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QdS.it
Impresa e sviluppo
Quotidiano di Sicilia
Sabato 20 Settembre 2014
La Sicilia perde 497 imprese in sei mesi
UOTIDIAODISICILIA
Allarme fallimenti, 3.788 titolari d’attività nell’Isola dal 2009 a metà 2014 hanno dichiarato lo stato d’insolvenza
Il tasso dei senza lavoro raggiungerà un nuovo record al 22,9% per poi toccare il 23% nel 2015
PALERMO - In 5 anni e mezzo
quasi 4 mila imprese in Sicilia non solo
hanno chiuso i battenti ma hanno addirittura dichiarato fallimento. Un dato
allarmante che viene fuori dall’ultima
indagine realizzata dalla Cribis D&B,
la società del Gruppo Crif specializzata
nella business information. Per l’esattezza a dichiarare lo stato di insolvenza
verso i creditori sono stati dall’1 gennaio del 2009 sino al primo semestre
di quest’anno 3.788 titolari di attività.
La cosa preoccupante è che il dato è
sempre più crescente se si considera
che soltanto nel primo semestre del
2014 sono stati in 497 a chiudere bottega e a lasciarsi alle spalle tanti debiti.
Significa, in parole povere, che mentre
nei cinque anni precedenti nell’Isola
mediamente nell’arco dei 12 mesi
chiudevano 658 imprese, già quest’anno in proiezione si è ampiamente
superato questo dato ed anche di
molto.
Per rendere ancora di più l’idea dal
2009 al 2013 il fallimento investiva
mediamente ogni mese quasi 55 imprese; quest’anno invece la media si è
innalzata alla media stratosferica di 82
chiusure, quasi il 50 per cento in più.
Questa è una delle crescite più esponenziali nel territorio nazionale. Da qui
La procedura
Cosa comporta
il fallimento
di un’impresa
si spiega inevitabilmente il motivo per
cui l’economia siciliana oramai è in
costante declino, come sottolineato re-
Governo revoca bando Corsello
Ministero riscontra “incongruenze”
PALERMO - È ufficiale: il 'bando Corsello' è stato revocato. Si tratta
dell'avviso, firmato dall'ex dirigente Anna Rosa Corsello e poi pubblicato in Gazzetta ufficiale, che metteva insieme Piano giovani e Garanzia dopo il flop day del 5 agosto per la selezione dei tirocini formativi e che scatenò la dura reazione degli assessori al Lavoro e alla
Formazione Giuseppe Bruno e Nelli Scilabra, che ripudiarono il provvedimento perché non informati. Nei giorni scorsi anche il ministero
del Welfare ha contestato il bando criticando l'inclusione nell'avviso di
“differenti fonti di finanziamento”: Piano Giovani per la fascia di età
25-35 anni, Garanzia giovani da 18 a 29 anni e risorse aggiuntive. “Il
bando - ha scritto il ministero in una lettera alla Regione - non sembra
definire procedure univoche atte ad evitare una situazione di confusione
nella trattazione dei diversi strumenti previsti”. Nel bando il ministero
ha rilevato persino “l'incongruenza” fra gli importi indicati e lo stanziamento complessivo pari a 74,68 milioni, in sostanza c'era un buco di
circa 10 milioni.
Opportunità
Ristorazione
e settore alberghiero
puntano ai mondiali
2-II
PALERMO - “In Qatar porteremo la qualità e l’eccellenza italiana e siciliana”,
spiega Rosario Lunetto
general manager della L.I. for
Exhibition ed amministratore
della Lunetto Group, l’azienda
di famiglia che ha iniziato
l’attività negli anni 40 come
maestri viminai ma che si è
poi specializzata nel settore
contract alberghiero occupandosi di arredi interni ed
esterni. In Qatar, Lunetto
arriva tre anni fa, in società
con l’emiro, dopo una lunga
fase preparatoria. “Consiglio
alle aziende siciliane, italiane,
di investire in Qatar perché ci
sono grandi opportunità, una
burocrazia snella e un regime
fiscale che agevola gli investimenti stranieri e non tassa il
lavoro indipendente. Il settore
che va più forte è sicuramente
quello della ristorazione ma
anche quello alberghiero e del
design”. L’amore per il Made
in Sicily ha portato più volte
lo sceicco a visitare la nostra
isola e ad innamorarsi delle
nostre eccellenze. Questo è il
momento ideale: nel 2022 il
Qatar ospiterà i mondiali di
calcio e già si sta lavorando
per questo evento ricercando
profili di alto livello. (liro)
centemente da “CongiunturaRes”, il
rapporto di analisi e previsioni dell’economia dell’Isola a cura della Fondazione Res.
Ciò che risalta è il fatto che l’economia siciliana cresce ma non trascina
con sé l’occupazione né la distribuzione di benessere e di ricchezza. Il Pil
reale, nel 2014 allo 0,5 per cento, arriverà all’1,6 per cento nel 2015, mentre
il tasso dei senza lavoro raggiungerà
un nuovo record al 22,9 per cento, per
poi toccare il 23 per cento nel 2015.
Numeri inevitabili per il semplice fatto
che senza imprese non ci può essere
occupazione e con le porte delle pubbliche amministrazioni chiuse non si
riesce a trovare alternativa reale sul
mercato del lavoro. Diretta conseguenza dei fallimenti è senza dubbio il
fenomeno dei posti di lavoro persi nell’Isola rispetto al 2007 che sono stati
I settori più colpiti
sono quello
delle costruzioni
e quello dei servizi
178 mila (-12,2 per cento), con una dinamica nettamente superiore a quella
nazionale (1.049 mila occupati in
meno, -4,5 per cento).
I settori più colpiti sono quello delle
costruzioni (-18mila unità, -18 per
cento) e quello dei servizi (-13 mila
unità), mentre l’industria in senso
stretto fa segnare un +6,1 per cento dal
2007. Prosegue nei dati ufficiali l’apparente fuoriuscita di addetti all’agricoltura (-15,3 per cento). “I dati
relativi al secondo trimestre del 2014
mostrano una situazione ancora molto
preoccupante per le nostre imprese commenta Marco Preti, Amministratore Delegato di Cribis D&B -. Abbiamo registrato infatti un record
negativo di fallimenti, e questo lancia
un allarme sulla capacità di resistenza
del tessuto produttivo di fronte al perdurare della crisi.
Serve intercettare tempestivamente i
segnali di deterioramento dell’affidabilità dei partner e di mantenere sotto
controllo la capacità del proprio portafoglio clienti di generare ricavi”.
Michele Giuliano
PALERMO - Il fallimento,
nell'ordinamento giuridico
italiano, è una procedura concorsuale liquidatoria, che
coinvolge l'imprenditore commerciale con l’intero patrimonio e i suoi creditori.
Tale procedura è diretta all'accertamento dello stato di insolvenza dell'imprenditore, all’accertamento dei crediti
vantati nei suoi confronti e
alla loro successiva liquidazione. Il fallimento è regolato dalla legge del 16
marzo 1942, la numero 267
(legge fallimentare), norma
giuridica più volte modificata
nel corso del tempo. Con la
riforma del 2006, sono mutate
la disciplina e le finalità concernenti il fallimento; se
infatti l'originaria formulazione della legge fallimentare disegnava il fallimento come una procedura
concorsuale liquidatoria e sanzionatoria, tesa ad espellere
l'imprenditore insolvente dal
mercato e a liquidarne il patrimonio, il fallimento può
anche consentire la conservazione dell'attività di
impresa, attraverso il trasferimento o l'affitto dell'azienda.
Seppure il fallimento sia
ancora finalizzato alla soddisfazione dei creditori mediante la liquidazione del patrimonio dell'imprenditore, il
legislatore consente il superamento della crisi dell'impresa tentando di incoraggiare la ristrutturazione e il
salvataggio dell'impresa attraverso accordi tra l'imprenditore e i creditori. (mg)
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Il “Brand Italy” arriva in Qatar
Siciliane il 60% delle aziende presenti
Cibo, design, arredi e attrazioni italiane per il Golfo Persico dal 10 al 12 novembre: ecco l’evento dell’eccellenza
Attesi circa 30 mila visitatori e 200 aziende del Belpaese a caccia di nuovi investimenti
PALERMO - La Sicilia si
prepara a conquistare il Qatar.
Questo piccolo ma ricchissimo
stato peninsulare del Golfo
Persico ospiterà dal 10 al 12 novembre “Brand Italy”, la prima
esposizione del Made in Italy in
Qatar. Un evento che vuole presentare l’eccellenza italiana: dal
cibo al design, gli arredi, le attrazioni turistiche.
Una vetrina che vuole fare del
Made in Italy un brand di
successo promossa ed organizzata da L.I. for Exhibition,
una società con sede a Doha costituita al 51% dallo sceicco Ali
Bin Thamer Al Thani della famiglia reale (la stessa proprietaria di Al Jazeera) e dal restante 49 per cento da sette imprenditori siciliani.
All’evento sono attesi circa
30 mila visitatori e 200 aziende
italiane di cui, un buon 60% saranno
aziende siciliane.
Nicola Fiasconaro
con i suoi prodotti
da forno sarà
testimonial
Per le imprese sarà una grande opportunità farsi conoscere e investire
in Qatar, l’emirato del Medio Oriente
che più degli altri sta conoscendo una
forte crescita e una vivacità culturale
da attrarre investitori dall’estero ,
grazie anche ad un regime fiscale favorevole.
Il Qatar National Vision 2030, documento di programmazione voluto
dall’emiro Tamim Bin Hamad Al
Thani, prevede infatti una politica
economica, culturale e sociale di straordinaria dinamicità. Entro il 2030,
l’Emirato dovrà equilibrare la ricchezza generata dallo sfruttamento di
gas naturale e petrolio, con il ricavato
prodotto da nuovi investimenti in
settori quali: il turismo, i servizi, la
logistica e le attività industriali.
Ci sarà anche la Regione siciliana che ha dato il suo patrocinio all’iniziativa e l’ha inserita nella sua più ampia attività
di internazionalizzazione delle
imprese con un bando pubblicato
dall’Assessorato alle Attività produttive a cui sono state chiamate
a partecipare le imprese siciliane
che vogliono esporre a Doha.
Nella capitale ci sarà anche
Nicola Fiasconaro con i suoi
prodotti da forno, il quale, sarà
presente come titolare dell’azienda Fiasconaro e come testimonial di questo evento. Lo
stesso Fiasconaro, lo scorso
aprile ha siglato un accordo con
lo sciecco Al Emadi per aprire un
negozio Fiasconaro nel nuovo
centro commerciale di Doha nel
2015.
“Il Qatar rappresenta una
grande opportunità per le imprese
siciliane – commenta Nicola Fiasconaro- perché è un paese in forte
crescita. Il Made in Italy attrae lo
sceicco che ha già investito in Italia e
questo evento è un’occasione da non
perdere per farsi conoscere e far conoscere la qualità dei nostri prodotti”.
Liliana Rosano
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