un attaccante di spessore in avanti
per concretizzare al meglio le
tante azioni che si confezionavano e non finalizzavano. Ed il
futuro dottore in Giurispruden-
za, ha sbrogliato subito la matassa, ripagandoli con una doppietta, nell’ultimo quarto di una
gara in cui il Rotunda Maris
non ci stava a soccombere, navigando già in acque non tranquille di classifica. E l’arrivo a
Miglionico del 31enne difensore Felice Varisco,
dal Gravina e Cantisani bum-bum dal
Rotonda Calcio, è
stata forse la goccia
che ha fatto propendere il quartetto di
Ferrandina composto da Michele Grieco, Fausto Dametti, Donato Pavese e Pietro Fraccalvieri, a ritornare nella cittadina aragonese forse per dare una mano alla
classifica precaria dei rossoblù.
Una scelta che sta inducendo
il Miglionico a tornare sul mercato per un centrocampista e un
attaccante da affiancare a Cantisani per provare a centrare al-
Un uomo
di raccordo
tra i fuoriclasse
meno l’obiettivo playoff che dista, vista la
classifica, 7 punti.
Una classifica che vede il Miglionico Calcio in settima posizione con 22 punti frutto
di 7 vittorie 1 pareggio e 6 sconfitte. 24 i
gol realizzati ma 25,
tanti i gol subiti, con
il 7-1 di Satriano che
ha pesato come un Grande e Cantisani
macigno, viste le quattro scon- ne Cantisani in bianco verde è
fitte consecutive seguite. La vet- stato l’artefice- vedere giocare
ta distante oltre 12 punti per ca- con naturalezza un calciatore
pitan Battilomo e compagni, ad come Luca. Grazie alla sue due
1 giornata dal termine del giro- spettacolari invenzioni si è riune d’andata, sembra obiettivo sciti ad avere ragione di un Roormai sfumato. Le cinque scon- tunda Maris che non voleva arfitte ne hanno irrimediabilmen- rendersi e ha venduto cara la
pelle fino all’ultimo minuto.
te compromesso l’aggancio.
Resta solo un miraggio con 2 Una vittoria che finalmente risquadre a braccetto in vetta. porta il giusto entusiasmo e la
«Una grande soddisfazione –di- voglia di provare a lottare per
chiarano all’unisono Grande e qualcosa in più della salvezza».
Centoducati, che dell’operazioa.ce.
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re in campo al più presto politiche
mirate che ne accelerino il percorso. Gli strumenti ravvicinati –aggiunge Florio– vanno ricercati nella nuova programmazione dei fondi comunitari 2014-2020 per sostenere le imprese femminili e in azioni per favorire il credito che continua a rappresentare la più pesante
palla al piede per qualsiasi donna
che voglia avviare un’impresa.
Sono indicazioni che devono servire al Governo regionale a rafforzare interventi e servizi per l’imprenditoria femminile e nello specifico per rilanciare il Distretto del
Metapontino che risente delle differenti crisi di mercato, delle calamità naturali e della carenza infrastrutturale da superare, ripeto,
con l'aeroporto di Pisticci, indipendentemente dal suo inserimento
nel Piano nazionale, al servizio di
turismo e attività produttive».
MONTESCAGLIOSO
Il libro di Potenza
sarà presentato
sabato nel chiostro
MONTESCAGLIOSO - L’Amministrazione comunale di Montescaglioso,
tramite l’assessorato comunale alla
Cultura e alle Politiche sociali, ha reso
noto che sabato, alle ore 19, presso la
Casa comunale, sarà presentato il libro
“Riflessi – Il viaggio di una mamma e di
un figlio speciale” (Falco Edizioni),
scritto da Geltrude Potenza. All’iniziativa, oltre all’autrice e all’editore, Michele Falco, saranno presenti il Sindaco della Città di Montescaglioso Giuseppe Silvaggi, gli assessori comunali
Maddalena Ditaranto (Politiche Sociali
e Cultura) e Angelo Eletto (Sanità), la
neuropsicomotricista dell’età evolutiva Rosa Fioriniello; Angelo Garbellano
(già Vice Presidente della Giunta Provinciale di Matera) ed il Vice Ministro
agli Interni, Sen. Filippo Bubbico. La
presentazione sarà moderata da Margherita Lopergolo. L’autrice, per diversi anni presidente dell’Ass. italiana
Persone Down di Matera, ha voluto ringraziare il titolare della Casa editrice
Falco per aver creduto nel suo operato.
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TRICARICO
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SALANDRA Vendita diretta di prodotti della filiera lucana. L’assessore Ottati soddisfatto
La Bottega Italiana è realtà
Inaugurato al Bar Basentum sulla Ss 407 il nuovo presidio di Coldiretti
SALANDRA - Da lunedì, la
provincia di Matera ha la seconda l’Isola della Bottega
Italiana e il Mercato di Campagna Amica a Salandra
Scalo, presso il Motel Basentum, attività volute e sostenute dall’assessore all’Agricoltura della Regione, Michele Ottati, e dal dirigente
del Dipartimento Agricoltura, Giovanni Oliva, che
intendono così contribuire
all’immagine di un territorio e del comparto agricolo,
favorendo la conoscenza
delle specificità dei suoi prodotti.
Presenti all’evento l’assessore Ottati, il sindaco di
Salandra, Giuseppe Soranno; il presidente della Provincia è sindaco di Grottole
Francesco De Giacomo; il
presidente regionale della
Coldiretti
Piergiorgio
Quarto; il presidente dell’associazione Agrimercato
di Matera Nicola Bruno e,
naturalmente i padroni di
casa, Vincenzo e Pietro, proprietari e gestori del Motel
Basentum.
La Bottega Italiana appartiene a pieno titolo alla
rete di Campagna Amica
promossa dalla Coldiretti,
rete fatta di Mercati, Punti
Campagna Amica, Botteghe e Ristoranti di Campagna Amica. La differenza
sta nella gestione, che non è
direttamente agricola: può
essere, infatti, sia un negozio di natura commerciale,sia un’Isola all’interno di
un negozio commerciale o
della distribuzione organizzata. Nella Bottega Italiana
si possono vendere i prodotti agricoli e italiani a marchio Campagna Amica e i
prodotti firmati dagli Agricoltori Italiani a marchio
Fai.
L’Isola della Bottega Italiana di Salandra Scalo è allocata all’interno del Bar
Basentum, ed occupa una
spaziosa e luminosa vetrina
nel locale; resterà aperta
tutti i giorni ad orario continuato. Il Mercato di Campagna Amica invece si terrà
tutte le domeniche sul piazzale antistante il bar e proporrà ai clienti vino, olio
extravergine di oliva e sottoli, conserve, salumi, formaggi e, naturalmente, ortofrutta di stagione. I turisti e tutti gli avventori potranno così acquistare le eccellenze della nostra Regione, qualità ad un giusto
prezzo, offerti dagli imprenditori aderenti alle Associazioni Agrimercato lucane.
«Partecipo sempre con
piacere alle iniziative che
mettono in risalto le nostre
eccellenze agroalimentari. ha affermato l’assessore Ottati- Da lucano auspico e
contribuirò ad un cambio di
passo nella gestione dei problemi e delle opportunità
dell’agroalimentare lucano, che passa attraverso le
reti, gli approcci di filiere.
Agricoltura, turismo, biodiversità, bellezza dei paesaggi… sono questi i veri giacimenti della Basilicata».
«Segno che la politica segue con interesse e simpatia
le nostre attività -ha com-
mentato Quarto- che vanno
nella direzione della promozione, della valorizzazione e
della vendita diretta dei prodotti dei nostri agricoltori.
La nostra organizzazione
pone al centro della propria
azione l’origine delle produzioni, la storia e la cultura
dei territori che le esprimono. Tanti sono gli imprenditori, soprattutto giovani e
innovativi, che in Basilicata, ma in tutta Italia, hanno
trovato un forte impulso al
loro lavoro superando la
crisi, e guardano con più fiducia al futuro grazie agli
sbocchi che la Rete di Campagna Amica offre ai loro
prodotti».
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Particolare della Bottega
L’inaugurazione dell’Isola Coldiretti a Salandra scalo
PISTICCI Tra motivi familiari e una vendita saltata
Tre episodi di violenza
risolti dalla Polizia di Stato
PISTICCI - Tre persone sono state coinvolte in litigi degenerati in aggressioni durante lo scorso weekend. A Marconia, una
Volante della Polstato ha trovato un uomo
che impugnava un bastone di legno col
quale minacciava l’ex moglie, alla presenza dei parenti della stessa e della loro figlioletta. L’individuo è stato immediatamente bloccato e disarmato. La lite era maturata nell’ambito di una situazione familiare disastrosa, fatta di maltrattamenti,
percosse e violenza anche psicologica. Ragioni che avevano spinto la donna a separarsi dal marito, con la minore affidata al-
Una sala dedicata a Paul Russotto
Oggi l’inaugurazione del presidio culturale per il maestro dell’espressionismo
La sede
resterà
aperta
per le visite
L’autoritratto di Paul Russotto
sta, Luca, e ha risolto in pochi mesi
i problemi logistici relativi alla sede
da dedicare alle 60 opere (dipinti,
collages, disegni) datate 19642012, che ripercorrono mezzo secolo di lavoro svolto nell'ambito della
“Scuola di New York” e della migliore ricerca formale americana.
Nato il 28 maggio 1944 a New
York, Paul Russotto si appassiona
alla pittura prima di compiere 16
Ricerca
dei geositi
nel Parco
la madre e il padre poteva vederla solo nel
corso di incontri protetti negli uffici dei
servizi sociali. L’uomo è stato denunciato
per il reato di minaccia, aggravato dall’uso della mazza dinanzi alla figlia minore.
A Pisticci, la Volante è intervenuta in un’abitazione dove da una lite, due soggetti
erano passati alle vie di fatto per una non
meglio precisata eredità. La terza denuncia è scattata da uno che diceva di essere
stato picchiato da un soggetto per motivi
derivanti da una “mancanza di rispetto”,
per la compravendita di un trattore non
andata a buon fine.
ALIANO Si è concretizzata la proposta del sindaco De Lorenzo per l’artista lucano
ALIANO - Sarà inaugurata oggi,
alle ore 18 nel Palazzo De Leo, adiacente Casa Levi, si inaugura la “Sala Personale di Paul Russotto”, interprete storico dell’espressionismo astratto americano e profondamente legato alla Lucania (sua
madre, Margherita
Sarli, era originaria
di Aliano), a Stigliano, dove vivono alcuni
parenti, alla città di
Matera, dove più volte
è stato ospite insieme
alla moglie Ellen, storica dell’arte che ha
collaborato
alle
“Grandi Mostre nei
Sassi”, a Castronuovo Sant'Andrea
dove, nel 2011, ha partecipato all’inaugurazione del MIG. Museo Internazionale della Grafica, donando alcune sue litografie e la matrice
di una xilografia.
Il sindaco, Luigi De Lorenzo, su
proposta dello storico dell'arte Giuseppe Appella, da anni impegnato a
ricucire l'identità culturale dei paesi lucani, ha accolto con entusiasmo la volontà del figlio dell'arti-
ACCETTURA
anni. David Endelman, suo insegnante delle Scuole Superiori lo incoraggia a iscriversi all’Art Students League di New York. Gli anni
'60 sono anni di cambiamenti, successi e incontri. Nel 1963 apre il
suo primo studio a New York; del
1965 è invece la prima personale a
Pasadena, patrocinata dalla sua
mecenate Mary Thomas. Sempre in
quegli anni conosce Ellen che di-
venterà sua moglie. Negli anni '70
si trasferisce in una fattoria abbandonata a Old Saratoga ma si reca
spesso a New York per visitare musei e studi di maestri da lui amati.
Artista colto e autentico nel suo voler continuamente imparare, sperimentare e confrontarsi con l’arte
a lui contemporanea e con quella
del passato, l’opera di Paul Russotto ha radici profonde nella pittura
di Rubens, Courbet, Cézanne, Picasso, Matisse, Mondrian, Mirò,
Gorky, De Kooning (di cui è stato
allievo), Pollok, Tobey, Diebenkorn. Eleanor Heartney scrive:
“Russotto non solo demolisce ma
anche amplia la tradizione modernista”.
La presentazione avverrà nella
Sala convegni dei calanchi, in via
Rocco Scotellaro; alle ore 19 l’inaugurazione della Sala personale
Paul Russotto, in via Carlo Levi
presso il Palazzo De Leo, adiacente
Casa confino Carlo Levi. Gli orari di
apertura: invernale: 10.30/12.30 –
15.30/18:00; estivo 10.30/12.30 –
16.30/19.30.
[email protected]
La sede del Parco
ACCETTURA - Il Parco di Gallipoli Cognato
Piccole Dolomiti Lucane ha stipulato, con il
Dipartimento di Scienze dell'Università degli studi della Basilicata, una convezione mirata alla ricerca per lo
studio e l'individuazione dei principali geositi presenti nell'area
protetta.
L'Ente Parco, nell'ambito delle proprie
attività e nel rispetto
delle previsioni contenute nelle Misure di
Tutela e conservazione riferite alle aree Zsc
al fine di censire i geositi utilizzerà le schede
dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
Il progetto sarà ultimato nell'arco di dodici mesi a partire da oggi ed il costo stanziato
dal Parco, per svolgere
l'intero progetto, ammonta a settemila euro. Un’iniziativa interessante, che non
mancherà di produrre
effetti interessanti sotto l’aspetto della ricerca.
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BERNALDA
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BERNALDA Obiettivo: valorizzare i talenti e le produzioni con la Pro loco
Festa di S. Lucia nel centro storico
Ricco cartellone di eventi per la giornata che lancia il Natale 2014
BERNALDA - “Aspettando Santa
Lucia” è l'evento che rientra all'interno del cartellone delle festività
natalizie di Bernalda.
Sarà ancora una volta il centro
storico, fulcro della vita cittadina,
ad ospitare la manifestazione organizzata dalla Pro loco, con la
collaborazione dell'associazione
dei commercianti Viva, della Parrocchia “Mater Ecclesiae”, del Coro polifonico “San Bernardino da
Siena” e con il patrocinio del Comune ai quali vanno i più sentiti
ringraziamenti del Direttivo dell'associazione per aver creduto
nell'iniziativa/progetto, con la
quale si è riusciti a riunire più di
venti artigiani bernaldesi. Gli obbiettivi degli organizzatori sono
la promozione dei talenti e delle
capacità locali e la valorizzazione
del centro storico, e quindi di far
rivivere nel cuore della città, dove
la comunità bernaldese affonda le
sue radici, l'aria del Natale, con
una delle ricorrenze religiose più
care alla comunità. L'evento si
svolgerà in piazza San Bernardino il 13 dicembre e prenderà il via
alle ore 18.30 con l'apertura degli
stands che ospiteranno i Mercatini di Natale. Tra hobbysti e commercianti, saranno più di trenta
gli stand che animeranno i Mercatini, hobbysti che arriveranno anche dai paesi vicini come Montalbano, Ginosa, Matera..... L'evento
proseguirà, in attesa che il corteo
di Santa Lucia arrivi in Piazza San
Bernardino, con diverse manifestazioni di carattere culturale e
religioso. Alle 19 in Chiesa Madre si potrà assistere alla rappresentazione
teatrale della Visitazione
grazie all'interpretazione di Anna Marino, Francesca Scasciamacchia e il La locandina dell’evento
soprano Eleonora Plati. Al termi- Plati accompagnati al pianoforte
ne prenderà il via la Rassegna co- dalla Professoressa Silvia Russo.
rale che vedrà l'esibizione del Coro
A chiudere la rassegna corale
polifonico san Bernardino da Sie- dedicata ovviamente alle sonorità
na diretto dalla maestra Giuseppi- natalizie, il coro giovanile Young
na Pistoia, l'esibizione dei soprani Singer diretto dalle Professoresse
Giuseppina Pistoia ed Eleonora Silvia Russo e Dina Pallotta.
BERNALDA Il 2014 è stato un anno di grandi soddisfazioni
TURSI Domenica
Cittadinanza
onoraria
allo scrittore
Nigro
Undici anni di Coccinella
L’associazione festeggia ancora i diversabili della città
BERNALDA – I ragazzi de “La
Coccinella” spengono l’undicesima candelina della “Festa Diversamenteabili” a Bernalda.
Scenario dell’evento corso Umberto, dove ha sede dell’associazione bernaldese. Un evento,
quello legato all’associazione La
Coccinella, che si ripete da ben
undici anni con emozioni e speranze sempre nuove. A conferma
di ciò, quest’anno si chiude con
tantissime emozioni giunte dallo
sport che hanno visto i ragazzi
primeggiare in Italia ed in Europa.
Mentre in merito alle speranze
queste si accendono tutti i giorni
negli occhi e nei cuori di questi
ragazzi che con sacrificio e passione dimostrano di essere parte
integrante della società a tutti i livelli. E merito di queste vittorie
personali e di gruppo va alle
mamme, al presidente dell’associazione, Gianna Gentile, e alle
volontarie che ogni giorno rinnovano la loro passione per i loro
ragazzi con stimoli sempre nuovi. Un ringraziamento personale, per quanto l’associazione ha
saputo costruirsi attorno in questi anni va anche a Giuliana
Troiano; una persona che non
ama stare sotto la luce dei riflettori, ma che merita di essere
menzionata per la sua forza e la
sua energia spesa per questa associazione.
Tornando all’evento dell’8 dicembre, ecco che sin dalla mattina i volontari hanno messo su la
macchina logistica con stand, luci e colori. Nel pomeriggio tutto
pronto per accogliere i ragazzi de
La Coccinella e la cittadina bernaldese, che da undici anni non
manca ad essere attrice protagonista di questo bellissimo appuntamento legato ai suoi ragazzi.
Per l’occasione abbiamo parlato
con Gianna Gentile, la quale ci ha
da subito detto che questo anno si
chiude con grandi numeri legati
allo sport e alla crescita dei ragazzi.
«Da sempre l'associazione –dice Gentile- si occupa di ragazzi diversamente abili integrandoli
nel campo sportivo come il nuoto
e l’equitazione. Grandi sono stati
i risultati ottenuti nell'anno
2014 –continua il presidente del-
L’associazione “La Coccinella”
la Coccinella- con la partecipazione ai Giochi Special Oympics tenutasi a Venezia dal 25 al 30
maggio. L'anno scorso la nostra
associazione ha sottoscritto un
protocollo d'intesa con l'associazione “Eledorado Ranch” di Emanuele La Macchia con sede a Matera per allargare l'attività anche
all'equitazione tant'è che alla
partecipazione dei giochi il nostro atleta Cristian Cosola ha
conseguito la medaglia d'argento nella monta western.
Vi elenchiamo i risultati ottenuti dai ragazzi nella categoria
nuoto: Gabriele D'ettorre 100 mt
stile libero medaglia di bronzo,
Antonietta Gioia 25 mt dorso medaglia d'argento, Carmine Dorotei 25 mt stile libero medaglia d'oro, Scattino Emanuele 25 mt stile
libero medaglia d'argento. Il risultato più grande è arrivato con
la convocazione di Antonietta
Gioia ai Giochi Special Oympics
di Anversa, dove la nostra atleta
ha conquistato due medaglie d'oro. La soddisfazione più grande è
costatare che dopo tanto impegno i ragazzi hanno saputo conseguire grandi risultati soprat-
tutto per se stessi, conquistati
con tanta tenacia e forza di volontà. Un ringraziamento particolare –conclude Gianna Gentile- va a
tutti gli associati de La Coccinella
e a tutti coloro che ci sostengono
in questa iniziativa». La serata,
inoltre, oltre agli stand legati alla
degustazione di pettole e crepes,
ha visto la musica con il gruppo
Lucanian Jazz Project Bigband
di Matera e la fantasia dei giocolieri che ha catturato l’attenzione
soprattutto dei più piccini.
Fabio Sirago
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TURSI - Il consiglio comunale di
Tursi, nella seduta dello scorso 10
novembre, ha deliberato il conferimento della cittadinanza onoraria
allo scrittore e giornalista Raffaele
Nigro. Per il prossimo 14 dicembre, con inizio alle ore 16.30, nella
Sala conferenze “Benedetto XVI”
attigua alla Cattedrale, è in programma la cerimonia di conferimento. Ai saluti iniziali del sindaco Nuccio Labriola farà seguito
l’intervento di Luigi Serra, docente
ordinario di lingua e letteratura
Berbera all’Università degli studi
di Napoli “L’Orientale”. Seguirà
un breve intermezzo musicale curato dai gruppi folklorici locali
“Anglona” e “La Famiglia” di Tursi
e la lettura di brani tratti da una
delle prime opere di Raffaele Nigro
“Il grassiere”, con Giuseppe Lasalandra e Maria Oliveto. Quindi,
proiezione del video-clip “Le motivazioni di una cittadinanza” curato da Donato Fusco ed Ernesto Caldararo e momento ufficiale del
conferimento della cittadinanza
onoraria con la lettura delle motivazioni da parte del sindaco Labriola. Al termine, nella vicina sede del circolo Acli, inaugurazione
della mostra di Luigi Caldararo
con l’esposizione delle 16 tele a tecnica mista, ispirate al libro di Raffaele Nigro “Fernanda e gli elefanti bianchi di Hemingway”.
TURSI Eventi e musica per animare la raccolta fondi
In piazza per la fibrosi cistica
Un
momento
dell’evento
TURSI - Si è svolta domenica in
piazza, la seconda edizione della
Giornata mondiale per la ricerca sulla fibrosi cistica, con un
concerto di beneficenza, organizzato da Margherita Agata e
dalla D’Elia Music Service. La
giornata è servita per una raccolta fondi e sono state vendute
tantissimi fiori rossi, le stelle di
Natale. I cittadini hanno risposto in massa acquistando i fiori
e contribuendo così alla raccolta fondi. Isabella Buccolieri e
Rossella Carvelli, hanno introdotto i vari cantanti, alcuni venuti da Senise e Pisticci, che si
sono succeduti, nell’arco della
giornata. I cantanti che si sono
alternati sul palco sono stati:
Antonio Putignano, Stefania
Fusco, Serena Spadafora, Dino
Rondinelli, la piccola Angelica
Sanquirico che ha cantato una
canzone dei Nomadi, Nadia Oliveto, Federica Nicoletti, Benito
Ferrara, Giuseppe Salerno, un
gruppo di musica folk composto da Lorenzo e Serena Spadafora, Giacomo Zguri e Lino
Truncellito; Grazia Pepe, Marilisa Salerno, Erika Marcelli,
Rocco Cifarelli, che ha rivolto
un pensiero a Mango. Alle 21 si
è esibito il gruppo musicale:
“Identikit Zero”. La giornata
era piena di sole ed ha favorito
l’esibizione sul palco di un
gruppo di giovanissime ballerine della “ASD Free Spirit
School” dirette dalle maestre
Antonella Targiani e Assunta
Calciano. In serata, dato che faceva freddo, la famiglia Agata
ha acceso quattro bracieri, per
permettere agli spettatori di riscaldarsi un pochino. Sul palco
Margherita Agata ha ringraziato tutti coloro che hanno acquistato una stella di Natale.
Salvatore Cosma in rappresentanza del sindaco Giuseppe Labriola ha portato i saluti dll’amminisrazione. Ivan D’Elia ha
ringraziato Luciano Cosma, gli
sponsor, la famiglia Agata, i
fratelli Filippo e Giulio Fusco.
Salvatore Martire
RASSEGNASTAMPA
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Mercoledì 10 dicembre 2014
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35
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75100 Matera
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POLICORO
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POLICORO Il parente dell’aggressore era stato respinto dall’interno dell’ospedale
Dileo vittima di un pasticcio col reparto
La sconcertante denuncia del sindacato “Spes Medici” solidale con il collega
POLICORO - L’aggressione al dottor Rocco
Dileo, responsabile del Pronto soccorso di
Policoro, avvenuta lo scorso 2 dicembre da
parte del familiare di un paziente, è stata il
frutto di un pasticcio tra il Ps e il reparto interno all’ospedale, che avrebbe rifiutato il
ricovero disposto da Dileo, screditandone
scelta professionale e operato, oltre a violare il protocollo sanitario, fino a scaricare su
di lui le tensioni dell’aggressore.
Tutti i medici di Pronto soccorso della Basilicata, insieme al Direttivo nazionale di
“Spes Medici” esprimono in una nota «grave preoccupazione per l’episodio. Non è possibile tollerare ulteriormente tali vicende. Il
medico di Pronto soccorso, durante il servizio ha funzione di pubblico ufficiale (art.
357 del Codice penale) e non può assolutamente subire aggressioni da parte del solito
balordo di turno, che ritiene suo diritto avere tutto subito gratis e secondo le proprie
esigenze particolari. Non è assolutamente
tollerabile che tali azioni vengano in qualche modo suggerite da altri medici ospedalieri, che non accettano il paziente nel loro
reparto come disposto dal medico di Ps. Il
paziente, una volta ricoverato, non può e non
deve tornare indietro al
Ps. Tali atteggiamenti
generano conflittualità
tra medico e pazienti o
familiari dei pazienti,
che a volte diventano incontrollabili.
Non è vero che l’aggressione subìta dal
dott. Di Leo, persona di
grande sensibilità cultura e passione per l’area dell’emergenza prosegue Michele Larocca, presidente nazionale di Spes Medici- non è in connessione
con la carenza di risorse economiche e personale, ma è un atto imprevedibile, come è
stato riferito da note personalità della sanità lucana. I medici di Urgenza le imprevedibilità le studiano le programmano e le pianificano. Oggi si tende a dare maggiore importanza alle attività ambulatoriali, che al
personale dell’area critica che quotidianamente affrontano un massiccio afflusso di
pazienti.
Il problema dei ricoveri impropri, ovvero
dell’ ospedalizzazione evitabile, è stato affrontato in un recente studio Era ( epidemiologia e ricerca avanzata). Secondo questo studio, circa 15.000.000 di italiani delle
regioni centro meridionali hanno un rischio di passare un giorno generico in
ospedale di quasi il 40% più alto degli abitanti centro settentrionali. Lo stesso studio
sottolineava come, ad esempio, gli anziani
su 6 giorni di ricovero ne passano uno inutilmente in ospedale. Alla fine con queste
disattenzioni
si
generavano
circa
11.000.000 di giornate di degenza, che potrebbero essere evitate. Bisogna allora fare
ricorso ai Pruo (Protocollo di revisione per
l’utilizzo dell’ospedale), che danno precise
indicazioni per ogni patologia quanti sono i
giorni di degenza previsti. È anche vero che
non si riesce a dimettere perché mancano le
Sci (strutture di cura intermedia) da dove
fare transitare alcuni pazienti prima della
domiciliarizzazione. E qua il problema si fa
più complesso carenza della Medicina Territoriale all’origine dei tanti accessi impropri al Ps. Ci sarebbe da aggiungere tante altre considerazioni ma non è questa la sede. I
medici di Ps devono poter lavorare in maggiore sicurezza -conclude Larocca- senza
essere schiacciati da carichi di lavoro insostenibili. Chiediamo che le carenze di personale vengano coperte. Questi problemi li
stiamo affrontando in un tavolo tecnico
istituito dalla Regione, che ultimamente
sembra voler prestare maggiore attenzione
all’ area dell’Emergenza urgenza».
Antonio Corrado
[email protected]
Il sanitario
ha rifiutato
il ricovero
del Pronto
soccorso
© RIPRODUZIONE RISERVATA
UN PÒ DI DATI
Ogni anno 180mila
ricoveri nei Ps
I PRONTO soccorso della
Basilicata, ricevono ogni
anno la visita di circa
180.000 pazienti, cioè il
30% della popolazione residente come in tutti gli altri Ps del mondo. Un recente studio della “Scuola
superiore Sant’Anna” di
Pisa condotto nella regione Basilicata, Liguria,
Marche, Toscana, Veneto,
Umbria e Pa di Trento e
Bolzano, dice i Ps della nostra regione raggiungono
un alto livello di gradimento tra la popolazione,
superiore a quello espresso nelle altre regioni esaminate. Recentemente si è
stato dato particolare risalto al problema dei rico-
veri in appoggio al San
Carlo di Potenza, dove addirittura venivano prodotti circa 60 ricoveri in appoggio al mese. Non si capisce dove stia il problema,
quando di ricoveri ordinari il San Carlo ne fa circa
35.000 e 60 al mese sono 2
ricoveri al giorno cioè
2,05, che spalmati su tutti
i reparti presenti al San
Carlo diventano un numero inesistente. Tale allarme era firmato da alcuni
sindacati, che ignorano
quali siano i carichi di lavoro dell’ospedale San
Carlo dove i Medici di Ps,
in cronica carenza di organico, visitano circa 50.000
pazienti l’anno.
L’ospedale di Policoro
POLICORO I “Trenta” sulle polemiche di questi giorni
Alberi abbattuti per la sicurezza
«Una scelta di responsabilità»
POLICORO - «Amministrare una città,
significa rendere conto di qualsiasi
azione venga compiuta e, allo stesso
tempo, avere la consapevolezza di fare
scelte e prendere posizioni che sono,
chiaramente, opinabili. La recente questione riguardante il taglio degli alberi
è una di queste».
E’ il commento del gruppo consiliare
“Trenta”, secondo cui si «è riusciti a
prendere una decisione e una posizione
che ha tutto il gusto della piena responsabilità, quella, di garantire che il nostro cittadino sia "sicuro", sia portavoce
di una sicurezza immediata e lampante. Il taglio di molti e vecchi alberi, è la
conseguenza della consapevolezza che
Policoro sta cambiando, perchè per migliorare la vivibilità di un paese è neces-
sario porre in essere interventi che lo
possono stravolgere, anche se questi
interventi vengono presi con una certa
lungimiranza di pensiero. Il rifacimento della gran parte dei marciapiedi è
una delle conseguenze, e il taglio di una
buona percentuale di alberi nel centro e
non solo è quasi una condicio sine qua
non. Con il rifacimento dei marciapiedi
si vuole garantire l'abbattimento delle
barriere architettoniche, una più agevole percorribilità degli stessi. -proseguono da Trenta- Abbiamo pensato
agli anziani, alle mamme, ai bambini.
Insomma alla sicurezza e alla incolumità dei nostri cittadini. Un intervento del
genere, vuole essere anche il primo
passo per una Policoro, che percorre
una linea di innovazione nell'arredo
urbano. Infatti, siamo consapevoli di
non aver chiuso
qui la partita, perchè abbiamo il dovere di restituire
alla nostra città il verde urbano che merita. Lo si farà con un Piano di ripiantumazione ben ideato e distribuito, per
far sì che non vengano compiuti gli errori del passato nella scelta delle essenze, perchè quelle attuali hanno cagionato e non poco un grave danno all'immagine della nostra città oltre che messo in pericolo molti nostri cittadini. Le
scelte, come già detto, sono opinabili ed
è giusto che ci siano, ciò che ci rafforza
è avere la volontà di uscire e rendervi
partecipi delle nostre scelte».
Gli alberi
tagliati a
Policoro
che hanno
scatenato
la polemica
MONTALBANO JONICO Sbagliato non inserirla nel Piano nazionale
Pd cittadino a difesa della Pista Mattei
MONTALBANO JONICO - Il Direttivo
del circolo Pd di Montalbano Jonico e il
segretario, Gianni Santoiemma, su proposta del delegato all'assemblea nazionale Andrea Casarano, firmatario assieme ad altri due delegati di una lettera
aperta da consegnarsi in assemblea
nazionale il prossimo 14 dicembre e,
visti i documenti
emanati sull'argomento da altre sezioni territoriali del
Pd, esprimono le
perplessità ed il
rammarico,
nei
confronti della scelLa Pista Mattei
ta del Governo, di lasciare ancora una
volta fuori dal Piano nazionale aeroporti la regione Basilicata. «Tutto questo
nonostante la presenza sul territorio di
un aviosuperficie idonea, l’obiettiva necessità di una siffatta infrastruttura
per lo sviluppo della Basilicata -si legge
in una nota- e nonostante gli sforzi compiuti in questi anni dalle istituzioni regionali al fine di dare adeguato sostegno economico ed infrastrutturale al
progetto e, infine, malgrado la nomina
di Matera a Capitale europea della cultura 2019. Riteniamo, al contrario della
Commissione Trasporti, che il nostro
territorio abbia, per le sue caratteristiche e le sue risorse, un'importantissima
valenza strategica per il Meridione e per
l’Italia; se è vero, com'è vero che contribuiamo e contribuiremo anche in futuro in modo ingente al fabbisogno energetico del Paese e non senza dolore.
Ricordiamo inoltre che, nell’attività
di normazione atta a redigere il piano,
la commissione deve tenere conto della
“natura strategica” del sito, la cui importanza preponderante nell’identificazione delle strutture di livello ed interesse nazionale. Auspichiamo il massimo impegno nel dirimere la questione
da parte di tutti gli esponenti di qualsiasi livello del Pd, delle Istituzioni centrali, in primis del Governo e del Primo Ministro Matteo Renzi, ma non meno del
presidente della commissione Trasporti Nencini.
RASSEGNASTAMPA
II I BASILICATA PRIMO PIANO
Mercoledì 10 dicembre 2014
AMBIENTE
FUMO ROSSASTRO
La decisione in risposta alla fuoriuscita di
fumo rossastro, avvenuta il 2 novembre
scorso, da uno dei camini dell’impianto
NUOVA TEGOLA SULLA EDF
È scontro Fenice-Regione
stop all’attività di un forno
Una delibera di giunta ferma la piattaforma che brucia rifiuti speciali
L’accelerazione dopo
una nota Arpab. Pittella e
Valvano: «Inadeguatezza
del governo industriale»
ANTONELLA INCISO
l Un’accelerazione improvvisa. Ma sicuramente auspicata da chi da quel 2 novembre
aspettava risposte su quel fumo
rossastro uscito per ore da uno
dei camini del termovalorizzatore Fenice. Per Edf, la società
proprietaria dell’inceneritore
di San Nicola di Melfi, quel
fumo sarebbe da attribuire «alla presenza anomala di iodio
nei rifiuti termodistrutti», ma
alla Regione quella giustificazione non basta e dopo aver
atteso per oltre un mese «la
documentazione richiesta» ieri
sospende l’attività del forno
«E2» a tamburo rotante sulla
linea di incenerimento dei rifiuti speciali dell’impianto.
Ad annunciare il provvedimento, frutto di una delibera
della giunta regionale, è lo stesso governatore Marcello Pittella ed il sindaco di Melfi, Livio
Valvano. Insieme i due annunciano lo stop alle attività, insieme spiegano i motivi che
hanno spinto all’accelerazione
dopo la relazione di tre pagine
depositata dal direttore dell’Arpab Aldo Schiassi, insiema,
seppure con ruoli diversi, sottolineano il nuovo corso che la
Regione intende portare avanti
in materia ambientale. Un nuovo corso che per Fenice parte
da una considerazione condivisa da entrambi ossia «l’inadeguatezza del governo industriale da parte dell’azienda».
«L'Arpab- spiegano Pittella e
Valvano - ha mandato i suoi
tecnici poco dopo l’evento, ma
Fenice – aggiunge il sindaco
federiciano – ha eluso qualunque tipo di controllo non fornendo elementi sulle emissioni: Fenice ha fatto riferimento
solo allo Iodio, ovvero a quello
meno pericoloso». Per il sindaco, infatti, il fumo rossastro
secondo «la letteratura scientifica potrebbe essere prodotta
dallo iodio ma anche da altre
sostanze più pericolose come il
cadmio ed il nichel».
«Capire cosa è successo in
maniera postuma, però, non è
facile» evidenzia il presidente
Pittella che per questo sottolinea anche come «la sospensione dell’attività del forno, che
è disposta attraverso una delibera della giunta regionale,
non ha un termine poichè molto dipenderà dalla documentazione che la società deve inviare».
In base a quei documenti, in
base ai risultati degli ulteriori
controlli, in base agli altri accertamenti dell’ Arpab che
«continueranno a tappeto»,
dunque, si capirà per quanto
tempo il forno di Fenice che
brucia i rifiuti speciali resterà
chiuso.
Ma questo per la Regione è
un dettaglio, perchè l’obiettivo
vero è quello di lavorare su
controlli ambientali sempre
più incalzanti. Sul fronte
dell’inceneritore ma anche su
quello più complesso del ciclo
dei rifiuti. «Sui controlli ambientali saremo inclementi, e il
nostro obiettivo è quello di rendere finalmente efficiente il ciclo dei rifiuti, riportando tutto
alla normale civiltà della raccolta differenziata, per arrivare a non avere termovalorizzatori in questa regione» assicura il governatore.
«Abbiamo portato avanti i
controlli con molta determinazione - continua – e le analisi
proseguiranno per verificare i
livelli degli agenti inquinanti».
Insomma il lavoro va avanti e
va avanti sulla strada di un
rapporto sempre più stretto
proprio con l’Amministrazione
comunale di Melfi con cui ribadiscono entrambi gli esponenti politici «c’è stata una proficua collaborazione». Una collaborazione tanto stretta che il
sindaco Valvano, sottolinea più
e più volte la « totale fiducia nel
lavoro della Regione e dell’Ar-
pab, che su Fenice stanno lavorando in completa discontinuità con il passato, con un
cambio di passo concreto e non
solo annunciato». «Posso attestare che in questi mesi non si
sono utilizzati slogan ma si sono compiuti atti significativi su
questo caso» dice e ridice il
primo cittadino. Un plauso
pubblico al governo regionale
ed al suo presidente che diventa
ancor più evidente, quando alla
domanda di un giornalista sulla possibilità che la decisione
sia frutto delle proteste dei
giorni scorsi sul petrolio, rispondono entrambi sottolineando che non si tratta di
«una decisione episodica o puramente politica, frutto del clima del momento, ma di un atto
tecnico per la tutela della salute
dei cittadini e per la protezione
dell’ambiente». «L’Arpab con
l’Ispra ed il Ministero della Sanità ha l’obbligo di indagare
fino in fondo senza sbadataggine, poi a valle dobbiamo decidere. Dobbiamo recuperare
un rapporto di fiducia che si è
incrinato. Previsione, prevenzione e decisione» conclude deciso il governatore.
LE REAZIONI SODDISFAZIONE, OTTIMISMO, MA ANCHE PERPLESSITÀ. SENTIMENTI CONTRASTANTI, A LAVELLO, DOPO LA DECISIONE DELLA REGIONE BASILICATA
«Speriamo che sia il primo passo
per la chiusura definitiva dell’ impianto»
FRANCESCO RUSSO
l Soddisfazione, ottimismo, ma anche
perplessità: sentimenti contrastanti, a Lavello, dopo la decisione della Regione di
sospendere le attività del forno a tamburo
rotante per l’incenerimento dei rifiuti speciali del termovalorizzatore Fenice. «A nome del Comune esprimo soddisfazione per
la decisione del presidente della Regione di
diffidare la società Fenice», dice l’assessore
comunale all’ ambiente, Donato Scatamacchia. «Nessun impianto industriale e
specie Fenice che per anni ha fatto registrare lo sforamento dei
tassi di inquinamento aggiunge - può permettersi di non fornire le necessarie spiegazioni agli
organismi di controllo e
di monitoraggio, né tanto meno immaginare di
trattare superficialmente la materia della tutela
e della salvaguardia ambientale. Un ringraziamento va ai tanti cittadini di Lavello e
al Comitato che da anni si batte per la chiusura di Fenice per aver segnalato e documentato quanto accaduto quella mattina e
per aver tenuto alta l’attenzione presso le
istituzioni». Il riferimento di Scatamacchia
è all’episodio del fumo di colore rosso fuoriuscito dai camini del termovalorizzatore
alcune settimane fa. «Era ora, ma prima di
arrivare a dire che un’azienda inquina, bisogna chiuderla per il rispetto del principio
di precauzione», dice Raffaele Mazzarelli,
componente del Comitato per il diritto alla
salute di Lavello, ed autore della fotografia
del fumo di colore rosso che ha creato il caso.
«Riguardo a quel fumo rosso - continua - si
TUTELA DELLA SALUTE
Una decisione che
premia la lotta del
Comitato cittadino
parla di presenza di iodio, ma nessuno ci
dice se quello iodio fosse stato o meno radioattivo. Quello che ha fatto la Regione è
una cosa normale. Ben venga! Ma non si
sarebbe dovuto rilasciare l’Aia». Dello stesso avviso è il presidente del Comitato per il
diritto alla salute, Nicola Abbiuso, per il
quale «prima di rilasciare un’Aia si dovrebbe verificare se l’impianto sia a norma:
non si è tenuto conto delle denunce dei
lavoratori dell’impianto a marzo e a luglio.
Al momento dell’episodio del fumo rosso,
non capisco perché i tecnici Arpab non abbiano prelevato campioni di cenere e di
acqua, e non abbiano sequestrato i filtri. Ci
dicono poi della presenza di iodio: ma siamo
sicuri che non fosse un isotopo dello iodio, e
quindi radioattivo?». «Spero che sia l’inizio commenta Laura Paradiso, consigliere comunale d’opposizione - di un percorso che
porti alla chiusura dell’impianto. Un’azienda ha diritto di rimanere in piedi soltanto
nel momento in cui funzioni bene. Ci vorrebbe, a questo punto, un’azione univoca di
tutti i Comuni dell’area». «Finalmente la
Regione come istituzione - interviene Liberato Meluzio - si riappropria del proprio
ruolo, che è quello di governare e di vigilare.
Il mio auspicio è che questa decisione sia un
cambio di rotta verso la tutela della nostra
salute e dei nostri figli». «Le decisione della
Regione - sottolinea Donato Lapiccirella è positiva. La domanda però è un’altra: si
tratta di un provvedimento che avrà una
sua durata o invece siamo di fronte a qualcosa di temporaneo? Fenice inquina non
solo nell’atmosfera, ma anche nel sottosuolo. C'è bisogno di massima attenzione».
«Continuo a non avere fiducia: ci hanno
nascosto tutto per tanti anni», taglia corto
Nino Bruno.
Donato Scatamacchia
Raffaele Mazzarelli
Nicola Abbiuso
Laura Paradiso
Liberato Meluzio
Donato Lapiccirella [Il servizio
fotografico è di Luciano Massari]
RASSEGNASTAMPA
BASILICATA PRIMO PIANO I III
Mercoledì 10 dicembre 2014
FORNI
La sospensione non riguarda il forno a griglia
utilizzato per l’incenerimento dei rifiuti solidi
urbani provenienti dai comuni del Potentino
SPAZZATURA
Il 12 si riunirà la conferenza di servizio per
l’autorizzazione dell’impianto di Vallone
Calabrese come stazione di trasferenza
Nessun riflesso sul sistema
dei rifiuti solidi urbani
Il forno a griglia dell’impianto rimane regolarmente aperto
VERTICE
Il presidente
Pittella ed il
sindaco di
Melfi Valvano
nel corso
della
conferenza
stampa con
cui è
annunciata la
chiusura di
uno dei forni
di Fenice [foto
Tony Vece]
.
GIOVANNA LAGUARDIA
l La decisione assunta dalla Regione
Basilicata di sospendere l’attività del
forno «E2» a tamburo rotante sulla linea
di incenerimento dei rifiuti speciali
dell’inceneritore «Fenice» di Melfi non
avrà alcuna ripercussione sul ciclo di
smaltimento dei rifiuti solidi urbani
nella provincia di Potenza. In quel forno,
infatti, vengono smaltiti soltanto rifiuti
classificati come speciali. Lo conferma
l’assessore all’ambiente della Provincia
di potenza, massimo Macchia. «Se le
cose restano così come sopno - dice
Macchia - il cicli dello smaltimento dei
rifiuti solidi urbani nel Potentino non
sarà minimamente toccato dalla decisione. È ovvio che, come Provincia,
cercheremo di capire le motivazioni che
hanno portato alla decisione di sospendere l’attività del forno rotante e che
hanno invece spinto a lasciare in attività
il forno a griglia, dove viene smaltita la
frazione secca dei rifiuti solidi urbani».
Le aziende lucane che, invece, eventualmente, smaltissero i loro rifiuti speciali nel forno rotante di Fenice sarebbero costrette ad inviare i loro scarti
ad altri impianti fuori regione (la movimentazione dei rifiuti speciali da provincia a provincia o da regione a regione, però, paradossalmente, al contrario di quella dei rifiuti solidi urbani,
non necessita di alcuna particolare autorizzazione).
Intanto, sempre sul fronte dei rifiuti
solidi urbani, resta ancora abbastanza
ingarbugliata la questione dei flussi di
rifiuti da Potenza e dagli altri 25 comuni
del bacino centro verso le discariche. Il
problema, come si ricorderà, era sorto
circa un mese fa, quando l’ente parco
nazionale dell’Appennino Lucano, con
propria ordinanza, aveva chiuso la stazione di trasferenza della B&B Eco, in
località Aia dei Monaci. In seguito a tale
decisione la Provincia di Potenza aveva
disposto il conferimento diretto in discarica, in attesa di trovare una soluzione definitiva al problema. L’ipotesi
avanzata era quella di accelerare i tempi
per l’apertura della stazione di trasferenza di Potenza, in località Vallone
Calabrese, nei locali dell’ex inceneritore.
Nel frattempo lo scenario si è ulteriormente evoluto, perché il Tar, alla
fine del mese scorso, ha sospeso il
provvedimento di chiusura della stazione di trasferenza di località Aia dei
Monaci. Il 17 dicembre prossimo il tribunale amministrativo dovrebbe pronunciarsi definitivamente sulla presenza dell’impianto di smistamento dei rifiuti in zona parco. Intanto, il 12 dicembre, si riunirà nuovamente la conferenza di servizi per l’autorizzazione
del sito di Vallone Calabrese. L’Acta
RIFIUTI Cassonetti pieni [foto Tony Vece]
dovrà portare alcune integrazioni relative al progetto di utilizzo dell’area.
L’inceneritore, malgrado costosissimi
adeguamenti degli impianti avvenuti
non più di qualche anno fa, di fatto non
è mai entrato in funzione ed è considerato obsoleto. Di qui l’idea, accarezzata già da tempo dal Comune di
Potenza, di poterlo riutilizzare come
stazione di trasferenza. Il che comporterebbe un notevole risparmio sui costi
di conferimento in discarica dei rifiuti.
Silvio Ascoli, direttore dell’Acta, progettista delle opere di adeguamento, non
esclude la possibilità di avviare una
linea di pretrattamento rifiuti a freddo
(quindi senza emissione di fumi) in
grado di ridurre significativamente il
quantitativo dell’immondizia da trasferire alle discariche. Ciò si tradurrebbe
in meno costi e meno impatto ambientale.
Per inquinamento e omissioni Arpab
vertici dell’inceneritore a giudizio
l L’inceneritore Fenice di San Nicola di Melfi inquinava fin dal 1999,
quando l’impianto era in regime di
prova. Nel 2002 la falda acquifera
cominciava a «pullulare» di metalli
pesanti e veleni: l’Arpab (Agenzia
regionale per la protezione dell’ambiente) ne era a conoscenza ma occultò i dati. È questa l’accusa alla base
dell’inchiesta della Procura di Potenza che il 12 ottobre 2011 ha portato
all’arresto dell’ex direttore generale
dell’Arpab, Vincenzo Sigillito, e del
coordinatore provinciale dell’Agenzia, Bruno Bove.
Dalle indagini, in particolare, è
emerso un «pericoloso inquinamento» della falda acquifera prodotto da
solventi organici, anche cancerogeni,
non comunicato dai dirigenti dell’inceneritore e non monitorato dall’Arpab, nonostante l’obbligo di inviare
relazioni periodiche alla Regione, alla
Provincia e alla Prefettura.
La presenza, e la quantità di alcuni
metalli pesanti, inoltre, non sarebbe
mai stata verificata.
Da questo è derivata, infine, anche
la «mancata e tempestiva attivazione
delle procedure di salvaguardia del
territorio».
Il caso esplode nel mese di ottobre
del 2011: i dati resi finalmente noti
dall’Arpab svelano che l’inceneritore
inquinava da dieci anni.
A lanciare l’allarme era stato il
Comitato per il diritto alla Salute di
Lavello.
Subito dopo la pubblicazione da
parte dell’Arpab dei dati sull'inquinamento delle falde acquifere nella
zona industriale di San Nicola di
Melfi, dove opera il termovalorizzatore Fenice, la Regione nomina una
commissione d’inchiesta sull’impianto.
Il caso intanto infiamma l’opinione
pubblica regionale tra gli ambientalisti che gridano allo scandalo, i
comitati cittadini che vogliono sicurezza per la salute, le autorizzazioni
ambientali che mancano.
Fenice dichiara che «l’inquinamento delle falde era stato provocato dalla
rottura delle tubazioni che trasportavano l’acqua dalla vasca all’impianto di trattamento».
I dirigenti di Fenice aprono le porte
dell’impianto ai giornalisti e annunciano che consegneranno il progetto
della bonifica del sito.
Il 12 ottobre del 2011 arriva il colpo
di scena: due dirigenti dell’Arpab
vengono arrestati per non aver comunicato i dati sull’inquinamento
prodotto dal termovalorizzatore Fenice.
L’inchiesta ipotizza il disastro ambientale e - per i tecnici dell’Arpab l’omissione di atti d’ufficio.
Il gip di Potenza dispone anche il
divieto, per due mesi, di ricoprire
cariche direttive per dirigenti di Fenice.
Lo scorso mese di marzo il giudice
dell’udienza preliminare ridimensiona le accuse. Crolla l’ipotizzata associazione a delinquere che avrebbe
nascosto il disastro ambientale
dell’inceneritore. Crolla anche l’associazione a delinquere che avrebbe
usato l’Arpab per assumere gli «amici» dei politici. Ma l’inquinamento
resta in piedi. Una ventina di imputati vanno a giudizio. E da qualche
settimana il processo è entrato nel
vivo.
DATI NASCOSTI Secondo
l’accusa l’inquinamento di
Fenice sarebbe stato
nascosto dai vertici
dell’Arpab [foto Tony Vece]
Falde inquinate
Regione e Provincia
sono parte civile
La Regione Basilicata e la
Provincia di Potenza si sono
costituite parte civile nel processo per il «disastro ambientale» - così lo definisce l’accusa - delle falde acquifere
nell’area del termovalorizzatore «Fenice» di Melfi.
Gli imputati – coinvolti a vario
titolo nell’inchiesta del 2011
sul presunto inquinamento
prodotto dal termovalorizzatore – sono complessivamente 18, tra i quali la «Fenice
Spa» e l’ex direttore e l’ex
coordinatore provinciale
dell’Arpab, Vincenzo Sigillito
e Bruno Bove.
Regione e Provincia sono costituite parte civile solo nei
confronti di Fenice Spa e dei
cinque dirigenti dell’impianto.
L’ipotizzata accusa di associazione a delinquere che avrebbe nascosto il disastro ambientale dell’inceneritore Fenice era crollata all’udienza
preliminare. Crollata anche
l’accusa di associazione a delinquere che avrebbe usato
l’Arpab per assumere gli
«amici» dei politici.
Tra le parti civili già costituite
c’è il Comune di Lavello. E anche l’associazione Legambiente ha avanzato una richiesta di costituzione.
RASSEGNASTAMPA
IV I BASILICATA PRIMO PIANO
ADDIO A MANGO
L’ULTIMO SALUTO AL CANTANTE
Mercoledì 10 dicembre 2014
LA MUSICA IN LUTTO
Oggi, alle 11, l’estremo saluto al
cantautore. Attesi a Lagonegro molti
amici e big della musica italiana
L’infarto si porta via
anche il fratello di Mango
LUTTO CITTADINO Manifesti a Lagonegro
Tragedia nella tragedia. Giovanni, 75 anni, non ha retto al dolore
PINO PERCIANTE
l Tragedia nella tragedia. Un altro lutto
ha colpito la famiglia Mango. Ieri mattina
è morto anche il fratello maggiore di Pino,
Giovanni Mango, stroncato forse anche
lui da un infarto come il fratello cantautore. Neanche il tempo per riprendersi
dopo essere stato trasportato in ospedale.
Forse non ha retto al dolore per la perdita
del fratello. È morto ieri mattina proprio
mentre si recava ad omaggiare la salma di
suo fratello, nella casa paterna di via
Sant'Antuono dove è stata allestita la
camera ardente. Lunedì, distrutto dal dolore e a causa di qualche acciacco dovuto
all’età, era rimasto
a casa. L'uomo,
classe 1939, che abitava anche lui a Lagonegro, si è sentito male pochi metri dopo aver varcato l’uscio della
casa di suo fratello.
È stato immediatamente soccorso dal brigadiere della
polizia locale Alberto Morgia, il quale gli ha praticato un massaggio
cardiaco e lo ha rianimato più di una
volta anche con l’aiuto di un defibrillatore. Poi è stato trasportato in
ospedale. «Lo abbiamo visto arrivare insieme alla moglie e ai figli racconta Morgia - ha percorso pochi
metri sul vialetto che collega il portone
d’ingresso con l’abitazione e poi si è
accasciato». Si è capito subito che si
trattava di qualcosa di grave. In quei
concitati momenti erano presenti i familiari ma anche alcuni ragazzi di un
istituto scolastico per rivolgere l’ultimo
saluto a Pino e stringersi attorno a Laura
Valente, la moglie, ancora incredula, e ai
figli Filippo, 19 anni, e Angelina di 13. Gli
studenti hanno assistito alla scena increduli e scioccati. Giovanni Mango è
stato trasportato in ospedale con un'ambulanza dell'associazione Humanitas. È
arrivato ancora vivo ma è deceduto poco
dopo in una stanza del
reparto di rianimazione
dell’ospedale. Gli altri
due fratelli del cantautore, Michele, 66 anni, e
Armando, 62 anni, hanno
appreso la notizia del decesso al loro arrivo in
ospedale. Non hanno retto allo shock per il tremendo dolore e sono stati ricoverati a loro
volta nel nosocomio lagonegrese, anche se
le loro condizioni non sembrano destare
particolare preoccupazione. Uno shock
comprensibile, seguito alla duplice tragedia che ha colpito la loro famiglia in
questi giorni, e che ha lasciato incredula e
sgomenta l'intera comunità. I lagonegresi
si sono raccolti in un rispettoso silenzio
intorno alla famiglia Mango, mentre anche ieri è continuato il via vai di gente
lungo il vicolo che porta alla casa del
cantautore.Oggi, alle 11, i funerali del
cantante nella chiesa madre. Nel pomeriggio l’ultimo saluto al fratello Giuseppe.
OSPEDALE
Gli altri due fratelli,
Armando e Michele,
colti da malore
Giovanni Mango da giovane
Armando Mango
dallo shock per la perdita improvvisa di
Pino (morto nella notte tra domenica e
lunedì durante una serata di beneficenza a
Policoro) che la famiglia Mango si è
trovata a vivere un secondo dramma.
Giovanni, 75 anni, muratore edile in pensione ha avuto un malore ed è deceduto
FUNERALI
Si terranno oggi
nella Concattedrale
di Lagonegro
l Per oggi (giorno dei funerali di
Mango e di suo fratello) il comune ha
proclamato una giornata di lutto cittadino «per ricordarne la figura
straordinaria, una delle personalità
culturali più grandi e prestigiose del
nostro paese, e il suo amore per la
città di Lagonegro», dice il sindaco
Domenico Mitidieri. I funerali del
cantante saranno celebrati oggi nella
concattedrale alle 11, mentre quelli di
suo fratello alle 15. 30 nella chiesa di
San Giuseppe.
Intanto, ieri, fino a tarda sera, è
continuato il via vai di gente che voleva porgere un ultimo saluto al cantautore. Una folla silenziosa, composta, che, per il secondo giorno, si è
svegliata per dare il suo addio a Pino.
Non c'è la coda, di mattina, ma un via
vai continuo di gente nel vicolo che
porta alla sua abitazione. Un via vai
rispettoso e commosso. Nel pomeriggio torna la coda. Sembra quasi che i
lagonegresi, la gente comune, facciano fatica a separarsi da Pino e qualcuno torna a salutarlo per la seconda
volta. Il ricordo è quello di una persona che fuggiva dai clamori, dall’esibizionismo. «Era uno di noi, una persona indimenticabile, straordinaria
– dice una sua fan visibilmente commossa – mi sono sposata con la sua
canzone Mediterraneo. Ora sono distrutta, non riesco a credere a quello
che è successo». Tra i personaggi del
mondo dello spettacolo venuti a rendere l’ultimo saluto a Mango anche il
trio La Ricotta: «Pino era un nostro
fan e noi eravamo suoi fan. Con la sua
scomparsa si è persa una certezza per
ORGOGLIO Mango con Mogol e Timpone per Matera 2019
AMICI Il trio «La Ricotta» ieri a Lagonegro
Continua il via vai di visitatori
alla camera ardente del cantante
FAMIGLIA
Mango
durante la
presentazione
del suo ultimo
cd al teatro
Stabile di
Potenza. Era
l’8 giugno
scorso. Con
lui sul palco
anche i figli
Filippo, 19
anni, e Angela
15
.
la nostra terra: lui era tradizione,
cultura, un pezzo della Basilicata.
Siamo molto molto tristi. L’ultima
volta che ci siamo visti sul palco è
stato a Brienza. Ci siamo salutati calorosamente ma di sfuggita perché
lui, da serio professionista, è rimasto
nel suo camerino fino a poco prima di
esibirsi. Questo è il nostro ultimo
ricordo di Pino». In serata arriva anche fra Gianfranco Pasquariello:
«Era un personaggio pubblico ma si è
sforzato in tutta la sua vita di essere
Pino Mango, vale a dire una persona
normale. Per me era come un fratello,
io l’ho sposato. C’era un legame di
grande grande affetto». Al cordoglio
si sono unite alcune figure istituzionali. «Pino Mango era un artista bravo raffinato serio, ma anche un uomo
molto legato alla sua terra – ha detto
il vice ministro dell’Interno Filippo
Bubbico - di grande sensibilità, pronto a dare il sostegno per iniziative
solidali». «Te ne sei andato via prima....con il tuo “Oro”: il talento e
l'Amore per la Basilicata! Ciao Pino«.
Così il presidente Nicola Valluzzi nella nota con cui esprime il cordoglio
per la morte di Pino Mango. «Un ri-
cordo – prosegue - che si unisce allacampagna di promozione e sensibilizzazione dell’affidamento familiare, lanciata nel febbario del 2011
dalla Provincia e che videcome testimonial proprio Mango e Laura Valente». Infine, il sindaco di Lauria
Gaetano Mitidieri: «Con la morte di
Pino Mango piangiamo un uomo che
aveva fatto dell’attaccamento alle radici lucane, dell’umiltà, delle generosità e della voglia di emergere grazie al proprio talento un segno distintivo della sua vita professionale e
[p. per.]
personale».
Policoro
«Intitolargli il PalaErcole»
«Intitolare il PalaErcole di Policoro a
Pino Mango». Lo ha proposto alla civica
amministrazione, titolare del palazzetto
“scena” della morte della “voce della Basilicata” in cui si svolgono manifestazioni
sportive e spettacolari e capace di circa
2000 spettatori, il consigliere regionale di
Forza Italia, Paolo Castelluccio. «La proposta – ha spiegato Castelluccio - ha
l’obiettivo di onorare la memoria di un artista simbolo ed ambasciatore della lucanità». Il consigliere «azzurro» era presente durante
l’ultima esibizione benefica al PalaErcole, organizzata attorno
ai temi della
solidarietà e
dell’integrazione per raccogliere fondi a favore
della onlus
«World of
Colors» impegnata nella
costruzione di una scuola a Bolama, in
Guinea Bissau, ha evidenziato “l’impegno sociale e civile di Mango. Si tratta di
un messaggio importante per le giovani
generazioni e per tutti i lucani. Proprio
come quel suo “scusate” sussurrato al
microfono, segno di grande rispetto per
il pubblico. Con Mango – ha concluso Castelluccio – scompare un interprete della
musica italiana dai valori profondi». [fi.me.]
RASSEGNASTAMPA
POTENZA CITTÀ I V
Mercoledì 10 dicembre 2014
TRASPORTO PUBBLICO
AUTOBUS URBANI
LA PROTESTA
Si teme il taglio di 38 posti di lavoro. Al
momento ci sono ancora due mensilità di
stipendio arretrate
IL FUTURO
L’assessore ai trasporti Bellettieri
annuncia che presto sarà pubblicato il
bando di gara per l’affidamento definitivo
Cotrab, gli autisti
scendono in piazza
Niente stipendi e taglio di 700.000 chilometri
GIOVANNA LAGUARDIA
l Circa trentotto dipendenti
del Cotrab rischiano il posto di
lavoro per il taglio di 700.000
chilometri al piano di esercizio deciso dal Comune di
Potenza. Ieri mattina i lavoratori del consorzio che gestisce in regime di proroga il
trasporto pubblico urbano a
Potenza hanno manifestato
per protestare a causa dei ritardi nei pagamenti degli stipendi e per i paventati tagli ai
chilometri e, di conseguenza,
al personale. «Abbiamo avuto
dal Cotrab l’anticipazione di
una mensilità - spiega Sebastiano Colucci, uno dei lavoratori del consorzio - ma ci
sono ancora due mensilità arretrate e adesso dovremmo
percepire la tredicesima. Il
problema è la grande debitoria
che il Comune di Potenza ha
maturato nei confronti del Cotrab. E ora il Comune ha deciso un taglio di 700.000 chilometri all’attuale piano di
esercizio. Se consideriamo il
numero di chilometri che in
media è assegnato ad ogni autista, questo potrebbe significare un taglio di 38 dipendenti. Cioè 38 lavoratori rischiano di perdere il posto di
lavoro che hanno ottenuto meno di un anno fa, dopo anni e
anni di precariato. Ma non è
tutto. Abbiamo anche sentito
voci secondo cui dovrebbero
chiudere anche due impianti
di scale mobili. Questo significherebbe per noi la perdita di
altri 18 posti di lavoro. In tutto
questo il sindaco e l’assessore
ai trasporti non ci danno alcuna riposta certa sul nostro
futuro».
L’assessore ai trasporti del
Comune di Potenza, Gerardo
Bellettieri, conferma la volontà di tagliare 700.000 chilometri dal piano di esercizio (si
passerà dagli attuali 2.600.000 a
1.900.000), ma non la chiusura
di due degli impianti di scale
mobili. In ogni caso, secondo
quanto annunciato dall’assessore, il volto del trasporto pubblico a Potenza potrebbe cambiare completamente a breve
termine. E non solo perché
l’attuale contratto di esercizio
scadrà il due febbraio prossimo. «L’obiettivo - spiega Bellettieri - è quello di arrivare
alla gara di appalto per l’affidamento del servizio nel più
breve tempo possibile. Il Comune deve distaccarsi da questa situazione, nel senso che ci
deve essere un rapporto reale e
diretto tra il datore di lavoro ed
i suoi dipendenti. Le tabelle
prevedono un tot a chilometro
per il servizio e sulla base di
quello la ditta affidataria dovrà gestire i propri dipenden-
TRASPORTI I bus del servizio urbano del capoluogo lucano [foto Tony Vece]
COMUNE INCONTRI PIÙ O MENO RISERVATI IN ATTESA DELLE DECISIONI DEL PARTITO DEMOCRATICO
De Luca guarda alle civiche
per la nuova maggioranza
CONSULTAZIONI
L’idea è trovare tra quei
consiglieri il sostegno
necessario
Il petrolio e l’articolo 38 dello «Sblocca Italia»
Slitta la discussione
in consiglio comunale
.
All’ordine del giorno c’era la discussione sul petrolio e sull’articolo 38
dello «Sblocca Italia». Ma nel corso
della Conferenza dei capigruppo, svoltasi nel tardo pomeriggio di ieri, è
emersa l’esigenza di rinviare ad una
prossima data la seduta del consiglio
comunale già fissata per il 10 dicembre.
Perché? «Al fine - spiegano dall’ufficio
stampa del Comune - di consentire un
ulteriore approfondimento dell’argomento posto all’ordine del giorno, attraverso l’ascolto ed il coinvolgimento
delle rappresentanze studentesche e
delle forze sociali tutte, nonché una
maggiore partecipazione delle altre
istituzioni presenti sul territorio della
regione».
MARSICOVETERE IL CSAIL DOPO LA DECISIONE DEL SINDACO
«Scandaloso l’annuncio
stop a impianti sciistici
Si pensa solo al petrolio»
l «E’ semplicemente scandaloso che il sindaco di Marsicovetere Cantiani annunci la chiusura degli impianti sciistici del
Volturino per l’intera stagione di
turismo bianco 2014-15 trincerandosi dietro “problemi tecnici”».
Così il presidente del Csail-Indignati Lucani Filippo Massaro
che aggiunge: «dall’estate 2013
quando la fune dell’impianto di
risalita, sostituita solo qualche
anno prima con una spesa di 400
mila euro, è stata tranciata da
vandali, sono trascorsi almeno
14-15 mesi, un tempo più che congruo per garantire il ripristino
della fune e quindi la ripresa
dell’impianto. Se l’ amministrazione Cantiani non è in grado di
garantire l’espletamento di una
gara di appalto in più di un anno
deve ammettere la propria inca-
ti».
Ma quanto tempo potrebbe
trascorrere prima che effettivamente si arrivi alla pubblicazione del bando?
«Per quanto riguarda i miei
uffici - risponde Bellettieri abbiamo già approntato tutta
la documentazione necessaria
e aspettiamo il visto dell’ufficio gare». Nel frattempo l’iter
burocratico prevede che il
prossimo piano di esercizio,
che ha ricevuto l’avallo della
Giunta, sia approvato dalla Sesta commissione consiliare e,
quindi, dal Consiglio comunale. A quel punto, con il piano
di esercizio approvato, il Comune potrà pubblicare il bando di gara per l’affidamento
del servizio di trasporto pubblico urbano. Dalla data di
pubblicazione del bando, poi,
dovranno trascorrere i tempi
tecnici per la spedizione delle
domande di partecipazione e
la loro valutazione.
pacità e non trovare alibi di natura burocratica. Accadrà dunque che se arriva la neve anche
quest’anno non sarà possibile
sciare. La verità è che il turismo
non è più il motivo economico in
Val d’Agri dove tutto ruota solo
intorno al petrolio. Si preferisce
pensare ai pozzi perché più pozzi
ci sono e più royalty possono arrivare, mentre si abbandonano
l’impianto di seggiovia lungo circa 1200 metri e la pista che ha
inizio dalla vetta del monte Volturino (1836m), si snoda lungo le
pendici della montagna contornata da boschi e ruscelli, sino a
raggiungere il traguardo posto
450 metri più in basso, per un
totale di circa 2600 metri».
Per Massaro «al disinteresse
per il turismo si aggiunge lo sperpero di denaro pubblico».
La nota dell’ufficio stampa del Comune
è stata diffusa ieri sera alla fine della
conferenza dei capigruppo.
«Al rinvio, peraltro - si legge ancora
nella nota - non si frappongono ragioni
di urgenza, venute meno a seguito della decisione già adottata dal Consiglio
regionale».
Alla decisione di rinviare la discussioni
si è opposto Michele Cannizzaro.
Il consigliere chiedeva di discutere, come fatto in tanti altri consigli comunali,
con i consiglieri di minoranza. Ma alla
fine si è deciso di spostare la seduta.
«La nuova adunanza - fanno sapere
dall’ufficio stampa del Comune - sarà
comunque convocata entro breve ternine.
ANTONELLA INCISO
l Contano su 17 voti. Tra
destra e sinistra, 17 consiglieri che sarebbero pronti a
votare il sostegno a Dario De
Luca ed alla giunta frutto del
rimpasto. Mentre le consultazioni procedono in cerca della più ampia convergenza sul
governo della città, il sindaco
De Luca ed alcuni suoi fedelissimi starebbero già lavorando ad un «piano B».
Un’intesa che scaturisca in
una maggioranza definita e
sostanziosa tanto da consentire al sindaco De Luca di
governare senza l’appoggio
dei consiglieri eletti nella lista
del Partito democratico. La
«stampella» di De Luca in
questo scenario, dunque, sarebbero i consiglieri del Centrosinistra eletti nelle liste civiche. Consiglieri sparsi, lontani dalla precedente amministrazioni, considerati come
il nuovo e soprattutto non
politicamente troppo identificabili, in modo da avere la
possibilità di appoggiare il go-
verno cittadino senza teccessive difficoltà politiche.
Con alcuni di loro e con i
partiti che si sono dichiaramente espressi a favore del
governo del primo cittadino,
dunque, il governo De Luca
potrebbe raggiungere i 17 voti
e guidare la città senza troppe
fibrillazioni. Almeno secondo
quelle che sono le ipotesi allo
studio. Perchè da sciogliere
resta ancora il nodo dem.
Le consultazioni fissate per
la scorsa settimana sono slittate a giovedì, ma sono in
molti a scommettere che anche sino a quella data difficilmente la quadratura del
cerchio ci sarà.
Troppe ancora le divisioni
interne tra chi vuole dare il
sostegno a De Luca seppure
con alcuni paletti e chi, invece, è per la linea dura e dice
no ad ogni possibilità di collaborazione. Troppe le distanze anche con gli alleati del
Centrosinistra. Troppe le diversità, insomma, per lasciare
pensare a soluzioni in tempi
brevi.
POTENZA IL BOTTINO: UN COMPUTER E UNO STEREO. L’ALLARME LI HA MESSI IN FUGA
I ladri sono tornati
nella scuola Sinisgalli
ALESSANDRO BOCCIA
l Continuano i furti nelle scuole di
Potenza, questa volta è toccato all'istituto
comprensivo Leonardo Sinisgalli. Dalla
scuola di via Anzio, lo scorso fine settimana dei ladri hanno portato via un
computer custodito nelle aule della scuola media ed uno stereo che si trovava
invece in quelle della materna. Ad evitare che il bottino fosse di più grave entità
ci ha pensato l'allarme che è scattato
dopo l'ingresso dei malviventi dall'entrata laterale della struttura. La scoperta è
avvenuta solo ieri mattina al rientro in
classe di personale e alunni dalle festività
dell'Immacolata. Per una parte dei quasi
700 scolari scolari che frequentano l'istituto, l'ingresso in aula è avvenuto con
mezz'ora di ritardo, proprio per consentire ai Carabinieri, giunti sul posto per i
rilievi di rito, di ultimare i controlli.
«Quando si ruba a scuola si ruba ad
un'intera comunità», è stato il commento
della dirigente scolastica, la professoressa Giovanna Gallo. Per la scuola intitolata a Leonardo Sinisgalli è il secondo
furto subito in meno di un anno. Già a
febbraio infatti dei malviventi si erano
introdotti nell'istituto portando via diversi computer ed alcuni videoproiettori
e danneggiando pesantemente molti vetri, porte ed una lavagna luminosa. A
febbraio tuttavia la decisione premeditata dei ladri di staccare la corrente elettrica impedì all'allarme di suonare. Pochi giorni fa, appena il 2 dicembre scorso,
bersaglio di atti vandalici, è stato invece
l'istituto comprensivo Giacomo Leopardi. Ignoti sono entrati a scuola da una
finestra rotta e si sono subito recati all'interno dell'aula che conteneva una cassetta con le chiavi di accesso a tutti gli
ambiente della scuola. Fortunatamente,
però, forse spaventati dall'arrivo di qualcuno, hanno dovuto darsi alla fuga.
CONTROLLI I carabinieri a scuola [foto Tony Vece]
le altre notizie
OGGI NEL CONSORZIO ASI
Le ragioni dello sciopero nazionale
incontro organizzato da Cgil e Uil
n Oggi, alle 9.30, nella sala conferenze del Consorzio Asi a Tito scalo, incontro di presentazione
delle ragioni dello sciopero indetto congiuntamente da Cgil e Uil nazionale. Legge di stabilità
e Jobs act sono i temi che hanno fatto registrare
un’importante convergenza tra Cgil e Uil, sulla
necessità di attivare sciopero generale per il 12
dicembre con manifestazioni territoriali.
RASSEGNASTAMPA
POTENZA CITTÀ I VII
Mercoledì 10 dicembre 2014
IL PERSONAGGIO
INNOVAZIONE
L’imprenditrice potentina di 32 anni è titolare
dell’azienda Airdrone ed è presidente
nazionale dell’associazione droni
EMIGRANTE DI RITORNO
LAUREATA ALLA BOCCONI
Si è diplomata negli Stati Uniti e poi
laureata alla Bocconi di Milano. È tornata
a Potenza nell’azienda di famiglia
La regina dei droni
è una giovane lucana
A Luciana De Fino il premio «Donna Zonta 2014»
‘‘
‘‘
MASSIMO BRANCATI
l In comune hanno la passione per il
volo. Le divide oltre un secolo di vita,
ma c'è un filo che le lega lungo il quale
scorre la stessa voglia di scoprire, di
imparare, di sorprendere e sorprendersi. Ieri Amelia Earhart, la prima
donna a sorvolare l'Atlantico con il suo
velivolo, oggi Luciana De Fino, convinta sostenitrice dell'utilità multidisciplinare dei cosiddetti droni, mezzi
volanti telecomandati. Potentina, 32
anni, una laurea in Economia alla
Bocconi di Milano (è specializzata in
finanza per le operazioni straordinarie
sul capitale), un diploma conseguito
negli Stati Uniti e un altro in Italia,
variegate esperienze aziendali, De Fino
è tornata nella sua terra d'origine dove
ha fondato l'azienda Airdrone, la cui
sede si trova a Viggiano. Un'emigrante
di ritorno, si direbbe. Le chance per
restare fuori non le mancano, così
come gli impegni la portano spesso via
dalla sua regione (è vice presidente
nazionale del settore servizi innovativi
e tecnologici di Confindustria), ma ha
deciso di investire qui, di mettersi in
gioco «in un territorio – dice – pieno di
limiti ma anche di grandissime opportunità».
Ieri sera la giovane imprenditrice ha
ricevuto il premio Donna Zonta 2014
nel corso di una cerimonia che si è
svolta nella cappella dei Celestini, all'interno di palazzo Loffredo, di Potenza. L'associazione che dà il nome al
riconoscimento – presieduta da Dina
Russiello, segretaria Lucia Pangaro –
ha deciso di puntare su De Fino proprio
per sottolineare il suo impegno «vincente» in un settore vicino a quello di
Amelia Earhart, fondatrice dello Zonta
Club International.
Da dove nasce l'interesse per il
IL RITORNO
La nostra terra ha limiti ma anche
tante opportunità. Un messaggio
di speranza per i ragazzi
TECNOLOGIA
I campi di applicazione dei
droni sono numerosi. Anche
sul fronte dei soccorsi sanitari
IMPRENDITRICE Luciana De Fino
drone?
«Sono molto incuriosita dalle nuove
frontiere della tecnologia. Con la Spix,
l'azienda di famiglia (il padre è l'imprenditore Maurizio De Fino, ndr),
specializzata nella gestione di beni
culturali e documentali, eravamo impegnati in un processo di sanificazione
nel Veneto e ci rendemmo conto dell'effettiva efficacia dei droni. Il discorso
è nato parlando con degli specialisti in
seno a Confindustria. Sulla scia di
quell'interesse abbiamo fondato la Airdrone Srl e, di riflesso, un'associazione
nazionale che riunisce tutti gli operatori che lavorano in questo ambito in
modo da rappresentare l'intera filiera».
I droni vengono spesso associati a
operazioni militari. In quali applicazioni civili possono trovare
CONTRADA GIULIANO RIFIUTI RICICLATI TRASFORMATI IN OGGETTI NATALIZI
Le luminarie
eco-sostenibili
l Il Natale si accende
anche a contrada Giuliano
di Potenza. Sorprendenti
strutture luminose, fatte con
materiali da recupero, sono
state realizzate da bambini,
ragazzi ed adulti della comunità che, supportati dall'associazione culturale no
profit «Persona Libera», hanno creduto al progetto con impegno e attenzione.
L'obiettivo primario è stato
quello di recuperare e riciclare
materiali inquinanti, tossici e di
difficile smaltimento: da bottiglie di plastica lavorate e dipinte
sono sbocciati fiori luminosi,
pneumatici hanno dato vita ad
animali, bicchieri di plastica hanno dato forma ad un pupazzo di
neve. Un riciclo creativo che fa da sfondo ad un
vero e proprio momento di riflessione e condivisione sociale e culturale. «Ci si augura - dice il
consigliere comunale Savino Giannizzari - si
possa migliorare e proseguire nel tempo illuminando e rallegrando tutta la contrada e non
solo magari adottando per il prossimo anno un
vicolo del centro storico di Potenza».
FESTA
Le luminarie di
Giuliano. Nelle
altre foto i
cittadini che
hanno
contribuito
all’iniziativa
.
sbocchi e produrre vantaggi?
«Infinite applicazioni. Per il trasporto e la consegna di cose, per il telerilevamento e la sorveglianza, per
l'analisi delle biodiversità. C'è anche un
aspetto ludico da tenere in considerazione e, naturalmente, l'utilizzo per
realizzare immagini suggestive dall'alto. Si tratta di apparecchi che se integrati con altre tecnologie sono in
grado di darci informazioni di alto
livello».
Questi velivoli radiocomandati
potrebbero servire anche per scopi sanitari?
«Perché no. È stato di recente candidato al finanziamento dell'Unione
europea il drone del pronto soccorso,
equipaggiato con un defibrillatore.
L'apparecchio è in grado di raggiungere situazioni logistiche estreme per
intervenire su pazienti in difficoltà».
Nonostante la sua giovane età, ha
già un ricco bagaglio di esperienze lavorative. Avrebbe potuto
restare a Milano per spendere il
suo know-how forgiato da anni di
CIELO Un modello di drone
studi e di specializzazioni. Perché
ha deciso di tornare in Basilicata?
«Volevo riappropriarmi della mia
terra e rientrare nell'azienda di famiglia che oggi assorbe il 70 per cento
del mio tempo e del mio impegno. Sono
convinta che anche qui, nella nostra
terra, si possa fare impresa e creare
sviluppo e occupazione. È un messaggio di speranza e di fiducia per i
giovani lucani».
Si aspettava il premio Donna Zonta 2014?
«Per me è una sorpresa!».
Secondo lei l'hanno premiata solo
perché c'è un'analogia di fondo
tra la sua attività e quella della
fondatrice dell'associazione?
«So che il club ha pensato a me con il
desiderio di premiare il mio coraggio
di mollare tutto e di rientrare in Basilicata. Qui i problemi non mancano e
i limiti sono oggettivi, ma la nostra
terra ha le potenzialità per risollevarsi
e crescere. Bisogna crederci e avere
delle idee da sviluppare».
POTENZA IL PROGRAMMA
le altre notizie
UNA RICERCA
Nuove generazioni
incontro a Potenza
n La Filef di Basilicata e la Presidenza del consiglio della Regione presentano oggi, nella
Sala A del Consiglio regionale, alle 18, una ricerca dal titolo «Le nuove generazioni».
Ne discuteranno, tra gli altri,
Grazia Moffa, sociologa delle
migrazioni, Nicola Benedetto, Presidente della Commissione dei Lucani all’estero,
Carmine Lombardi, presidente del Forum dei giovani
della Basilicata. Il volume
raccoglie contributi di vari
autori sui temi delle nuove
migrazioni e sulle nuove dinamiche sociali, economiche e
culturali, interne ed esterne.
POTENZA CHIUSA LA MOSTRA
Santa Lucia Scatti di Fanì
una festa
sulla città
«riscoperta» delle fontane
l Tra le iniziative del programma degli eventi natalizi
a Potenza l’assessore comunale alla Cultura Margherita
De Francesco, in collaborazione con la congrega di Santa Lucia, si è impegnata per
ridare lustro alla tradizionale festa del 13 dicembre
dedicata alla santa.
Hanno contribuito al progetto alcuni istituti comprensivi impegnati nella ricerca
sulla vita di Santa Lucia. La
manifestazione finale che si
terrà sabato prossimo.
I bambini del Coro di S.
Lucia saranno accompagnati
dai loro genitori alla 16.30 e
affidati ai docenti sul sagrato
della chiesa di San Rocco da
cui muoverà la sfilata che
percorrerà corso Garibaldi
fino a piazza XVIII agosto e
continuerà per corso Umberto I, proseguirà per Santa
Lucia e si concluderà, intorno alle 19.30, in piazza
Mario Pagano.
l Si è appena conclusa la
mostra fotografica, allestita
nell’atrio del Comune di Potenza, realizzata da Fanì. Centosessanta gli scatti esposti per
far conoscere ai potentini le
molte fontane presenti in città,
ormai dimenticate. Visitatori e
curiosi non sono mancati sia
dalla Basilicata che dalle regioni limitrofe.
Un percorso fotografico legato alla storia culturale antica
e moderna con la foto d’epoca
della fontana a zampillo di
piazza Prefettura, la ex di piazza Duomo, vico Insorti, la fontana della 1° Rampa Meridionale con personaggi d’epoca risalenti al 1930, le sorgenti, i
pilacci, abbeveratoi e tante fontane di centri provinciali di
Potenza e Matera senza minimizzare l’antica fontana di
Grassano dove al suo interno è
cresciuta la vegetazione arborea. Fanì ha ricevuto i complimenti del sindaco Dario De
Luca.
RASSEGNASTAMPA
VIII I POTENZA E PROVINCIA
LA MALA LUCANA
IL DELITTO DI PARCO AURORA
Mercoledì 10 dicembre 2014
NUOVI VERBALI
La Procura di Salerno ha sentito l’ex
boss Saro Mammoliti e Giuseppina
Pesce, figlia del boss di Rosarno
Omicidio Gianfredi
Ci sono due nuovi testimoni
Sono pentiti di ’ndrangheta
FABIO AMENDOLARA
l Tra le fonti di prova fornite dalla
Procura ci sono i verbali di interrogatorio di don Saro Mammoliti, ex
mammasantissima della ’ndrangheta,
e di Giuseppina Pesce, figlia dell’ex
boss di Rosarno Salvatore Pesce. I due
verbali si sommano a quelli dei collaboratori di giustizia lucani che hanno fornito informazioni sull’omicidio
dei coniugi Giuseppe Gianfredi e Patrizia Santarsiero. L’inchiesta - una
delle udienze si terrà oggi in tribunale
a Salerno - è approdata all’udienza preliminare.
Secondo la Procura antimafia di Sa-
lerno i basilischi avrebbero voluto
«dare una dimostrazione di forza al
clan egemone». I mandanti: Gino Cosentino, ex capobastone dei Basilischi,
e Tonino Cossidente. Esecutori: Carmine Campanella, Saverio Riviezzi,
Alessandro D’Amato e Angelo Nolè.
La Procura di Salerno ritiene di aver
sbrogliato il giallo. Per la quinta volta
di fila (la prima volta il mandante era
Renato Martorano, tre anni dopo Gennaro Cappiello, poi per due volte Tonino Cossidente e ora Gino Cosentino)
in questi 17 anni (l’omicidio risale al 29
aprile del 1997). Perché le dichiarazioni dei pentiti, questa volta, «sono
convergenti». E allora i magistrati
hanno chiesto il rinvio a giudizio. La
famiglia di Patrizia Santarsiero, tramite il fratello Antonio, si è costituita
parte civile tramite l’avvocato Gianpaolo Carretta.
I pentiti hanno detto di aver avvisato
prima dell’omicidio un uomo del clan
Martorano. Il gip di Potenza Gerardina Romaniello la riteneva una contraddizione. Ed è evidente che lo sia.
Ma per i magistrati di Salerno è superabile. «Piccole incongruenze» le
chiama il giudice che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare. Stessa
impostazione della Procura di Potenza. E non importa se Cossidente prima
dica che Riviezzi «non c’entra nulla».
.
.
UDIENZA GUP Torna il processo per l’omicidio Gianfredi a Salerno [foto Tony Vec]
Poi lo tira dentro completamente. E
Riviezzi diventa organizzatore del delitto. «Angelo Nolè sapeva che in quei
giorni sarebbe stato commesso l’omicidio. Ha organizzato pure lui. Si propose per trovare le armi», dice Cossidente. D’Amato ha detto anche di
essersi procurato la pistola: «Una 7.65
bifilare (secondo Cossidente, invece,
fu usata una calibro nove, ndr)». La
Procura di Salerno ha cercato di capire da quali canali della mala arrivarono le armi usate per l’omicidio.
Nolè viene indicato dai pentiti come
appartenente al clan dei basilischi. Per
Cossidente «era attivato (che nel gergo
della mala vuol dire affiliato, ndr)». Ma
da dove provenivano le armi? Il fucile,
sostiene Cossidente, lo prese in prestito da un venditore d’auto che se l’era
procurato in Calabria. Nello stesso
verbale aveva detto che Nolè si era
proposto per reperire le armi.
Ma tutto si gioca sul confronto tra i
due collaboratori. Cosentino: «A carico tuo... tu hai mandato». Cossidente:
«Tu hai detto che io...». Il verbale appare incomprensibile. I due si contendono il «battesimo» criminale di Riviezzi. Stando alla ricostruzione è Cosentino il bugiardo. E per l’accusa rappresentata in aula dal pubblico ministero Rosa Volpe - è anche il mandante dell’omicidio.
POTENZA È QUANTO EMERSO IERI SERA IN UN CONVEGNO PROMOSSO DA FIBA E SLP CISL. LE OPERAZIONI SOSPETTE NEL 2012-2013 SONO AUMENTATE DEL 69,6%
Basilicata, è allarme riciclaggio
Peggio fa soltanto il Molise. In cinque anni l’aumento è stato del 700 per cento
l «La Basilicata è la regione in
cui si registra il maggiore incremento di segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio tra il
2012 e il 2013, seconda solo al Molise». È quanto emerge da uno studio realizzato dalla Fiba Cisl e dal
Slp Cisl su dati Bankitalia i cui
principali risultati sono stati illustrati ieri sera allo «Stabile» di
Potenza in un convegno su «La
normativa antiriciclaggio dal
punto di vista dei lavoratori». promosso dalle due federazioni sindacali. Presenti operatori e stakeholder del settore: Banca d’Italia, Equitalia, Federazione Regionale di Credito Cooperativo, Associazione Antiracket, Guardia di
Finanzia e Carabinieri. Dopo il
saluto del sindaco di Potenza, Dario De Luca, ha parlato Mario Capocci, esperto della Fiba Cisl nazionale sul tema della normativa
antiriciclaggio.
Ma cos’è il riciclaggio e come lo
si riconosce? «Il riciclaggio è il
reimpiego dei profitti, derivanti
da attività delittuose, in attività
lecite di carattere commerciale e
finanziario, che sfruttando la fungibilità e la prolificità del denaro,
turbano la concorrenza tra impre-
RICICLAGGIO Se n’è parlato ieri sera allo «Stabile» di Potenza
se e inquinano l'economia mettendone a repentaglio la democraticità». È la definizione che dà il
Gafi-Ocse di un fenomeno che negli ultimi anni ha evidenziato una
forte crescita, specie nelle regioni
meridionali. Sotto la lente
dell’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia sono finite nel 2013 oltre 64 mila operazioni sospette o anomale. Si tratta in gran parte di operazioni in
contanti (30,8%) e bonifici nazionali (22,9%) o esteri (7,2%) per un
valore complessivo di 84 miliardi
di euro, frutto di attività illegali
quali frodi fiscali, usura, abuso di
finanziamenti pubblici e frodi in
attività di leasing e factoring. Tra
le attività messe sotto osservazione dall’Uif spiccano i “compro-oro” e i nuovi metodi di pagamento digitale, come Bitcoin.
Ma non è sempre facile ricono-
CANCELLARA PER I CENTO ANNI DELLA SIGNORA RIENZI UNA PERGAMENA DAL SINDACO LO RE
Nonna Carminella varca il secolo
scere un’operazione sospetta.
Fondamentale diventa la formazione degli operatori, soprattutto
di banche e uffici postali, da dove
proviene la quota maggiore di segnalazioni.
«La legge prevede che siano le
aziende a formare il personale in
materia di antiriciclaggio; questa
formazione, tuttavia, avviene
spesso attraverso corsi in auto-formazione, di cui è dubbia la reale
fruizione e la concreta efficacia»,
denunciano i segretari regionali
di Fiba e Slp Cisl, Gennarino Macchia e Domenico Luglio. «Con questa iniziativa vogliamo aiutare gli
operatori bancari e postali a prendere sempre più coscienza delle
proprie responsabilità e aumentare la propria consapevolezza, affinché la maggiore conoscenza
delle norme e il loro puntuale rispetto li aiuti a mettersi al riparo
da severe sanzioni. Per la Cisl la
lotta al riciclaggio di denaro - concludono i due sindacalisti - è uno
degli strumenti importanti per assicurare legalità e trasparenza
nell’economia e contrastare l’evasione fiscale».
Quanto ai dati le segnalazioni
sono in netto aumento: Molise,
+85,2%; Basilicata, +69,6%; Puglia, +22,0%; Calabria, +12,8%; Sicilia, +6,6%.
Per quanto riguarda la Basilicata nel 2013 le segnalazioni fatte,
soprattutto da banche e uffici postali, circa operazioni sospette di
riciclaggio sono state 626, con un
incremento, come già visto, di
quasi il 70 per cento rispetto al
dato del 2012, quando le segnalazioni si fermarono a quota 369. È
l’incremento più alto subito dopo
il Molise che detiene il record nazionale di maggiore crescita del
fenomeno nel periodo considerato
con l’85,2 per cento. Molto preoccupante il dato nel lungo periodo.
In cinque anni, infatti, le segnalazioni in Basilicata sono aumentate del 700 per cento, passando
dalle 78 del 2008 alle 626 del 2013.
Nella prima parte 2014, infatti, le
segnalazioni hanno già raggiunto
quota 294 e per la seconda parte
dell’anno non si prevedono grossi
scostamenti dal dato del 2013.
È la provincia di Potenza quella
in cui si registra il maggior numero di segnalazioni. Il potentino
fa registrare anche il maggiore
incremento di operazioni sospette
tra il 2012 e il 2013.
VAL D’AGRI CON «NATURARTE» DAL 12 AL 14 DICEMBRE
Nel piccolo borgo lucano sono sei gli ultra centenari
Un viaggio alla scoperta
del parco dell’Appennino
l Festa a Cancellara per i cento anni di Carminella Rienzi, sesta centenaria del suggestivo borgo lucano. Nonna Carminella circondata da tutta la
famiglia, ha spento cento candeline. Dopo i festeggiamenti la visita del primo cittadino, Antonio Lo
Re che ha consegnato alla neo-centenaria, in buona
salute, una pergamena in segno di stima per la sua
vita esemplare. La vita amministrativa del sindaco
è stata scandita, quasi ogni anno, da un compleanno
secolare. Infatti, dal 2007 ad oggi, sono stati in sei i
concittadini che hanno varcato la soglia del secolo
di vita, due dei quali l’hanno abbondantemente superata oltrepassando i 104 anni. Un bel primato per
un centro, che conta poco più di 1300 anime.
l Nel week end del 12/13/14 dicembre, NaturArte accompagnerà il
visitatore in un viaggio alla scoperta del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano. Sede di incredibili rarità di flora e fauna come le
preziose orchidee dagli innumerevoli colori o i canterini uccelli che
abitano gli immensi faggeti, le sue silenziose montagne dal fascino
incantato, il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano è una riserva da
conoscere, da visitare, da godere. Lo scroscio delle sorgenti d’acqua, il
lago del Pertusillo con i suoi floridi isolotti, i borghi affascinanti,
l’incantevole Parco Archeologico di Grumentum che richiama sensazioni remote, fanno la bellezza di questo Parco. Gli immensi scenari
offerti dal Parco Archeologico di Grumentum dalla storia millenaria
sono una delle scenografie all’aperto scelte per gli eventi di NaturArte.
Tra i ruderi della storia il visitatore vedrà i preziosi reperti conservati
come in uno scrigno nel Museo Archeologico dell’Alta Val d’Agri.
FESTEGGIATA La centenaria e il sindaco Lo Re
le altre notizie
GALLICCHIO
INCONTRO VENERDÌ 12
La protezione civile
in famiglia
n La sede di Gallicchio del Gruppo Lucano di Protezione Civile
in collaborazione con il CSV:
Centro Servizi Volontariato
Basilicata, organizza per Venerdì 12 dicembre un incontro
rivolto alle popolazioni locali,
il cui precipuo fine è il portare
la «Protezione Civile in Famiglia». L’evento si terrà nei locali del Teatro Comunale -piazza Umberto I°-, alle ore 18. Il
programma, dopo i saluti del
sindaco Antonio Salerno, proseguirà con gli interventi del
presidente del CSV, Leonardo
Vita e del presidente Del Gruppo Lucano, Giuseppe Priore.
Sarà poi la volta dell’ingegner
Giuseppe Gesualdi il quale, attraverso la proiezione di slide e
filmati spiegherà l’importanza
delle costruzioni antisismiche.
Le conclusioni saranno affidate al presidente del Gruppo gallicchiese, Salvatore Bruno.
ACERENZA
13 E 14 DICEMBRE
I mercatini di Natale
per animare i vicoli
n Acerenza, il quarto borgo più
bello d'Italia, ospiterà nei giorni 13 e 14 dicembre "I mercatini
di Natale 2014" un grande evento culturale che unirà tradizione, artigianato, innovazione e
divertimento richiamando turisti da ogni parte della regione. Il centro storico dell'antica
cittadina lucana verrà riempito dai colori, dalle luci e dai sapori dell'Avvento. La Pro Loco
"Città Cattedrale" e l'Associazione Culturale "Acheruntia",
organizzatrici dell'evento, hanno cercato di promuovere la
realtà dell'artigianato locale
invitando alla manifestazione
professionisti acheruntini ma
anche diverse attività commerciali provenienti da varie cittadine lucane. «L' obiettivo - dice
Mariangela Rutilo, presidente
dell'Associazione Culturale - è
quello di animare le piazze, i vicoli della nostra cittadina».
RASSEGNASTAMPA
MATERA CITTÀ I IX
Mercoledì 10 dicembre 2014
ENTI IRRIGUI E RIPRESA
UN CLIMA DI VELENI E ACCUSE
BASTA MISTIFICAZIONI
«Chiediamo solo il rispetto delle relazioni sindacali e l’avvio di un serio confronto per l’efficienza della struttura», dicono Cavallo e Conese
IL COMMISSARIO
«Riorganizzati i carichi di lavoro solo per ottimizzare gli interventi di bonifica. I sindacati non
hanno chiesto di incontrarmi, dice Musacchio»
Consorzio, serve «un clima sereno»
Fai Cisl e Flai Cgil chiedono di ristabilire il dialogo per il bene dei lavoratori
SETTORE
PRIMARIO
La sede
del Consorzio di bonifica di Bradano e Metaponto. L’ente
irriguo dallo scorso
10 marzo
con delibera di giunta
regionale
si trova sotto la gestione commissariale [foto
Genovese]
DONATO MASTRANGELO
l Clima pesante al Consorzio di
bonifica di Bradano e Metaponto,
tra veleni e azioni sindacali che
evidenziano la situazione di stallo
dell’ente irriguo, attualmente
commissariato dalla Regione. Una
situazione che palesa la difficoltà
a generare il rilancio dell’ente che
passa soprattutto attraverso il piano di risanamento e il riassetto
economico-gestionale. Il muro
contro muro con le parti sociali è,
forse, il segnale più inquietante, a
testimonianza dell’assenza di un
sereno confronto sui nodi che frenano la ripresa del Consorzio. A
distanza di una settimana, Fai Cisl
e Flai Cgil ritornano alla carica
chiedendo ai vertici consortili che
venga ripristinata una corretta
piattaforma di relazioni sindacali
per il bene della struttura e di tutti
i lavoratori. Un comunicato a firma di Vincenzo Cavallo (Fai Cisl)
e Marcella Conese (Flai Cgil) che
esplicita in modo eloquente le difficoltà a riprendere un cammino
condiviso per la riorganizzazione
dell’ente, al fine di attribuire allo
stesso, un ruolo di centralità per il
settore primario. «La nota non sottoscritta pervenuta alle principali
testate locali da parte di un indefinito gruppo di dipendenti del
Consorzio - si legge nella nota palesa il clima che si respira all’interno dell’ente. Se nella normale
dialettica sindacale si deve ricorrere anche a mistificazioni e tentativi di alterare il senso delle corrette relazioni, non si è più in un
contesto sano,
ma si sta travalicando il perimetro
della
chiarezza e della
trasparenze. Le
farneticazioni
contenute nel
documento sono
frutto di una
scarsa conoscenza del ruolo del
sindacato e di quanto in materia
previsto dal contratto collettivo di
settore. È così strano chiedere il
rispetto delle corrette relazioni
sindacali e l’avvio di un serio confronto per il bene e l’efficienza del
consorzio? È atto lesivo della libertà di prendere decisioni del
Commissario e del direttore generale, chiedere un preventivo
.
confronto/informativa rispetto a
decisioni che riguardano il personale? Se le decisioni prese dal
Commissario sono legittime e positive perchè temere il confronto?
La Flai e la Fai ribadiscono l’esigenza di ristabilire un clima sereno, perchè i
tentativi di destabilizzare
da parte di alcuni non fanno bene, in un
momento particolare per la
vita dell’ente,
per il suo rilancio e per il futuro occupazionale di coloro che vi lavorano».
Nei giorni scorsi il commissario del Consorzio, Giuseppe Musacchio, aveva replicato ad una
nota dei sindacati. Fai e Flai avevano sottolineato che la proposta
di riorganizzazione dell’ente sarebbe dovuta arrivare entro sei
mesi dalla delibera del 10 marzo
2014 di attribuzione dell’incarico
QUALE FUTURO
L’obiettivo è attuare il
risanamento con un piano
di riassetto gestionale
PROVINCIA L’ENTE DI VIA RIDOLA
L’assemblea dei sindaci
approva lo statuto
con tempi da primato
l La Provincia di Matera è una
delle prime, dopo la riforma, ad approvare lo statuto. I consiglieri provinciali, insieme al presidente Francesco De Giacomo, hanno lavorato
senza sosta affinché si potesse giungere a questo risultato. L’approvazione è venuta dall’Assemblea dei
sindaci che si è tenuta ieri nella sala
consiliare del Palazzo di via Ridola.
Secondo il nuovo dettato normativo,
l’Assemblea ha poteri propositivi,
consultivi e di controllo. Nell’occasione De Giacomo, insieme a tutti i
consiglieri provinciali e ai sindaci, ha
espresso solidarietà ai componenti del
circolo Pd di Montescaglioso per l’increscioso atto intimidatorio avvenuto
nei giorni scorsi con il lancio di una
bottiglia molotov.
di commissario straordinario, rimarcando che lo stesso provvedimento assegnava come competenze quelle di predisporre il piano di
risanamento ed accertare lo stato
patrimoniale dell’ente e non revocare ed attribuire incarichi e
spostare il personale. «Sono stati
posti in atto - aveva sostenuto Musacchio - atti di mera gestione
dell’ente con la riorganizzazione
dei carichi di lavoro in funzione
della ottimizzazione, anche in termini di tempestività ed efficienza
degli interventi dell’attività di bonifica che ha visto in passato il
Consorzio al centro di continue
polemiche ed accuse, sia da parte
degli amministratori locali che
del mondo agricolo, per la imputata mancata o non adeguata manutenzione dei canali. Tali atti di
gestione non necessitavano e non
necessitano di alcuna concertazione con le organizzazioni sindacali. Le due sigle sindacali non
hanno mai chiesto incontri con lo
scrivente».
Castelluccio, Forza Italia
«Le decisioni unilaterali non aiutano
Efficienza e funzionalità prima di tutto»
«Il clima di scontro con i sindacati a seguito di provvedimenti unilaterali del commissario straordinario unico
dei Consorzi di Bonifica non aiuta certo a risolvere gli storici e incancreniti problemi di funzionalità ed efficienza degli enti consortili che per il mondo agricolo, soprattutto
nel Metapontino, continuano ad essere una priorità». È il
commento del consigliere regionale di Forza Italia Paolo
Castelluccio per il quale «la sollecitazione dei sindacati rivolta al presidente Pittella intanto per chiarire quali sono le
reali funzioni delegate al commissario e per favorire il confronto con le parti sociali va raccolta in tempi rapidi. Anche noi consiglieri non conosciamo propositi ed obiettivi
del cosiddetto piano di riorganizzazione, per ora avviato
con il personale, che vorrebbe attuare il commissario e sui
quali i sindacati avanzano dubbi di legittimità. È dunque
necessario che prima di procedere ulteriormente nell’attribuzione o revoca di incarichi al personale il commissario
svolga una relazione sui sette-otto mesi di attività svolta a
partire dalla nomina e precisi i suoi programmi di cui deve
dare conto a Consiglio e Giunta». Per il consigliere di Fi «le
aspettative del mondo agricolo sono rivolte in particolare
al risanamento finanziario degli ex Consorzi, elemento essenziale per predisporre un piano di rilancio operativo».
DIETA MEDITERRANEA UN PERCORSO CHE VALORIZZA LA FILIERA DEI PRODOTTI TIPICI LOCALI GUIDATI DA ESPERTI CHEF
Aria di Natale con i corsi gastronomici
Le altre notizie
INCONTRO AL «BRIGANTI»
Giovani in agricoltura
opportunità di lavoro
n Sulle opportunità per i giovani
in agricoltura contenute nel
nuovo Programma di sviluppo
rurale 2014-2020 si discuterà in
un seminario organizzato
dall’Istituto tecnico agrario
“G. Briganti” in collaborazione con il Dipartimento Politiche agricole della Regione e il
Comitato ex alunni dell’Itas. I
lavori avranno inizio alle 9.30
nell’aula magna dell’istituto,
in contrada Rondinelle. Dopo il
saluto del dirigente scolastico
Francesco Di Tursi e del dirigente generale del Dipartimento Politiche agricole Giovanni
Oliva, interverranno Giuseppe
Montemurro, del Comitato ex
alunni Itas, e Michele Lamacchia, del Dipartimento politiche agricole. Concluderà l’assessore regionale Michele Ottati. Coordinerà Filippo Radogna del Dipartimento Politiche
agricole. Previsto un dibattito
con gli studenti.
EX PRESIDENTE CAMERA
L’on. Violante incontra
il sindaco Adduce
n L'on. Luciano Violante, già presidente della Camera dei deputati, questa mattina, alle 11.30,
incontrerà in Municipio il sindaco, Salvatore Adduce.
VENERDÌ 12 DICEMBRE
Sciopero, possibili disagi
nel trasporto pubblico
n Possibili disagi nel servizio di
trasporto pubblico urbano potrebbero esserci venerdì 12 dicembre a causa dell’adesione
dei lavoratori delle autolinee
Miccolis allo sciopero nazionale di 8 ore proclamato da Filt
Cgil e Uilt Uil per protestare
contro la riforma della pubblica amministrazione, Jobs act,
legge di stabilità e politica economica. L’astensione del lavoro, nel rispetto delle prestazioni indispensabili, è prevista
dalle 10 alle 12 e dalle 16 e dalle
22.
GLI ORARI NELLE FESTIVITÀ
Chiese rupestri chiuse
La Camera di commercio promuove oggi e domani attività di cucina e pasticceria solo il giorno di Natale
l Non saranno gare a colpi di padelle e
di pietanze nè concorsi tra cuochi provetti. Ma i corsi di cucina e pasticceria
proposti dalla Camera di commercio offriranno la possibilità a casalinghe, appassionati della cucina e ristoratori di
comprendere come la dieta mediterranea, che ha nella filiera dei prodotti tipici
locali una garanzia e una attrazione irresistibile per buongustai di ogni latitudine, e soprattutto per i turisti, possa
entrare nei menù di Natale. Le due iniziative, in programma oggi, alle 16, con
l’apporto degli chef Battista Guastamacchia, Gianfranco Bruno e Innocenzo Schiavone, e domani, alla stessa
ora, con gli chef Antonio Farella, Innocenzo Schiavone e Giuseppe Sciaraffa, sono state organizzate in collaborazione con l’Unione regionale cuochi Lu-
cani e l’Associazione cuochi materani e si
terranno nella sede dell’ente camerale, in
via Lucana.
«Conoscere e utilizzare per il pranzo di
Natale prodotti tipici e piatti della tradizione locale – ha detto il presidente della
Camera di commercio, Angelo Tortorelli – significa contribuire fruire appieno dei benefici della dieta mediterranea e
la filiera ad essa legata. Olio extravergine
di oliva, vino, pane, biscotti, legumi, farina, uova, frutta, carni, formaggi prodotti in loco sono una garanzia dal punto
di vista della qualità e della genuinità. Al
resto per il pranzo di Natale ci pensano gli
chef e l’ampio patrimonio di ricette che
gli chef dell’Unione regionale cuochi e
dell’Associazione cuochi materani illustreranno ai corsisti. È una iniziativa che
continua quanto abbiamo fatto e conti-
nueremo a fare con il progetto di Dieta
mediterranea che ha coinvolte scuole,
operatori, buongustai e per il lavoro di
ricerca che ha portato alla realizzazione
di un Archivio dei sapori della tradizione.
Tutto questo contribuisce a portare valore aggiunto all’economia locale, che
possiamo sostenere sostenendo le nostre
produzioni soprattutto durante le festività natalizie, anche in relazione alla crescente presenza di turisti con l’ufficialità
della candidatura di Matera a capitale
europea della cultura per il 2019».
I corsi rientrano nel programma di incontri e attività camerali sul tema “Un
motore per le imprese e per lo sviluppo del
territorio”. Gli aspiranti corsisti possono
rivolgersi alla Camera di commercio o
contattare i “cuochi lucani’’ al 333 /
863.65.92.
n Durante il periodo festivo rimarranno chiuse soltanto il
giorno di Natale le chiese rupestri gestite dalla cooperativa
Oltre l’Arte. Sarà possibile visitare le chiese di Santa Lucia
alle Malve, Madonna dell’Idris
e San Giovanni in Monterrone
dalle 10 alle 16. Dall’1 al 6 gennaio, in occasione della V edizione del Presepe vivente,
l’orario di apertura sarà prolungato dalle 10 alle 21. Dal 13
dicembre al 6 gennaio la chiesa
di San Pietro Barisano ospiterà una nostra di presepi “Matera la città presepe”, patrocinata dall’Associazione italiana
Amici del presepio, con orari
di apertura dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 21.
RASSEGNASTAMPA
X I MATERA CITTÀ
Mercoledì 10 dicembre 2014
SIT IN DI PROTESTA
CONTRO IL CONSIGLIO COMUNALE
Comitato Lavoratori Valbasento preoccupato
lo stop ai reflui che arrivano da altri siti. MiOPERAI DAVANTI ALLA PREFETTURA per
naccia azioni legali se ci saranno contraccolpi
Inquinamento e lavoro
ora è guerra tra poveri
Chi segnala il rischio per la salute e chi deve difendere il posto
SIT IN PREFETTURA
Il “Comitato
Lavoratori
Valbasento” si
è costituito
il 5 dicembre
all’indomani
dell’approvazione,
da parte
del Consiglio
comunale
di Pisticci,
di una
delibera
d’indirizzo
con la quale
si chiede
lo stop a tutti
i reflui provenienti
da altri siti
PIERO MIOLLA
l È guerra tra poveri in Valbasento. La
questione ambientale che s’intreccia con
quella lavorativa ha partorito un “tutti
contro tutti” che giova solo a chi soffia sul
collo della comunità basentana con l’obiettivo di dividere le parti per renderle meno
forti. Il “Comitato Lavoratori Valbasento”,
costituitosi il 5 dicembre all’indomani
dell’approvazione, da parte del Consiglio
comunale di Pisticci, di una delibera d’indirizzo con la quale si chiede lo stop tutti i
reflui esterni alla Valbasento, ha ieri inscenato un sit in dinanzi alla Prefettura
per ottenere un incontro con il prefetto,
Luigi Pizzi.
L’obiettivo era quello di «affermare la
propria contrarietà alle ipotesi formulate
dal Consiglio comunale di Pisticci che
potrebbero pregiudicare le attività lavorative dell’area industriale, con gravi ripercussioni su ordine pubblico e incolumità di lavoratori e popolazioni». L’incontro, in effetti, c’è stato: alla presenza
dei sindacati, una delegazione del Comitato è stata ricevuta dal prefetto, al
quale sono state illustrate problematiche e
timori dei lavoratori. Pizzi ha solo ascoltato, non essendo competente per la materia, ma con il questore, Stanislao Schimera, presente all’incontro, ha affrontato
il tema dell’ordine pubblico: con il crescere delle tensioni in Valbasento potrebbero anche esserci problemi di tal
fatta, specie se le ultime manifestazioni
regionali sui temi ambientali dovessero
trasferirsi, come paventato, nell’area industriale di Pisticci.
Nel pomeriggio, poi, il Comitato, sempre
con l’ausilio dei sindacati, è stato ricevuto
a Potenza dal presidente della Regione,
Marcello Pittella. Le legittime preoccupazioni dei lavoratori, dunque, hanno
trovato sbocco nella costituzione di un
Comitato, presieduto da Angelo Mon-
temurro, che ha anche diffidato il Comune di Pisticci a non intraprendere
azioni o atti lesivi dei propri diritti al
lavoro, minacciando Palazzo Giannanto-
CONTRAPPOSIZIONE
Tutti contro tutti, comprendendo associazioni, operai, Tecnoparco e Comune di Pisticci
nio di adire le vie legali se dovessero
esserci conseguenze negative (perdita del
posto di lavoro o anche ritardi nella ricezione degli emolumenti) in seguito allo
stop dei reflui esterni alla Valbasento.
Questa valle martoriata, dunque, adesso
conta tre fronti: quello delle associazioni,
che ritiene esaurita la sostenibilità ambientale nella valle e chiede da sempre lo
stop ai reflui, quello dall’Amministrazione
comunale, che deve tutelare l’ambiente e
la stragrande maggioranza dei cittadini
della zona da un lato e, dall’altro, comunque difendere i posti di lavoro. Da
ultimo (in ordine di tempo), c’è quello dei
lavoratori che temono di perdere il lavoro.
Il “tutti contro tutti”, dunque, è servito,
con l’obiettivo di evitare la costituzione di
un fronte unico in Valbasento che a qualcuno non va giù.
Sullo sfondo, poi, la politica regionale
alla quale, oggi come oggi, riesce difficile
barcamenarsi, dovendo, da un lato difendere i propri interessi in Valbasento (la
Regione possiede il 40 per cento di Tecnoparco) e, dall’altro, comunque ascoltare
le istanze del territorio. Nel frattempo la
tensione, alimentata ad arte, cresce.
L’OPPOSIZIONE LA DECISIONE DEL 29 NOVEMBRE
Quella delibera
tanto contestata
l Dito puntato contro la tanto temuta e contestata delibera di indirizzo assunta all’unanimità dal Consiglio comunale di Pisticci nella
seduta dello scorso 29 novembre. Cosa prevede?
L’assemblea municipale in sostanza ha chiesto al
presidente della Regione, Marcello Pittella, «di
interdire il traffico e lo smaltimento dei reflui
negli impianti di depurazione di Tecnoparco,
provenienti dall’esterno dell’area industriale».
Sul tema, Palazzo Giannantonio ha diffuso una
nota nella quale ha precisato «che il deliberato
del Consiglio comunale si sofferma sullo smaltimento dei reflui provenienti dall’esterno e non
già sull’attività dello stabilimento (Tecnoparco,
ndr) la cui missione è quella di offrire i servizi
alle imprese dell’area industriale. Alla base del
deliberato vi sono tutte le preoccupazioni legate
all’inquinamento e alla salvaguardia della salute, argomenti che da troppo tempo sono stati
sottovalutati ai quali oggi la politica deve dare
risposte adeguate ed offrire le garanzie massime
per la serenità dei cittadini». Ciò posto, continua
la nota del Comune di Pisticci, «riteniamo sia
necessario rilanciare la Valbasento compiendo
tutti gli sforzi ed utilizzando gli strumenti di cui
si dispone al fine di favorire il pieno utilizzo di
un’area infrastrutturata ma scarsamente utilizzata, forse perché carenti o inesistenti sono i
motivi di attrazione per gli investimenti». A
conti fatti il succo di quella delibera, sempre
secondo Palazzo Giannantonio, non è da ricercare nella «volontà di chiudere lo stabilimento di
Pisticci scalo, ma nel’esortazione a ricercare,
contestualmente alla bonifica, i comparti su cui
puntare per un rilancio dell’area, e le iniziative
per rendere appetibile un investimento presso la
zona industriale della valle del Basento». [p.miol.]
I DIRITTI DELL’INFANZIA SI È CONCRETIZZATO IL PROGETTO ANNUNCIATO A BERLINO NEL 2013
le altre notizie
Costituita la Fondazione Silvana Arbia
per difendere i bambini-soldato africani
L’ISTITUTO SUPERIORE
Scienze religiose
al via anno accademico
La magistrata lucana ha devoluto il premio ricevuto da Soroptimist
EMILIO SALIERNO
l Prosegue l’impegno di Silvana Arbia per la pace e la tutela dei deboli.
Quando a Berlino ottenne il premio
«Soroptimist international of Europe»,
nel 2013, per il coraggio e la tenacia dimostrati nella difesa della giustizia in
Ruanda e in altri scenari di guerra del
mondo, la magistrata lucana annunciò
che il riconoscimento
in denaro sarebbe servito a costituire una
fondazione per prevenire o ridurre il rischio
per la pace insito nella
pratica
dell’arruolamento e nella coscrizione di minori per azioni
di guerra nella Regione
dei Grandi Laghi africani.
A distanza di un anno, quel progetto si è
concretizzato. In uno studio notarile della
Repubblica di San Marino, infatti, si è
dato corso all’atto costitutivo della «Fondazione Silvana Arbia», che ha lo scopo di
attuare campagne di salvaguardia e azioni di sostegno in favore di bambini a rischio e in condizioni ambientali che non
consentono la crescita e lo sviluppo della
personalità nel rispetto dei diritti fondamentali.
In particolare, l’attività informativa ed
educativa sarà rivolta verso ogni persona,
con privilegio per donne e madri, vicine a
bambini, allo scopo di proteggerle da rapimenti, coercizioni e rischi di coinvolgimenti in operazioni militari.
La Fondazione Arbia sosterrà azioni
contro la povertà e per
la promozione di ricerche e raccolta dati, l’elaborazione di una convenzione internazionale su misure standard
di prevenzione e protezione, il rafforzamento
delle capacità delle madri nella difesa dei minori.
L’organismo voluto da Arbia, la donna
magistrato che si è sempre battuta nel
nome della giustizia e che ha l’Africa nel
cuore, potrà collaborare con i governi e le
organizzazioni governative, pubbliche e
private. Il patrimonio iniziale della fondazione è costituito da 20 mila euro, cioè il
premio per la pace «Soroptimist inter-
L’OBIETTIVO
Tutela per i minori
a rischio della Regione
dei Grandi Laghi
CONTINUA
L’IMPEGNO
Silvana Arbia,
giudice lucana da sempre all’opera per la difesa della pace e dei diritti
dei più deboli
national of Europe» assegnato ad Arbia e
versato dal Soroptimist Club di San Marino. L’importo potrà essere aumentato
con donazioni, oblazioni, lasciti di quanti
siano interessati al progetto della Fondazione.
Arbia, originaria di Senise (Pz), è stata
capo della cancelleria della Corte penale
internazionale dell’Aja ed ha svolto le funzioni di magistrato internazionale con
qualifica di avvocato generale principale,
e successivamente chief of prosecutions.
Ha ricoperto anche l’incarico di direttore
ad interim dell’accusa presso l’ufficio del
procuratore e si è occupata delle incriminazioni di alcuni tra i maggiori responsabili del genocidio in Ruanda, che
nel 1994 fece quasi un milione di vittime.
«Parlare di pace - dice oggi Arbia - non
ha alcun senso se non si limitano pratiche
inaccettabili, come quelle dei bambini
soldato, in diversi Paesi, e non solo nella
Regione dei Grandi Laghi. Fenomeni gravissimi - sottolinea Silvana Arbia - che si
consumano, spesso, nell’indifferenza del
mondo, mentre le istituzioni locali fanno
finta di nulla. L’orrore del genocidio in
Ruanda si è perpetrato anche perché tutti
si sono girati dall’altra parte.
La Fondazione vuole essere utile affinché certe tragedie, che vedono vittime
soprattutto i bambini, suscitino l’attenzione di tutti, cercando di attuare azioni
per il loro contrasto».
n Sarà inaugurato oggi, alle
18, nella Casa di spiritualità
Sant’Anna, l'anno accademico dell'Istituto superiore
di Scienze religiose. Dopo i
saluti del direttore prof.
Consuelo Manzoli e dei rappresentanti degli studenti,
Francesco Marino e Tiziana
Silletti, introdurrà i lavori il
prof. Oronzo Marraffa a cui
seguirà la relazione del prof.
Leo Santorsola sul tema "Il
Sinodo sulla famiglia
(2014-2015): Bilancio, sfide e
prospettive per la Pastorale
familiare". Concluderà
mons. Salvatore Ligorio, arcivescovo di Matera-Irsina e
moderatore dell’Istituto.
PREMIO CONSUMO DI QUALITÀ
Antichi sapori
sotto i riflettori
n Si svolgerà oggi, nell’ex ospdale San Rocco, in piazza
San Giovanni, la VII edizione del Premio Consumo di
Qualità - Antichi Sapori. La
manifestazione è in programma a partire dalle 17.
RASSEGNASTAMPA
MATERA PROVINCIA I XI
Mercoledì 10 dicembre 2014
POLICORO NESSUNA PIATTAFORMA IN UN MARE CHE DÀ VITA AD ATTIVITÀ ECONOMICHE COME LA PESCA ED IL TURISMO
Petrolio, «pronti ad opporci
a nuove richieste di ricerca»
L’associazione «Med no triv» sta elaborando le osservazioni
Hanno chiesto di impugnare l’art.38
«La Regione non può ignorare 62 Comuni»
FILIPPO MELE
l POLICORO. L’associazione appulo-calabro-lucana Med no triv, con sede nella città
jonica, è scesa sul piede di guerra. «Presenteremo a breve – ha detto la sua presidente,
l’avvocato Giovanna Bellizzi – cinque osservazioni contro le altrettante nuove istanze di
ricerca petrolifera nello Jonio protocollate da
compagnie petrolifere. Sono le ennesime richieste che si vanno a sommare alla altre dieci
già in itinere e tendenti a perforare i fondali del
mare antistante le tre regioni già culla della
Magna Grecia. Senza contare le concessioni già
in essere davanti alla spiaggia di Crotone».
Insomma, il “grido di guerra” è lanciato: «No
piattaforme petrolifere in un mare che dà vita ad
attività economiche come la pesca ed il turismo».
Ma Med no triv non si muoverà da sola contro
le società petrolifere. «Presenteremo le nostre
osservazioni non solo con la nostra firma ma con
quella di tutti i cittadini, associazioni, movimenti, che si stanno iscrivendo alla nostra rete.
Non siamo soli in questa battaglia». Già, una
battaglia che si incrocia strettamente con quella
contro l’articolo 38 del decreto Sblocca Italia che,
però, non è ancora in vigore. Allora? «Allora
lanciamo un appello tramite la Gazzetta ai comuni interessati dalle cinque nuove istanze a
voler presentare anch’essi le loro osservazioni
contrarie. Ovviamente, la richiesta è rivolta
anche alle Regioni Calabria, Puglia e Basilicata». Ed a proposito, il battagliero avvocato
antitriv ha inviato un messaggio, come dire,
“speciale” al “gover natore” lucano, Marcello
Pittella: «I tempi per presentare le osservazioni
per alcune delle cinque istanze sono strettissimi,
il 20 dicembre. Invitiamo il presidente Pittella,
perciò, a presentare la documentazione necessaria ed a sostenerla con forza. Noi non vogliamo
che accada davanti alle coste del Metapontino
quel che è già accaduto davanti a quelle di
Crotone. Anche se la ricerca petrolifera in mare
non ha confini. Io ci sono stata nell’agosto
scorso. La proiezione delle quattro piattaforme
sulla spiaggia della citta calabrese è terrificante».
Ma perché tanto impegno contro le trivelle
nello Jonio? «Perché esse – ha risposto Bellizzi –
metterebbero in pericolo la pesca, il turismo,
l’ecostruttura dei fondali, e la possibilità di
salvare la ricca messe di reperti archeologici
rivenienti dall’essere stati Basilicata, Puglia e
Calabria la Magna Grecia».
POLICORO. Med no triv sta conducendo la sua battaglia
contro le trivellazioni nello Jonio non solo presentando osservazioni contro le istanze di ricerca presentate dalle compagnie petrolifere, ma anche impegnandosi contro il “famigerato” articolo
38 dell’ex decreto Sblocca Italia. Articolo che, se non modificato,
toglierebbe a Regioni, Comuni, associazioni, la possibilità di dire
la loro nei confronti delle mire dei petrolieri. «La Regione Basilicata, a tal proposito - ha detto Giovanna Bellizzi, presidente dell’organismo che associa cittadini e movimenti di Basilicata, Calabria
e Puglia – non può non tenere conto che sono 62 i Comuni lucani
[fi.me.]
che, ad oggi, hanno deliberato contro l’articolo 38».
PISTICCI IL CASO PIÙ GRAVE È AVVENUTO A MARCONIA. GLI ALTRI ERANO LEGATI A LITI PER QUESTIONI DI EREDITÀ E PER FUTILI MOTIVI
Minaccia l’ex moglie con un bastone
Le violenze davanti alla figlia minore, ma interviene la polizia. Altre due denunce per lesioni
l PISTICCI. Ha minacciato l’ex
moglie con un bastone ma è stato
fermato dalla Polizia che lo ha denunciato per minaccia, aggravata
dall’uso della mazza e dal fatto che le
condotte violente sono state compiute dinanzi alla figlia minore. Il
fatto è avvenuto a Marconia dove
una «volante» del Commissariato,
diretto da Gianni Albano, è intervenuta dopo la segnalazione, giunta
al 113, di una lite in strada. Giunti
sul posto, i poliziotti hanno trovato
l’uomo che impugnava un bastone
di legno col quale stava minacciando l’ex moglie alla presenza dei parenti della stessa e della figlia: immediatamente bloccato e disarmato, l’individuo è stato condotto in
Commissariato dove, grazie anche
ad alcune testimonianze, è stato possibile appurare che l’accaduto è maturato in una situazione familiare
«Potabili le acque
delle sorgenti?»
l MIGLIONICO. Sono potabili le acque delle sorgenti naturali che si trovano nelle campagne dell’agro miglionichese?
La domanda è al centro di
un’interrogazione consiliare
predisposta dal consigliere comunale Antonio Digioia, capogruppo del Movimento 5
Stelle in seno all’assemblea cittadina, inviata al sindaco Angelo Buono (Pd), con richiesta
di ricevere una risposta scritta.
Il senso dell’interrogazione è
fondato su un dato oggettivo:
scaturisce dall’abitudine che
denotano parecchi cittadini,
soprattutto nei giorni di sospensione
dell’erogazione
dell’acqua da parte dell’ente
“Acquedotto Lucano”, di rifornirsi di acqua, anche ad uso
potabile, servendosi delle fontane pubbliche, come quella
della “Pila”, alimentate dalle
sorgenti naturali. Da qui la
TERRITORIO
SOTTO
CONTROLLO
Il bastone con
il quale un
uomo a
Marconia
ha minacciato
la sua ex
moglie
davanti
alla figlioletta
PIERO MIOLLA
MIGLIONICO INTERROGAZIONE DEL M5S
GIACOMO AMATI
BATTAGLIA
CONTINUA
La catena umana contro le estrazioni petrolifere organizzata
la scorsa estate a Policoro. In alto, l’avvocato Giovanna Bellizzi
richiesta di conoscere l’esito di
«eventuali analisi – scrive Digioia – effettuate sulle acque
delle stesse». Poi, vengono
esplicitate altre quattro richieste. La prima: «Se sia stata
prevista la ripetizione delle
analisi già effettuate sull’acqua, qualora, l’esame della sua
potabilità sia stata fatta non di
recente». La seconda: «Se sia
stato disposto il provvedimento di divieto del prelievo
dell’acqua dalle fontane, qualora ne fosse stata riscontrata
la non potabilità». La terza: «Se
nei pressi di ogni fontana sia
stata prevista l’affissione di
apposito, adeguato e visibile
cartello contenente l’indicazione dell’eventuale divieto di
non potabilità dell’acqua». La
quarta: «Se, nel caso in cui non
sia stato già previsto, le suddette analisi verranno effettuate con cadenza periodica, al
fine di scongiurare eventuali
pericoli per la salute dei cittadini».
.
disastrosa, fatta di maltrattamenti,
percosse e violenza anche psicologica. Ragioni che hanno determinato la separazione, all’esito della
quale la minore è stata affidata alla
madre: il padre poteva vederla solo
tramite i servizi sociali. Proprio in
questo contesto si è scatenata la lite
che ha portato all’intervento della
Polizia: l’uomo, tempestivamente
fermato, è stato denunciato per il
reato di minaccia, aggravato
dall’uso della mazza e dal fatto che le
condotte violente sono state compiute dinanzi alla figlia minore.
Altra denuncia a Pisticci, in seguito all’intervento della Polizia in
un’abitazione dove, da una lite, due
soggetti erano passati alle vie di fatto con uno dei due che ha avuto la
peggio riportando lesioni giudicate
guaribili in 7 giorni: dalle indagini è
emerso che la colluttazione è scaturita per questioni di eredità. Il
soggetto violento è stato denunciato
per lesioni personali dolose, aggravato dalla circostanza dei futili motivi.
Una terza denuncia è scattata dopo una querela sporta per lesioni
personali con prognosi di 30 giorni:
la vicenda è accaduta nell’agro di
Pisticci. Il denunciato ha riferito di
essere stato picchiato da un soggetto per la compravendita di un trattore non andata a buon fine. Il proprietario del bene ha picchiato l’intermediario della transazione ritenendolo colpevole del mancato affare: riconosciuto dalla vittima, è
stato denunciato per lesioni personali dolose con l’aggravante dei futili motivi.
SCANZANO J. FERRANDINA PROGETTO PER LA MOBILITÀ IN DEROGA
Cgil, il camper Nel bosco cercano
della legalità
oggi in piazza nuova occupazione
BERNALDA
l SCANZANO JONICO. Farà
tappa a Scanzano oggi il camper del “Viaggio della legalità”.
Si tratta di una iniziativa organizzata dalla Cgil per raccogliere cronache, fatti ed esperienze di vita che testimonino
il rapporto vitale tra legalità e
lavoro. Il camper allestito dal
sindacato sta attraversando la
penisola, facendo sosta in luoghi significativi. Come Scanzano e gli altri centri della fascia metapontina da tempo
“vittime” dell’aggressione della criminalità. Partito da Milano il 27 ottobre, il camper
sarà alle 11 nella piazza del
Palazzaccio baronale per un incontro con la stampa ed i cittadini. La Cgil ha invitato anche il prefetto di Matera, il questore e i sindaci di Scanzano,
Policoro, Nova Siri, Tursi, Bernalda, Pisticci, Montalbano, e
Rotondella. Sarà presente Carlo Baldini, responsabile del Dipartimento legalità e della Cgil
[fi.me.]
nazionale.
l BERNALDA. Chiude oggi
la mostra convegno itinerante
sulla Magna Grecia, intitolata
“Annotazioni pluridisciplinari”. Iniziata il 6 novembre, l’iniziativa, organizzata dalle associazione Aide di Bernalda, Corifeo di Massafra e Centro servizi sul volontariato di Taranto, si è dipanata tra esposizioni,
dibattiti e conferenze, mettendo in evidenza elementi sociali,
culturali ed enogastronomici
dell’area magnogreca lucana e
pugliese. Alle 18.30, in via Cairoli, titoli di coda sul cibo greco
di ieri e di oggi. Interverranno
Silvana Giuliano, giornalista
e sommelier e Nanà Christidou, esperta di cucina ellenica.
Seguirà una conversazione con
Antonio Bianchi, membro del
comitato scientifico dell’osservatorio nazionale sui diritti dei
minori. Sarà inoltre possibile
visitare la mostra collettiva, itinerante, curata da Emanuele
Matera e Francesco Silve[an.mor.]
stri.
l FERRANDINA. L’hanno chiamato “Mobilita il bosco”. È un
progetto, ideato da alcuni lavoratori in mobilità in deroga, attraverso il quale si vuole tornare
al lavoro indirizzando l’attenzione al bosco e ai terreni forestali
che «svolgono un’importante ruolo di regolazione idrogeologica e
di protezione del suolo dall’erosione, che a sua volta ha un ruolo
essenziale anche nella difesa delle pianure», ha spiegato Domenico Pepe, uno degli ideatori.
«Per questo occorre operare
una corretta manutenzione del
territorio forestale che deve essere capace di integrare vecchi
benefici derivanti anche da produzione di legname e dalla protezione del suolo, senza escludere
il rimboschimento, la creazione
di ambienti adatti al turismo,
l’educazione ambientale e dei
cambiamenti climatici». In buona sostanza, la «moderna gestione forestale punta a definire modelli sostenibili di trattamento
dei boschi e della stabilità eco-
logica, la valorizzazione delle filiere collegate al bosco, l’intervento di prevenzione e lotta contro gli incendi boschivi e altre
avversità del bosco».
Con il progetto, però, i lavoratori in mobilità puntano anche a
«valorizzare il mercato di importanti prodotti di nicchia del bosco, come il tartufo, il rafano e le
castagne, e le biomasse agricole e
forestali». Se consideriamo che le
competenze per tali lavori, in larga parte già in possesso dei lavoratori interessati, il più fatto,
anche se, hanno precisato i progettisti, «per gli altri lavori specifici si richiede un’adeguata formazione».
Protagonisti dell’idea sono Lucia e Rosa Mastrangelo, Antonio Morelli, Francesco Pallotta, Domenico Pepe, Donato e
Nicola Ruo, Giuseppe Giovanni Lucciardi, Teresa Serafino,
Pasqualino Ruggiada e Pietro
Veglia, tutti coordinati da Massimiliano Bonomo e Simona
[p.miol.]
Marazzia.
Magna Grecia
chiude oggi
il convegno
RASSEGNASTAMPA
rassegna.it
Il segretario presenta lo sciopero generale di Cgil-Uil del 12 dicembre. “L’obiettivo della protesta è cambiare le misure del governo. Jobs Act e legge di Stabilità non creano lavoro né investimenti. Se il governo tira dritto la mobilitazione continua”
di Emanuele Di Nicola
Susanna Camusso e Carmelo Barbagallo (immagini di Marco Merlini/Cgil)
Venerdì 12 dicembre sarà sciopero generale di Cgil e Uil, “l’obiettivo è cambiare le politiche del governo sul lavoro”. Lo ha detto
il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, nella conferenza stampa di presentazione dello sciopero che si è svolta
oggi (9 dicembre) nella sede Uil di via Lucullo a Roma. Uno scenario inedito, quello che ha visto Susanna Camusso accanto a
Carmelo Barbagallo: è il primo sciopero generale proclamato da Cgil e Uil nella storia del movimento sindacale.
“In Italia c’è troppo poco lavoro, lo dicono i numeri - ha esordito Camusso -, ogni mese facciamo il record di disoccupazione e
si allarga il divario con gli altri paesi. La legge di Stabilità, attualmente in discussione in Parlamento, non affronta i problemi
strutturali, mentre l’esecutivo prova a ridurre i diritti dei lavoratori”. Il vero nodo sono gli investimenti “che non si fanno da 20
anni”. Allo stesso tempo “si moltiplicano le vertenze, manca una politica industriale nel paese”.
Il leader della Cgil ha ricordato alcuni punti principali della protesta. “Bisogna smetterla con appalti e deroghe, che producono
lavoro povero e moltiplicano gli scandali. Inoltre, il governo è anche datore di lavoro pubblico: qui resta il problema del blocco
dei contratti, con la spesa pubblica che peraltro continua ad aumentare. Nella pubblica amministrazione c’è la non conferma
dei precari e la totale incertezza sui lavoratori delle province. Dal governo non arriva nessuna politica attiva”.
Al centro della protesta anche il Jobs Act di Renzi, che può ancora cambiare. “Ci sono tutti i termini perché il governo cambi
le politiche sul lavoro, è l’obiettivo dello sciopero generale. Il nostro scopo - per Camusso - è rideterminare le condizioni per un
cambiamento delle politiche sul lavoro, per un confronto serio sulle prospettive industriali e per la creazione di posti di lavoro.
Il combinato disposto di Jobs Act e legge di Stabilità non favorisce il lavoro né le imprese che davvero vogliano investire. E se il
governo tira dritto - ha avvertito - i sindacati continueranno la mobilitazione anche dopo lo sciopero generale”.
Così il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo: “Speravamo che il governo in questi giorni si ravvedesse, invece tutte
le ragioni dello sciopero restano intatte. Non ha esteso gli 80 euro a incapienti e pensionati, vuole introdurre un contratto a
tutele calanti, altro che crescenti. Chiediamo una vera riforma fiscale, lotta alla corruzione e lotta ai costi della politica”. Poi
una battuta rivolta a Renzi: “Il sindacato continuerà ad esistere sempre, il premier se ne faccia una ragione. Chi pensa che
basti dire ‘non parliamo con i sindacati’ e andare avanti ha davvero sbagliato i conti”.
Lo sciopero generale di venerdì 12 dicembre, sotto lo slogan “Così non va!” si articola in tutta Italia con 54 manifestazioni, 10
regionali, 5 interprovinciali e 39 territoriali. Susanna Camusso partecipa alla manifestazione di Torino. Qui le piazze principali nel paese.